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giovedì 24 maggio 2012

SunRide: Design and implementation of a sustainable mobility PSS in Cape Town

Laurea specialistica Product service system design, Scuola del Design, Politecnico di Milano

di Emanuela Delfino, Silvia Remotti

 

Emanuela Delfino è nata a Genova nel 1986 e risiede a Savona, città in cui ha frequentato gli studi fino al diploma di maturità scientifica. Interessata all'ambito dell'architettura e del design frequenta e consegue la triennale in design degli interni al Politecnico di Milano, quando capisce che la progettazione di spazi interni e negozi non è la sua passione. Così ha la fortuna di essere ammessa e quindi frequentare l'unico corso internazionale di Laurea Magistrale in Product Service System Design in lingua inglese. Durante questo corso di studi, ha coltivato una grande passione per l'Africa cercando di applicare il design, quindi la progettazione di sistemi-servizi per contribuire a creare un mondo più equo e sostenibile. Nel 2010 ha partecipato a una missione di volontariato a Nairobi, con un gruppo dell'associazione Terre e Libertà. Mentre l'anno successivo ha avuto l'occasione di partecipare al progetto di Scambio Extra-europeo e sviluppo tesi all'estero a Cape Town, in Sud Africa, promosso dal
Politecnico di Milano. Durante la permanenza a Città del Capo e grazie alla collaborazione con l'unità di Ricerca Design e Innovazione per la sostenibilità, coordinata dal prof. Carlo Vezzoli, ha avuto l'opportunità, con Silvia Remotti, di progettare e parzialmente realizzare il progetto di tesi.

 

Contatti: emanuela.delfino@gmail.com



 

Silvia Remotti nasce a Novi Ligure il 25 aprile 1987 e intraprende la sua carriera universitaria nel 2006 conseguendo prima la laurea triennale in Design del Prodotto e successivamente la laurea magistrale in Product Service System Design entrambe presso il Politecnico di Milano. Durante la laurea magistrale ha trascorso otto mesi a Cape Town (Sud Africa) come studente di scambio presso la CPUT (Cape Peninsula University of Technology). Contemporaneamente all'università, insieme ad Emanuela Delfino, si è dedicata alla progettazione e poi successiva realizzazione di un servizio di mobilità sostenibile per migliorare l'attuale servizio di trasporto pubblico delle periferie più povere di Cape Town. Tornata in Italia ha continuato a sviluppare il progetto diventando tesi di laurea. Interessata da molti anni alle tematiche umanitarie e sociali vorrebbe fare della sua passione un lavoro.

 

Contatti: silviaremotti@gmail.com

 

Tesi sfogliabile online su http://issuu.com/myemy/docs/thesis

 

Gli obiettivi della tesi consistono nel progettare e implementare un sistema di mobilità sostenibile per il contesto di Città del Capo che permetta principalmente a persone con disabilità fisiche di avere accesso alla mobilità, fornendo allo stesso tempo un’alternativa di trasporto a ridotto impatto ambientale per residenti, pendolari e turisti. I risultati ottenuti sono la progettazione di un concept di progetto e la progettazione ed implementazione di due esperimenti socio-tecnici come fasi fondamentali per la messa a punto del concept.

 

La seguente tesi è basata su Mulo System, una famiglia di veicoli leggeri da lavoro a pedalata assistita da energia solare ed elettrica destinati ad ambienti urbani. Mulo system è anche un progetto promosso dal DIS (Design e Innovazione per la sostenibilità) e rappresenta un “open project” che può essere sviluppato in diversi contesti tramite la collaborazione con università, imprese locali, ONG e amministrazioni: lo scopo comune è quello di diffondere sistemi di mobilità sostenibile.

 

Il lavoro di tesi consiste nello sviluppo di un concept dettagliato a pieno regime e nella progettazione e implementazione di un percorso volto a introdurre e diffondere il prodotto-servizio. Il progetto si è potuto sviluppare grazie alla collaborazione con alcune istituzioni locali: l’università, un’impresa che produce ausili per disabili e alcune associazioni no-profit.

 

E’ stata messa a punto una parte della fase di incubazione del progetto, con l’obiettivo di creare le condizioni adatte ad introdurre il progetto nella società. Durante questo stadio è stata portata a termine la produzione del veicolo e sono stati coinvolti nuovi partner con i quali si sono create significative collaborazioni.

 

In secondo luogo, è stata approfondita la fase di sperimentazione, che ha portato allo sviluppo di due esperimenti socio-tecnici in due aree distinte di Città del Capo.

 

I due esperimenti consistono quindi nella creazione di due servizi di mobilità per il trasporto di disabili o anziani e, successivamente, anche di turisti all’interno delle aree prescelte. Lo scopo è quello di testare il sistema di prodotto-servizio e creare visibilità attorno al progetto sollevando così l’interesse di altri attori.

 

Le due tesiste hanno progettato singolarmente i diversi obbiettivi che l’esperimento socio-tecnico deve compiere.

 

Silvia Remotti ha progettato la funzione di LAB con la finalità di testare, imparare e migliorare l’innovazione del sistema su diversi aspetti (aspetti tecnici, economici, e di fruibilità, così come gli aspetti sociali, culturali e contestuali). In particolare, la studentessa si è occupata di testare il veicolo, progettare e presentare il servizio, raccogliere i ‘feedback’ degli utenti e dello staff coinvolti nel servizio, con il fine di comprendere e migliorare l’effettiva funzionalità del veicolo e la struttura/organizzazione del servizio stesso.

 

Contemporaneamente, Emanuela Delfino ha progettato la funzione di WINDOW del progetto pilota allo scopo di sollevare interesse sull’innovazione, creare sinergie con iniziative simili già esistenti in loco e attirare nuovi potenziali partner. Durante questa fase, la tesista ha ideato una “open gallery” in grado di ospitare nuovi potenziali utenti e attori e dar loro la possibilità di conoscere a fondo l’esperimento, ottenere informazioni riguardo il progetto e apprendere i risultati intermedi. Inoltre, è stato realizzato un evento di lancio del prodotto-servizio con lo scopo di dare maggior visibilità, diffondere l’idea di innovazione e promuovere un suo possibile ampliamento anche in nuovi contesti.

 

In generale, il progetto pilota è stato ideato anche come AGENT OF CHANGE, ovvero come agente di cambiamento per introdurre e diffondere nuove idee e conoscenze alla comunità stimolando un rinnovamento di prospettiva, di opinioni e di abitudini. Le idee diffuse dal progetto pilota sono volte alla mobilità sostenibile e più in generale alla crescita sostenibile come soluzione ai problemi economici e sociali di un ambiente ancora in via di sviluppo. L’approccio progettuale adottato è innovativo: le due tesiste non si sono concentrate solamente nella definizione di un concept ma anche di tutte le fasi necessarie per l’introduzione del progetto nella società, secondo una struttura dinamica e in continuo adattamento.

 



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