Sierra Leone
1460: navigatori portoghesi sbarcano sulla penisola su cui oggi sorge Freetown. Inizio 16° sec.: il luogo diventa un regolare scalo per commercianti europei che scambiano tessuti e metalli con avorio, legname e schiavi. 1787: abolizionisti e filantropi britannici, sostenitori del rientro in Africa degli schiavi liberati nelle Antille, acquistano un territorio di 250km2 per insediarvi gli ex schiavi. 1792: fondazione di Freetown ("città dei liberi"). 1808: l'insediamento diventa colonia della Corona.
1821: la colonia diventa parte dei Territori britannici dell'Africa Occidentale; i nuovi arrivati, che si considerano "europeizzati", disprezzano i "selvaggi" delle zone interne e fungono da intermediari del colonialismo britannico. 1895: nasce il protettorato britannico; dura e tenace la resistenza degli autoctoni, piegata nel 1899 dai militari britannici. 1946: Milton Margai e Syaka Stevens fondano il Partito popolare della Sierra Leone (Slpp).
1954: Margai è "capo ministro". 1961: indipendenza, con Margai primo ministro; creoli, britannici e commercianti siro-libanesi sono tenuti fuori dal potere politico, ma detengono il potere economico. 1964: Margai muore e gli succede il fratello Albert; dilaga la corruzione, con traffici illeciti di diamanti.
1967: il Congresso di tutto il popolo (Apc), guidato da Syaka Stevens, vince le elezioni; creoli (conservatori), capi tradizionali e neocolonialisti britannici si uniscono per impedire la sua ascesa; un colpo di stato militare costringe Stevens ad andare in esilio a Conakry. 1968, aprile: alcuni sottufficiali prendono il potere e riportano Stevens alla testa di un governo di civili.
1971: Stevens rompe con la Gran Bretagna, proclama la repubblica e diventa presidente. 1978: un referendum fa della Sierra Leone un paese a partito unico; l'Apc assorbe tutte le principali figure dell'Slpp. 1985: Syaka si dimette in favore del gen. Joseph Momoh. 1987: il nuovo leader decreta lo stato di emergenza economica; il commercio di oro e diamanti è nelle mani dello stato.
1991, marzo: il Fronte unito rivoluzionario (Fru), di Foday Sankoh, occupa due città sul confine con la Liberia; altri gruppi di ribelli occupano un terzo del territorio nazionale; settembre: la nuova costituzione istituisce il pluripartitismo. 1992: un programma di stabilizzazione economica è imposto dall'Fmi; aprile: colpo di stato del capitano Valentine Strasser; sospesi i diritti costituzionali e proibiti i partiti; costituito il Supremo consiglio di stato; il Fru continua la lotta armata nel sud-est, mentre l'est è occupato dal Movimento unito di liberazione della Liberia, che dalla Sierra Leone lancia i suoi attacchi contro le forze del presidente liberiano Charles Taylor; in sei anni si registrano decine di migliaia i morti e due milioni i profughi; dietro pressioni internazionali, Strasser annuncia piani per le prime elezioni multipartitiche dal 1967.
1996, gennaio: Strasser è defenestrato dal gen. Julius Maada Bio; febbraio: Ahmad Tejan Kabbah, candidato dell'Slpp, vince le elezioni presidenziali e in marzo è eletto presidente; novembre: pace tra il governo e il Fru. 1997: militari ligi al col. Johnny Paul Koroma (in carcere in attesa di un processo per tradimento) depongono Kabbah; Koroma guida il Consiglio rivoluzionario delle forze armate, sospende la costituzione e abolisce i partiti; Kabbah fugge in Guinea e cerca di guadagnarsi il consenso internazionale; luglio: il Commonwealth sospende la Sierra Leone; ottobre: l'Onu impone le sanzioni per impedire ogni rifornimento di armi e carburanti ai ribelli di Kabbah.
1998, febbraio: le forze del Gruppo di monitoraggio della Comunità economica degli stati dell'Africa Occidentale (Ecomog), in gran parte nigeriane, occupano Freetown; marzo: cade la giunta militare e Kabbah ritorna trionfalmente a Freetown.
1999, gennaio: il Fru riconquista parte della capitale; scontri con le forze dell'Ecomog (5.000 morti e città devastata); maggio: firmato il cessate-il-fuoco; luglio: con l'accordo di pace (a Lomé, Togo), i ribelli ottengono posti di governo (Sankoh è direttore della Commissione dei minerali strategici) e l'impunità; novembre-dicembre: arrivano le forze di pace della Missione delle Nazioni Unite in Sierra Leone (Minusil) per sorvegliare l'accordo di pace, ma un leader ribelle, Sam Bokari, dice che non sono benvenute; nel frattempo, le forze dell'Ecomog sono attaccate presso Freetown.
2000, aprile-maggio: forze Onu sotto attacco nell'est; diverse centinaia di caschi blu sono sequestrati dai ribelli; maggio: i ribelli accerchiano Freetown; 800 paracadutisti britannici intervengono per evacuare i cittadini britannici e aiutare le forze di pace dell'Onu a riprendere il controllo dell'aeroporto; Sankoh è catturato e accusato di stupri e mutilazioni di massa; agosto: 11 soldati britannici presi come ostaggi da un gruppi di ribelli chiamato "West Side Boys"; settembre: operazione delle forze britanniche per liberare gli ostaggi.
2001, gennaio: il governo pospone le elezioni presidenziali e parlamentari per motivi di insicurezza; marzo: dispiego di truppe Onu nelle zone sotto controllo dei ribelli; maggio: inizia il disarmo dei ribelli; militari della Sierra Leone, addestrati dai britannici, cominciano a essere impiegate nelle zone in mano ai ribelli.
2002, gennaio: la guerra è dichiarata terminata; la Minusil dice che 45.000 ribelli sono già stati disarmati; governo e Onu creano una corte speciale per giudicare i crimini di guerra; maggio: Tedjan Kabbah stravince le elezioni ed è rieletto presidente, mentre il suo partito (Slpp) ottiene la maggioranza in parlamento; luglio: le truppe britanniche abbandonano la Sierra Leone.
2003, luglio: muore Foday Kankoh mentre è in attesa di essere processato per crimini di guerra. 2004, febbraio: disarmo e riabilitazione di oltre 70mila combattenti sono ufficialmente conclusi; maggio: si tengono le elezioni locali (le prime in 30 anni); giugno: iniziano i processi contro i criminali di guerra di ambedue le parti; settembre; le forze dell'Onu assegnano il controllo della capitale a forze regolari locali.
2005, agosto: il Consiglio di sicurezza dell'Onu autorizza l'apertura di una missione assistenziale delle Nazioni Unite nel 2006, dopo la partenza delle forze di pace; dicembre: le ultime forze di pace dell'Onu lasciano il paese (la missione è durata 5 anni).
2006, marzo: l'ex presidente liberiano Charles Taylor, arrestato in Nigeria, è consegnato al Tribunale speciale per la Sierra Leone (voluto dall'Onu); dicembre: il presidente Kabbah dice che il 90% del debito estero del paese (1,6 miliardi di dollari) è stato condonato, dopo negoziati con i creditori internazionali.
2007, giugno: all'Aia inizia il processo contro Taylor, accusato di aver istigato i propri uomini a commettere atrocità in Sierra Leone; la corte speciale in Freetown condanna tre leader ribelli; agosto: Ernest Bai Koroma, oppositore di Kabbah, vince le elezioni presidenziali; il suo partito (Apc) ottiene la maggioranza dei seggi in parlamento.
2008, gennaio: dopo un'interruzione di sei mesi, riprende il processo contro Taylor all'Aia; agosto: le elezioni locali sono caratterizzate da violenze tra i sostenitori dei due principali partiti in lizza.
2009, aprile: tre leader del Fru sono condannati a lunghe pene detentive per atrocità commesse durante la guerra civile; ottobre: la corte speciale di Freetown conclude le investigazioni; all'Aia il processo contro Taylor continua.
2010, maggio: si dimette il capo della commissione anti-corruzione; il governo vara programmi sanitari, mirati in particolare ad assistere madri e bambini; settembre: il Consiglio di sicurezza dell'Onu rimuove le ultime sanzioni contro la Sierra Leone (vendita di armi e possibilità di viaggiare all'estero per gli ex ribelli).
2012, febbraio: alcune compagnie dichiarano di aver scoperto giacimenti di petrolio al largo delle coste della Liberia e della Sierra Leone; aprile: il paese celebra i 50 anni dell'indipendenza; il Tribunale speciale per la Sierra Leone all'Aia condanna l'ex presidente liberiano Charles Taylor a 50 anni di reclusione per aver fomentato violenze e crimini di guerra in Sierra Leone.
(Aggiornato all11 luglio 2012)
Nome ufficiale: Repubblica di Sierra Leone
Superficie: 71.740 km2
Capitale: Freetown
Lingue: inglese (ufficiale), mende, temne, creolo
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 27 aprile 1961 (dalla Gran Bretagna)
Capo dello stato e del governo: Ernest Bai Koroma (dal 17 settembre 2007)
Religioni: musulmani (60%), cattolici (4,6%), altri cristiani (3,4%), seguaci delle religioni tradizionali (42%)
Popolazione
Abitanti: 6.126.000 (stime luglio 2012)
Gruppi etnici: circa 20 gruppi africani (temne, 35%; mende, 31%; kono, 5%; creoli o discendenti da ex schiavi, 2%; mandingo, 2%, loko, 2%; altri, 15% (tra cui rifugiati liberiani, libanesi, pakistani, indiani, europei
Crescita demografica annua: 2,27%
Tasso di fertilità: 4,9 figli per donna
Popolazione urbana: 38,4%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 192/1.000
Speranza di vita: 47,8 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 59,1%
Prevalenza Hiv: 1,6%
Accesso a servizi sanitari adeguati: 28,9%
Accesso all'acqua potabile: 49,7%
Economia
70% della popolazione sotto la linea di povertà assoluta
Indice di sviluppo umano: 0,336 (180° su 187 stati)
Prodotto interno lordo: 2,1 miliardi di dollari (5,1 miliardi a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite annuo: 342 dollari (800 a parità di potere d'acquisto)
Tasso annuo di crescita economica: 5,6% (2011)
Inflazione: 8,5% (stime 2012)
Risorse naturali: diamanti, titanio, oro, ferro, bauxite, cromite
Prodotti agricoli: riso, caffè, cacao, noci di palma, olio di palma, arachidi; pollame; bovini, ovini, maiali; pesce
Esportazioni: diamanti, rutilo, cacao, caffè, pesce (469,7 milioni di dollari nel 2011)
Importazioni: cibo, macchinari ed equipaggiamenti, carburanti, prodotti chimici (965,5 milioni di dollari)
Debito estero: 600 milioni di dollari (stime 2012)

