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lunedì 01 gennaio 2001

Libia

 

Libia

7° sec. a.C.: i fenici si stanziano nella Tripolitania (nell'ovest dell'attuale Libia). 6° sec. a.C.: Cartagine conquista la Tripolitania. 4° sec. a.C.: i greci colonizzano la Cirenaica, nell'est, che chiamano Libia. 74 a.C.: i romani conquistano la Libia.

643: gli arabi occupano il paese e vi diffondono l'islam. 1551: il territorio cade sotto l'impero ottomano. 1911: truppe italiane sbarcano a Tripoli; con il Trattato di Losanna (ottobre 1912), l'impero ottomano cede al Regno d'Italia la Tripolitania e la Cirenaica; la conquista italiana conosce momenti di crudeltà (deportazioni, utilizzo di gas asfissianti, esecuzioni pubbliche). Anni 1920: cresce la resistenza libica, con la dinastia senussi alleata alla campagna condotta da Omar Al-Mukhtar. 1931, 16 settembre: esecuzione di Omar Al-Mukhtar a Soluch, 56 chilometri a sud di Bengasi, in Cirenaica. 1934: l'Italia unisce le province e costituisce la Colonia di Libia; cresce l'immigrazione italiana. 1942: gli Alleati scacciano gli italiani; i francesi amministrano il Fezzan, mentre i britannici controllano la Cirenaica e la Tripolitania. 1949: l'Onu riconosce l'indipendenza del paese, proclamata il 24 dicembre. 1951, sotto lo scettro di Mohammed Idris Al-Sanussi. 1956: la Libia concede a due compagnie petrolifere americane lo sfruttamento di 14 milioni di acri. 1961: re Idris inaugura il primo oleodotto.

1969, 1° settembre: giovani ufficiali, capeggiati dal col. Muammar Al-Gheddafi, destituiscono il re. Gheddafi abolisce i partiti politici, elimina le basi militari nord-americane e inglesi e impone limitazioni alle imprese multinazionale attive nel paese. 1970: la Libia ordina la chiusura della base aerea britannica di Tobruk e di quella americana di Tripoli; nazionalizzazione delle proprietà degli italiani scacciati. 1971: un referendum approva la Federazione delle repubbliche arabe (Libia, Egitto e Siria), che rimane però solo sulla carta.

1972: Libia e Egitto si accordano di fondersi, ma la decisione non si materializza. 1973: Gheddafi vara una "rivoluzione culturale", per giungere all'autogoverno del popolo; forze libiche occupano la Striscia di Aozou, nel nord del Ciad. 1974: Libia e Tunisia decidono di diventare un unico stato, ma l'iniziativa abortisce. 1977: Gheddafi lancia la "Rivoluzione popolare", cambia il nome del paese in Grande Repubblica Araba Popolare e Socialista di Libia, crea il cosiddetto "stato delle masse" e istituisce i "comitati rivoluzionari".

1980: Libia e Siria si accordano di fondersi, ma non se ne fa nulla; le truppe libiche intervengono nella guerra civile nel nord del Ciad. 1981, agosto: la marina statunitense, nel Golfo della Sirte, abbatte due aerei libici; Reagan associa Gheddafi al terrorismo mondiale. 1984: la Gran Bretagna interrompe le relazioni diplomatiche con la Libia, dopo che una poliziotta è stata uccisa presso l'ambasciata libica di Londra nel corso di una protesta anti-Gheddafi. 1986: gli Stati Uniti bombardano Tripoli e Bengasi (101 le vittime, tra cui una figlia adottiva di Gheddafi), in risposta all'attentato terroristico, attribuito a individui libici, in una discoteca di Berlino frequentata da militari statunitensi. 1988: Gheddafi libera alcuni prigionieri politici e dà inizio a una limitata liberalizzazione economica. 1989: Libia, Algeria, Marocco, Mauritania e Tunisia formano l'Unione araba maghrebina.

1991: la giustizia statunitense e britannica giudica il governo libico colpevole degli attentati del 1988 agli aerei della Pan Am (a Lockerbie, in Scozia - 270 morti, di cui 189 statunitensi) e dell'UTA, presso il confine tra Ciad e Niger (170 vittime); l'Onu impone sanzioni economiche. 1992, gennaio: Tripoli è disposta a collaborare con l'Onu per far luce sui due attentati, ma si rifiuta di estradare gli imputati. 1994: l'Onu intensifica l'embargo; la Libia restituisce la Striscia di Aozou al Ciad. 1995: Gheddafi espelle 30mila palestinesi, in protesta contro l'Accordo di Oslo tra Israele e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina. 1999: i due imputati degli attentati aerei sono giudicati all'Aia secondo la legge scozzese; sospese le sanzioni Onu contro la Libia; Londra invia un ambasciatore a Tripoli.

2001, gennaio: il tribunale scozzese assolve uno degli imputati, ma condanna Abdelbaset Ali Mohamed Al-Megrahi all'ergastolo; maggio: Gheddafi invia truppe libiche per garantire la sicurezza del presidente della Repubblica Centrafricana, Ange-Félix Patassé, che ha subito un tentativo di colpo di stato. 2002, marzo: Al-Megrahi perde il ricorso in appello e inizia a scontare la sua condanna (20 anni). 2003, gennaio: la Libia presiede la Commissione Onu per i diritti umani; agosto: il governo libico riconosce le proprie responsabilità nell'attentato di Lockerbie e offre 2,7 miliardi di dollari alle famiglie delle vittime; settembre: il Consiglio di sicurezza dell'Onu toglie le sanzioni contro la Libia; dicembre: Gheddafi annuncia l'intenzione di abbandonare lo sviluppo delle armi di distruzione di massa.

2004, gennaio: la Libia ricompensa le vittime dell'attentato al volo dell'UTA; marzo: Tony Blair visita la Libia (la prima di un premier britannico dopo il 1943); maggio: 5 infermiere bulgare e un dottore palestinese, accusati di aver deliberatamente infettato 426 bambini con il virus dell'Hiv, sono condannati a morte; agosto: la Libia ricompensa con 35 milioni di dollari le vittime dell'attentato alla discoteca di Berlino (1986).

2005, gennaio: tornano le compagnie petrolifere americane (dopo 20 anni); dicembre: la corte suprema ribalta la prima sentenza contro le infermiere e il medico, e chiede un nuovo processo. 2006, febbraio: 10 persone sono uccise in scontri con la polizia, dopo la pubblicazione di "vignette blasfeme" contro Maometto su un giornale danese; maggio: gli Usa annunciano che intendono ristabilire piene relazioni diplomatiche con la Libia; settembre: Human Rights Watch accusa Tripoli di abusare dei diritti umani degli immigrati africani; novembre: Tripoli ospita la Conferenza internazionale sull'immigrazione; dicembre: le infermiere e il medico sono condannati a morte.

2007, gennaio: il primo ministro annuncia un taglio di 400mila unità degli impiegati statali, per diminuire la spesa pubblica; luglio: la condanna a morte dei 6 operatori medici è tramutata nella prigione a vita, ma, poco dopo, sono liberati per intervento dell'Unione europea. 2008, gennaio: per un mese, la Libia assume la presidenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu; agosto: Libia e Usa si accordano per ricompensare tutte le vittime civili dei rispettivi attentati e bombardamenti; Berlusconi chiede scusa alla Libia per i danni inflitti al paese dal colonialismo italiano e firma un investimento di 5 miliardi di dollari come compensazione; settembre: storica visita (l'ultima era stata nel 1953) del segretario di stato americano, Condoleezza Rice, che dichiara che le relazioni tra i due paesi «entrano in una nuova fase».

2009, febbraio: Gheddafi è eletto presidente dell'Unione africana ed esprime il suo sogno di formare gli "Stati Uniti d'Africa" (Caribi compresi); giugno: Gheddafi compie la prima visita di stato in Italia; agosto: l'attentatore di Lockerbie, Abdelbaset Ali Al-Megrahi, è liberato e accolto in patria da eroe; settembre: celebrazioni per il 40° anniversario dell'avvento al potere di Gheddafi; dicembre: un figlio di Gheddafi, residente in Svizzera, è arrestato per violenza domestica; come ritorsione, Gheddafi fa arrestare due imprenditori svizzeri in Libia.

2010, gennaio: la Russia acconsente di vendere armi alla Libia per un valore di 1,8 miliardi di dollari; marzo: crisi diplomatica con l'Unione europea per l'arresto del figlio di Gheddafi in Svizzera; giugno: Berlusconi riporta in Italia tre pescherecci sequestrati dalla marina libica; si chiude il contenzioso tra Libia e Svizzera, con la liberazione dell'imprenditore svizzero; Gheddafi espelle dalla Libia l'Alto commissariato delle Nazioni Unite; alcuni senatori degli Usa chiedono che sia aperta un'inchiesta sul ruolo ricoperto dalla compagnia petrolifera BP nella liberazione dell'attentatore di Lockerbie; la BP conferma di essere prossima a iniziare le trivellazioni lungo la costa libica; ottobre: Unione europea e Libia siglano un accordo per rallentare l'immigrazione clandestina; dicembre: WikiLeaks pubblica dispacci di diplomatici Usa da cui risulta che Gheddafi avrebbe minacciato di chiudere ogni transazione con la Gran Bretagna, se l'attentatore di Lockerbie fosse morto in carcere.

2011, febbraio: l'arresto di attivisti per i diritti umani dà il via a violente proteste che da Bengasi si estendono rapidamente ad altre città; il governo ricorre all'uso di aerei per fermare i manifestanti, tra i quali si segnalano truppe ammutinate; diplomatici libici si dimettono per protesta; Gheddafi si rifiuta di cedere il potere e continua a controllare la capitale, Tripoli; marzo: il Consiglio di sicurezza dell'Onu autorizza la "no-fly zone" sulla Libia e attacchi aerei per proteggere i civili; la Nato assume il comando delle operazioni; una conferenza delle potenze mondiali, dell'Unione europea e della Lega araba, tenutasi a Londra, chiede a Gheddafi di abbandonare la Libia; sostenuti dai raid aerei della Nato, i ribelli libici guadagnano terreno, ma poi si ritirano davanti alle forze di Gheddafi, meglio armate; i ribelli chiedono armi all'Occidente; il ministro degli esteri, Mussa Kussa, abbandona il governo di Gheddafi e si rifugia in Gran Bretagna; aprile: l'Italia, che ha aderito alla coalizione anti-Gheddafi, mettendo a disposizione le basi aeree, decide di partecipare attivamente ai bombardamenti della Nato sulla Libia; luglio: il Gruppo internazionale di contatto sulla Libia riconosce il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), guidato da Mustafa Abd El-Jalil, come legittimo governo della Libia; agosto: i ribelli entrano nella fortezza di Gheddafi a Tripoli; Gheddafi si nasconde, mentre la moglie e tre dei suoi figli si rifugiano in Algeria; agosto-settembre: l'Unione africana si unisce alle 60 nazioni che hanno riconosciuto il Cnt come nuova autorità libica; 20 ottobre: Gheddafi è ucciso; 23 ottobre: il Cnt dichiara la Libia "liberata" e promette le elezioni entro otto mesi; novembre: Saif Al-Islam, il figlio fuggitivo di Gheddafi, è catturato e il Cnt esprime la sua volontà di processarlo.

2012, gennaio: scontento e scontri tra le ex forze ribelli, che non si accordano sul cambiamento che si vuole dare al paese; il vicecapo del Cnt, Abdl Hafiz Ghoga, rassegna le dimissioni;

febbraio: numerose persone sono uccise in scontri a fuoco tra il gruppo zawi (arabo) e il gruppo tebu (africano) a Kufra, nel sud-est del paese;

marzo: ufficiali del Cnt che controllano la regione Bengasi, ricca di petrolio, lanciano una campagna per l'autonomia della regione, incrementando ulteriormente le tensioni con il gruppo centrale del Cnt a Tripoli; la Mauritania arresta Abdullah Al-Senussi, ex capo dell'intelligence di Gheddafi, e insiste nel volerlo interrogare, prima di considerare la possibilità di estradarlo in Libia, come il Cnt chiede; anche la Corte penale internazione e la Francia chiedono che venga estradato;

maggio: uomini armati irrompono nel quartiere generale del governo a Tripoli durante una protesta contro la sospensione di "pagamenti premio" ai gruppi che hanno combattuto contro Gheddafi, ma le forze di sicurezza riportano l'ordine; Ali Al-Megrahi, l'attentatore di Locherbie, muore a Tripoli;

giugno: il governo fatica a controllare le milizie locali, sopratutto a Zintan (nell'ovest del paese); la brigata Al-Awfea per breve tempo occupa l'aeroporto di Tripoli; in Bengasi una folla di autonomisti prendono d'assalto la sede della commissione elettorale; le elezioni per l'assemblea costituente, previste per il 4 giugno, sono posposte, per dare più tempo a chi non si è ancora registrato, ma soprattutto per risolvere aspre contese tra gli aspiranti candidati; il governo tunisino estrada l'ex primo ministro libico, Al-Baghdadi Al-Mahmoudi, arrestato in Tunisia nel settembre 2011, ma il presidente tunisino Moncef Marzouki denuncia l'estradizione come "illegale", in quanto la Libia non ha dato garanzie sul trattamento dell'arrestato;

7 luglio: elezioni per l'Assemblea costituente, che dovrà redigere la nuova costituzione; si tratta delle prime elezioni in 40 anni; 2,7 milioni i libici che si recano alle urne; 17 luglio: i risultati finali piazzano al primo posto l'Alleanza delle forze nazionali, guidata dall'ex primo ministro Mahmud Jibril con 39 seggi, davanti al Partito "Giustizia e ricostuzione" (Pgr), vicino ai Fratelli Musulmani, con 17 seggi; altre formazioni hanno vinto i rimanenti 24 seggi destinati ai partiti; sorprendentemente, il Partito islamico nazionale, del domandante (ex qaidista) Abdel-Hakim Belhaj ha ottenuto nessun seggio; 120 seggi sono stati vinti da candidati indipendenti (tra cui una sola donna); i risultati saranno ufficializzati a fine luglio; sia l'Alleanza che il Pgr cercano di creare una coalizione di governo, cooptando gli indipendenti;

agosto: il governo di transizione consegna il potere a Congresso generale nazionale, eletto a luglio; il giorno 9 il Congresso elegge Mohamed Yousef El-Magarief, del Partito del fronte nazionale, come suo presidente, rendendolo di fatto capo dello stato ad interim;

19 agosto: a Tripoli, esplodono tre autobombe, collocate davanti a sedi della sicurezza libica, causando almeno due morti e alcuni feriti; le autorità arrestano 32 persone, ritenute ex membri di una rete di Gheddafi e sospettate dell'attentato.

 

(Aggiornato al 25 agosto 2012)

 

Nome ufficiale: Al-Jamahiriya al-Arabiya al-Libiya ash-Shabiya al-ishtarakiya al-Uzma
Superficie: 1.759.540 km2
Capitale
: Tripoli
Lingue
: arabo; italiano e inglese sono capiti nelle maggiori città
Sistema politico
: in pratica, uno stato autoritario
Indipendenza
: 24 dicembre 1951.
Capo dello stato
: Mohamed Youssef El-Magarief, presidente del Congresso generale nazionale (dal 9 agosto 2012)
Primo ministro
: Abd Al-Rahim Al-Keeb (dal 1° novembre 2011)
Religioni: islam sunnita (97%); altre (3%); cattolici (75.000) 


Popolazione

Abitanti: 6.733.600 (stime 2012)
Gruppi etnici
: berberi e arabi (97%), greci, maltesi, italiani, egiziani, pakistani, turchi, indiani, tunisini
Crescita demografica annua
: 2%
Tasso di fertilità
: 2,9 figli per donna
Popolazione urbana
: 77.83%
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 19/1.000
Speranza di vita
: 77,5 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 17,4%
Prevalenza Hiv
: 0,3%
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 97%
Accesso all'acqua potabile
: 71% 


Economia

33% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,760 (64° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo
: 61,88 miliardi di dollari (92,62 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2010)
Pil pro capite annuo
: 9.189 dollari (14.100 a parità di potere d'acquisto nel 2010)
Crescita economica annua
: 6,1% (2011)
Inflazione
: 2,5% (prev. 2010: 5,3%)
Disoccupazione
: 30%
Risorse naturali
: petrolio, gas naturale, gesso
Prodotti agricoli
: frumento, orzo, olive, datteri, agrumi, verdure, arachidi, semi di soia; bestiame
Esportazioni
: greggio, prodotti petroliferi raffinati, gas naturale, prodotti chimici (12,93 miliardi di dollari, stime 2011; 42 miliardi nel 2010)
Importazioni
: macchinari, trasporti, beni di consumo (14,1 miliardi di dollari, stime 2011; 26,82 miliardi di dollari nel 2010)
Debito estero
: 5,28 miliardi di dollari (fine 2011) 

 



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