Attentato volo Delta,
tensione alta in Nigeria e Yemen
Dopo il fallito attentato contro il volo della Delta Northwest da Amsterdam a Detroit, lo scorso Natale, l'allerta è alta in Nigeria. La polizia ha fatto irruzione nel quartier generale di una setta islamista nella città di Bauchi, uccidendo decine di persone. Nello Yemen, intanto, le autorità hanno arrestato 29 persone, accusate di progettare attacchi contro interessi occidentali nel paese.
Attraverso un comunicato diffuso su internet, Al Qaeda ha rivendicato il fallito attentato contro il volo della Delta Northwest Airlines, da Amsterdam a Detroit, compiuto da un cittadino nigeriano lo scorso 25 dicembre. La rivendicazione è giunta da una frangia dell'organizzazione attiva nello Yemen. Secondo i qaedisti, l'attentato sarebbe una risposta ad un raid compiuto, lo scorso 17 dicembre, contro alcune loro basi nel paese. Nell'operazione sono morte circa 30 persone, tra cui due leader dell'organizzazione, incluso un religioso statunitense, accusato di essere legato a Malik Hasan, ufficiale americano che ha ucciso 13 persone in una base militare degli Stati Uniti, lo scorso 6 novembre.
Umar Faruk Abdulmutallab, il ventitreenne nigeriano arrestato dopo aver tentato di far esplodere una carica di esplosivo a bordo del volo, sarebbe stato proprio in Yemen, tra agosto e l'inizio di dicembre, dove, come lui stesso avrebbe ammesso, avrebbe ricevuto l'addestramento necessario per compiere l'attentato.
Ieri in Yemen sono state arrestate 29 persone sospettate di essere collegate all'organizzazione terroristica. Secondo il capo della sicurezza nazionale yemenita il gruppo stava progettando attentati contro interessi occidentali nel paese, compresa l'ambasciata britannica a Sanaa.
Lo Yemen, meta di migliaia di profughi dal Corno d'Africa, ha assunto negli anni un ruolo sempre più centrale nella diffusione del terrorismo di matrice islamista in Africa. Secondo le Nazioni Unite, il paese costituisce una delle principali teste di ponte per il traffico di armi che destabilizza l'intera regione africana, in particolare la Somalia.
Le conseguenze dell'attentato non si fanno attendere neanche in Nigeria. L'assenza del presidente Umaru Yar Adua, ricoverato in gravi condizioni in Arabia Saudita, offre una nuovo pretesto all'opposizione per chiederne le dimissioni. Intanto, nel nord del paese, una forza congiunta di polizia ed esercito ha fatto irruzione nel quartier generale di una setta radicale islamista, nella città di Bauchi.
Negli scontri sarebbero morte almeno 38 persone, secondo le dichiarazioni della polizia. Nell'operazione sono stati arrestati circa 20 membri dell'organizzazione.
Nei mesi scorsi, le città del nord sono già state oggetto di violenze a sfondo religioso. Nei combattimenti avvenuti tra l'esercito e un'altra setta religiosa radicale, in luglio, nelle città di Bauchi e Maiduguri, sono morte circa 800 persone.

