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giovedì 17 maggio 2012

Democratizzazione nella Repubblica democratica del Congo: dal processo di pace alle elezioni multipartitiche del 2006

Laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, Università degli Studi di Genova

di Maria Vittoria Riva

 

Maria Vittoria Riva nata a Genova, città in cui frequenta il Corso di laurea in Scienze Internazionali e diplomatiche, concluso nel 2007. Interessata all'Africa, grazie alla stretta conoscenza di un prete congolese, decide di approfondire lo studio della Repubblica democratica del Congo come lavoro conclusivo per la laurea. Nonostante gli studi si siano orientati verso altri campi,  rimane attiva nell'interesse verso questo paese, facendo parte dell'associazione Bandeko onlus, impegnata in progetti nella regione del Kasai orientale, soprattutto nella costruzione dell'ospedale Ho.Bo.Sam.

 

Contatti: maria.vittoria.riva@gmail.com

 

Questo elaborato cerca di ricostruire gli eventi storico-politici che hanno portato la Repubblica democratica del Congo alle elezioni multipartitiche del 2006. Dopo un breve excursus storico del paese, e un'analisi delle cause della sua instabilità, l'attenzione si concentra sull'articolato processo di pace iniziato nel 1999 dopo la fine del conflitto africano (1996-1999) che ha visto coinvolti numerosi stati ed è costato la vita a circa 3 milioni di persone.

 

Alcune pagine sono incentrate sulla stesura del testo della nuova carta costituzionale e sulla formazione delle fondamenta del regime democratico: impresa ardua in un paese che ha conosciuto circa ottanta anni di colonialismo autoritario e trentadue anni di dittatura.

 

Ampio spazio è dedicato alle elezioni: alla loro organizzazione non semplice dati i 2.345.410 km²  di superficie, alla preparazione e censimento dei circa 25 milioni di votanti, ai candidati e al concreto svolgimento delle consultazioni. Questo importantissimo passo verso la stabilità è stato sostenuto massicciamente dalla comunità internazionale, Nazioni Unite e Unione Europea, proprio per l'importanza che il Congo riveste nell'Africa più di qualsiasi altro paese. E' da ricordare che questo paese è teatro di un vero e proprio saccheggio delle sue immense risorse naturali (diamanti, rame, uranio, cobalto, oro, petrolio, coltan, zinco, lattice da gomma, legname) ad opera delle multinazionali di tutto mondo senza alcuna regolamentazione e senza distribuzione della ricchezza tra la popolazione.

 

 La vittoria di Joseph Kabila, il timore di un ritorno alla logica delle armi degli sfidanti sconfitti conclude questa analisi, lasciando però la speranza per un futuro di pace nutrita dal coraggio e dalla  volontà di rialzarsi che i congolesi hanno dimostrato in questi ultimi due anni.

 

Speranza rafforzata dalla diffusione durante l'elezione dall'uso della parola "Congolité", una rivendicazione identitaria che supera tutte le divisioni etniche, locali e politiche, la possibile arma pacifica contro le minacce dei paesi vicini e le logiche egoistiche delle forze interne.

 



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