Kenya
Il territorio è considerato "la culla dell'umanità": vi sono apparsi i primi ominidi, che hanno poi popolato il mondo. 2000 a. C.: arrivo delle popolazioni bantu. 1000 a. C.: giungono popoli nilotici (dal Sudan) e cusciti dall'Etiopia. 600: gli arabi s'insediano lungo le coste, creando centri commerciali. 16° sec.: i portoghesi si stanziano sulla costa, ma sono cacciati nel 1698 dalle città-stato swahili e dal sultanato di Oman. 19° sec.: i maasai stabiliscono una certa egemonia sugli altri popoli della regione. 1830-1840: Oman consolida il proprio controllo della costa.
1895: formazione del Protettorato britannico dell'Africa Orientale. 1900: gli europei muovono verso l'interno, dando inizio alla costruzione della ferrovia Mombasa-Lago Vittoria. 1920: il protettorato diventa colonia. 1944: nasce l'Unione africana kenyana (Kau), che chiede l'indipendenza. 1947: Jomo Kenyatta diventa leader della Kau. 1952: inizia la rivolta dei "Mau Mau"; stato di emergenza; arresto di Kenyatta. 1953: Kenyatta è accusato di essere la mente dei Mau Mau e imprigionato; la Kau è bandita. 1959: Kenyatta passa dalla prigione agli arresti domiciliari. 1960: fine dello stato di emergenza; nasce l'Unione nazionale africana del Kenya (Kanu), guidata da Tom Mboya e Oginga Odinga; Kenyatta è eletto presidente della Kanu in absentia.
1961: Kenyatta è finalmente libero; nel 1962, entra nel consiglio legislativo. 1963: il Kenya raggiunge l'indipendenza in seno al Commonwealth; Kenyatta è primo ministro. 1964, 12 dicembre: indipendenza; Kenyatta è presidente e Odinga vicepresidente. 1966: Odinga, ideologicamente opposto a Kenyatta, abbandona la Kanu e crea l'Unione del popolo del Kenya (Kpu). 1969: Mboya è assassinato; disordini etnici; la Kpu è bandita e Odinga arrestato.
1974: Kenyatta è rieletto presidente. 1975, marzo: Josiah Mwangi Kariuki, politico "socialista", è in contrasto con il governo di Kenyatta e viene assassinato. 1978: Keyatta muore e gli succede il vicepresidente Daniel arap Moi. 1982, giugno: il Kenya è ufficialmente uno stato a partito unico; agosto: tentativo di colpo di stato da parte dell'aeronautica; Nairobi è saccheggiata; l'esercito reprime la ribellione (centinaia di morti). 1987: soppressione di tutti i gruppi di opposizione; la comunità internazionale critica gli arresti senza processo e gli abusi dei diritti umani. 1989; liberati i prigionieri politici.
1990: assassinio del ministro degli esteri, Robert Ouko, in circostanze sospette; cresce il dissenso contro il governo; sospesi gli aiuti internazionali. 1991, agosto: sei leader dell'opposizione, tra cui Oginga Odinga, creano il Forum per la restaurazione della democrazia (Ford), ma la nuova formazione politica è subito messa fuori legge e i suoi membri arrestati. 1991: una conferenza nazionale decide di introdurre il pluralismo politico. 1992: scontri tribali nell'ovest del paese (2.000 vittime); agosto: l'opposizione si divide (Ford-Asili, guidato da Kenneth Matiba, e Ford-Kenya, guidato da Odinga), facilitando la riconferma di Moi alla presidenza per una quarto mandato nelle prime elezioni multipartitiche di dicembre.
1994: Odinga muore; i gruppi di opposizione si coalizzano nell'Alleanza nazionale unita dei democratici, ma le divisioni persistono. 1995: nasce un nuovo partito di opposizione, Safina, guidato dal paleontologo Richard Leakey (impiegherà due anni per registrarsi). 1997: dimostrazioni popolari per chiedere riforme democratiche; la Banca mondiale congela 5 miliardi di dollari promessi come credito per aggiustamenti economici strutturali; dicembre: nelle elezioni presidenziali Moi sconfigge Mwai Kibaki e Raila Odinga (figlio di Oginga). 1998: una bomba fatta scoppiare nell'ambasciata americana di Nairobi (in contemporanea a un altro attentato a Dar es Salaam, in Tanzania) causa 248 morti e migliaia di feriti. 1999: Moi nomina Leakey capo della commissione governativa anti-corruzione.
2001, aprile: Leakey è portato in corte accusato di abuso di potere nel perseguimento della giustizia; giugno: il parlamento approva una legge che consente l'importazione di medicinali generici anti-Aids a basso prezzo; dicembre: scontri etnici, in particolare in alcuni slum della capitale, causano numerosi morti. 2002, novembre: attentato terroristico in un hotel israeliano presso Mombasa (10 kenyani e 3 israeliani uccisi); Al-Qaida ne rivendica la responsabilità; Moi designa Uhuru Kenyatta, figlio di Jomo, a succedergli; Mwai Kibaki e Raila Odinga creano la Coalizione "Arcobaleno"; dicembre: Mwai Kibaki sconfigge Moi nelle elezioni presidenziali (Moi è rimasto al potere 24 anni; la Kanu è stata partito di governo per 4 decenni).
2003, gennaio: scuola primaria gratuita e obbligatoria per tutti; il nuovo presidente crea una commissione anti-corruzione, guidata da John Githongo, che formalizza accuse legali contro Moi per appropriazioni indebite; novembre: dopo 3 anni, il Fondo monetario internazionale riprende ad accordare prestiti; dicembre: il governo concede l'immunità a Moi. 2004, marzo-luglio: la tanto attesa bozza di costituzione è completata, ma disaccordi tra le varie correnti in parlamento ne impediscono il varo; ottobre: l'ecologista Wangari Maathai vince il premio Nobel per la pace.
2005, febbraio: accuse contro il governo di Kibaki di sottrazioni di fondi pubblici (circa 1 miliardo di dollari); Githongo rassegna le dimissioni dalla commissione anti-corruzione e i paesi donatori tergiversano; novembre-dicembre: un referendum popolare dice "no" alla nuova costituzione; il voto è una protesta contro il presidente, che nomina un nuovo governo (alcune personalità nominate rifiutano l'incarico). 2006, gennaio-febbraio: 4 milioni di persone rischiano di morire di fame e il presidente dichiara lo stato di «disastro nazionale»; dalla Somalia, in mano alle Corti islamiche, cominciano ad arrivare migliaia di profughi; febbraio: alcuni nuovi ministri sono coinvolti in scandali finanziari e il ministro delle finanze, David Mwiraria, è costretto a dimettersi; marzo: la polizia, su ordine del governo, assalta gli uffici del quotidiano The Standard; il presidente cinese, Hu Jintao, firma un contratto per prospezioni petrolifere lungo la costa; novembre-dicembre: grandi alluvioni creano forti disagi per centinaia di migliaia di persone; 100mila profughi somali sono senza cibo nelle regioni nord-orientali.
2007: un aereo della Kenya Airways cade in Camerun (114 morti); agosto: il presidente abbandona la Coalizione di governo (Narc) e crea un proprio partito; ottobre: il Papa nomina mons. John Njue, neo-arcivescovo di Nairobi, cardinale; dicembre: alle elezioni presidenziali Kibaki reclama la vittoria e un secondo mandato, mentre il Movimento democratico dell'arancia (Odm), all'opposizione, ottiene la maggioranza dei seggi in parlamento; scoppiano disordini; l'opposizione accusa il presidente di brogli.
2008, gennaio: scontri post-elezioni (1.500 vittime); febbraio: l'ex segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, media tra Kibaki e Odinga; aprile: accordo per un governo di coalizione (spartizione dei poteri); ottobre: rapporti sulle violenze post-elettorali portano alla richiesta di un tribunale internazionale per giudicare i colpevoli; dicembre: la commissione anti-corruzione accusa 7 parlamentari di aver intascato illegalmente 250.000 dollari come indennità.
2009, luglio: il governo dichiara che non creerà un tribunale speciale, ma si servirà di corti locali per giudicare i sospetti delle violenze post-elettorali del 2008; agosto: Hilary Clinton, segretario di stato degli Usa, in visita a Nairobi, accusa il paese di non voler indagare sulle violenze post-elettorali; 10 milioni di persone soffrono la fame; ottobre: il governo si dice pronto a collaborare con la Corte penale internazionale (Cpi) nel processo contro i sospettati di violenze post-elettorali; novembre: pubblicata la bozza della nuova costituzione, che prevede la carica di primo ministro; numerose accuse di corruzione in seno al governo.
2010, febbraio: il primo ministro Odinga sospende il ministro dell'agricoltura, William Ruto, e quello dell'educazione, San Oneri, per 3 mesi; Kibaki si pronuncia in favore dei due ministri sospesi, e i due rimangono al loro posto; la coalizione di governo è scossa; aprile: il parlamento adotta una nuova costituzione; luglio: il Kenya si unisce all'Uganda e alla Tanzania per costituire un nuovo Mercato comune dell'Africa Orientale; agosto: referendum sulla nuova costituzione che limita i poteri del presidente e concede maggiore autonomia alle regioni; controversie sui risultati del censimento; dicembre: il procuratore capo della Cpi, Luis Moreno Ocampo, rende pubblici i nomi di sei personalità accusate di crimini contro l'umanità e perseguibili dalla corte; il parlamento, a maggioranza, decide di ritirare il Kenya dallo Statuto di Roma (che disciplina le competenze e il funzionamento della Cpi).
2011, gennaio: il presidente Kibaki promette di far svolgere i processi contro gli accusati, ma il vicepresidente Musyoka inizia a visitare paesi africani per trovare sostegno alla posizione del Kenya contro la Cpi; marzo: i governi del Kenya e dell'Rd Congo decidono di investigare sul commercio illegale dell'oro nella regione dei Grandi Laghi (commercio in cui il Kenya ha giocato un ruolo determinante); aprile: la Commissione per la verità inizia un'inchiesta pubblica sull'uccisione di 3.000 persone a Wagalla nel 1984 (per lo più di origine somala); 6 politici kenyani appaiono davanti alla Cpi dell'Aia per rispondere alle accuse di crimini contro l'umanità durante i disordini post-elettorali (2007-8); giugno-settembre: il paese è colpito dalla peggiore siccità in 60 anni; agosto-settembre: attacchi a villaggi turistici sulla costa, attribuiti ai militanti somali di Al-Shabaab; ottobre: truppe kenyane entrano in territorio somali per snidare i militanti di Al-Shabaab; numerosi attentati terroristici in varie parti del paese.
2012, maggio: 30 persone rimangono ferite in un attacco a un centro commerciale della capitale; la polizia accusa le milizie di Al-Shabaab; arrestato in Tanzania Emrah Erdogan, un tedesco di origine turca, ritenuto coinvolto nell'attacco;
giugno: il ministro della sicurezza nazionale e degli esteri (ad interim), George Kinuthia Saitoti, muore quando il suo elicottero precipita nei pressi di Nairobi;
luglio: 20 perone uccise e 60 ferite in due attacchi ad altrettante chiese di Garissa, nel nord-est del paese, presso il confine con la Somalia; Al-Shabaab è il primo sospettato;
agosto: a inizio mese, violenze nella Provincia della Costa; dozzine di persone uccise in scontri etnici nel distretto del fiume Tana, probabilmente per questione di terre e di risorse; a fine mese, numerosi morti e feriti, con chiese bruciate, a Mombasa, in seguito all'uccisione di Aboud Rogo Mohammed, un predicatore islamico che gli Usa e l'Onu ritenevano essere un estremista legato al movimento islamista somalo Al-Shabbab, appartenente al Centro giovanile islamico (Cgi), gruppo che propugna il jihad (o guerra santa) in Kenya.
(Aggiornato al 31 agosto 2012)
Nome ufficiale: Repubblica del Kenya
Superficie: 580.367 km2
Capitale: Nairobi
Lingue: inglese e kiswahili (ufficiali); 48 lingue locali
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 12 dicembre 1963 (dalla Gran Bretagna)
Capo dello stato e del governo: Mwai Kibaki (dal 30 dicembre 2002)
Primo ministro: Raila Amolo Odinga (dal 17 aprile 2008 - ruolo ancora non chiarito)
Religioni: cattolici (33%), protestanti e chiese indipendenti (45%), musulmani (10%), seguaci delle religioni tradizionali (10%), altri (2%)
Popolazione
Abitanti: 43.000.000 (stime luglio 2012)
Gruppi etnici: kikuyu (22%), luhya (14%), luo (13%), kalenjin (12%), kamba (11%), kisi (6%), meru (6%), altri (15%); non africani (asiatici, europei e arabi) (1%)
Crescita demografica annua: 2,44%
Tasso di fertilità: 4 figli per donna
Popolazione urbana: 22%
Mortalità infantile (prima dei 5 anni): 84/1.000
Speranza di vita: 57 anni
Analfabetismo: 15%
Prevalenza Hiv: 6,3%
Accesso a servizi sanitari adeguati: 52,4%
Accesso all'acqua potabile: 70,4%
Economia
46% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,509 (143° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo: 36,1 miliardi di dollari (70,85 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite annuo: 839 dollari (1.700 a parità di potere d'acquisto)
Crescita economica annua: 4,3%
Inflazione: 11%
Disoccupazione: 40%
Risorse naturali: calcari, soda naturale, sale, gemme, fluorite, zinco, diatomite, gesso; parchi naturali; grandi potenziali idrici
Prodotti agricoli: tè, caffè, mais, grano, canna da zucchero, frutta, verdure, latticini, carne, pollame, uova
Esportazioni: tè, prodotti ortofrutticoli, fiori, caffè, prodotti petroliferi; pesce; cemento (5,44 miliardi di dollari nel 2011)
Importazioni: macchinari, veicoli e mezzi di trasporto, prodotti petroliferi, ferro e acciaio, resine e plastiche (11,87 miliardi di dollari)
Debito estero: 8,96 miliardi di dollari (fine 2011)

