Libia, l’inferno continua
Le condizioni di detenzione dei rifugiati e migranti in Libia, raccontate da don Mussie Zerai, presidente dell'Agenzia Habeshia
Sono oltre 1.200 i rifugiati e migranti che rischiano la deportazione dalla Libia verso i paesi d’origine, dove li attende, nella migliore delle ipotesi, un processo per emigrazione clandestina e lunghi anni di prigione, se non addirittura la morte. È il caso dei rifugiati eritrei, per i quali la fuga dal paese è equiparata alla diserzione dall’esercito. Dei 1.200, 350 sono eritrei, mentre gli altri provengono da Etiopia, Somalia, Nigeria, Niger e Ciad.
Le loro testimonianze e denunce sono riportate puntualmente da don Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia e responsabile per la Pastorale per i Cattolici di Rito Gééz in Svizzera.
(L’intervista di Ismail Ali Farah a don Mussie Zerai è stata estratta dal programma radiofonico Inside)

