• fondazione
  • nigrizia
  • afriradio
  • PM
  • museoafricano
  • i progetti
  • store
chi siamo | contatti |
  • home
    • Politica
    • Conflitti
    • Società
    • Immigrazione
    • Economia
    • Ambiente
    • Cooperazione
    • Non solo Africa
    • Chiesa e Missione
    • Armi
    • Cultura
  • BLOG
    • FilmFest Milano
    • FSM 2013 Tunisi
    • El Ayoubi
    • Baresi
    • Barlaam
    • Brasil Nordeste
    • Frigerio
    • Giannese
    • Kidané
    • Lerner
    • Nigrizia
    • Zanotelli
  • CAMPAGNE
  • FOCUS
    • L'avvenimento
    • Fatti & Problemi
    • Dossier
    • Chiesa & Missione
  • gallerie
    • i FOTOGRAFI
    • le GALLERIE
  • ATLANTE
  • ABBONAMENTI
  • LOGIN
notizie
Un plebiscito per Ben Ali
Un plebiscito per Ben Ali
Tunisia, dilaga la rivolta
Tunisia: il governo non convince
Tunisia, ora sicurezza e diritti umani
Tunisia e diritti umani: il decalogo di Amnesty
Tunisia, voto senza sorprese
La Tunisia al bivio
Tunisia, esercizi di democrazia
Società civile araba: occhio agli aiuti
Congelare gli aiuti militari al Nord Africa
Tunisia, governo di unità nazionale
Maghreb: libertà incatenate
Maghreb: libertà incatenate
Maghreb, rabbia giovane
Maghreb, rabbia giovane
Maghreb: saldi di regime
Berberi senza primavera
Nord Africa: e la chiamano primavera...
Tunisia, dilaga la rivolta
Tunisia, governo di unità nazionale
Vacche magre
Tunisia: il governo non convince
Tunisia, ora sicurezza e diritti umani
Congelare gli aiuti militari al Nord Africa
Quel che sussurrano i diplomatici
Maghreb: saldi di regime
Società civile araba: occhio agli aiuti
Nord Africa: e la chiamano primavera...
Tunisia e diritti umani: il decalogo di Amnesty
Tunisia, esercizi di democrazia
Tunisia, voto senza sorprese
Quel che sussurrano i diplomatici
Vacche magre
Berberi senza primavera
Le pop notizie
Cécile a testa alta
L’iniziativa dei gesuiti africani contro la proliferazione delle armi
“Il governo sudanese mira a distruggere la Chiesa cattolica”
nigrizia store
FondazioneNigrizia Store
lunedì 01 gennaio 2001

Tunisia

 

Tunisia

12° sec. a.C.: i fenici stabiliscono una serie di porti lungo la costa nordafricana. 814 a.C.: fondazione di Cartagine. 264-146 a.C.: tre guerre contro Roma terminano con la distruzione di Cartagine; dominazione romana. 439: invasione dei vandali; costruzioni romane e oggetti artistici distrutti. 533: i bizantini sottomettono i vandali. 647-698: avanzata arabo-islamica dall'Egitto. 698: l'Esarcato bizantino d'Africa soccombe all'avanzata islamica. 800-909: l'islam si diffonde; dinastia degli aghlabidi. 909-1159: dinastie dei fatimidi e degli ziridi; 921: Mahdia diventa la capitale. 1159-1230: gli almohadi uniscono i paesi del Maghreb e dell'Andalusia musulmana. 1236: gli hafsidi si dichiarano indipendenti e fondano a Tunisi una nuova dinastia che regnerà fino al 1574, quando la Tunisia è annessa all'impero ottomano. 1705: fondazione della dinastia degli husseiniti.


1881
: truppe francesi occupano Tunisi; la Francia controlla gli affari esteri ed economici . 1883: la Tunisia è protettorato francese. 1920: nasce la prima organizzazione politica di massa, il Partito Destur ("Costituzione"). 1934: l'avvocato Habib Bourguiba rompe con il Partito Destur e forma il Partito Neo-Destur, più militante e socialisteggiante.

1942: arrivano le truppe tedesche per resistere alle forze alleate in Algeria. 1943: le forze alleate quelle italiane e tedesche.
1956, 20 marzo: indipendenza, ritorno del sovrano ereditario; Bourguiba è primo ministro. 1957: abolizione della monarchia e proclamazione della repubblica tunisina; luglio: Bourguiba è presidente. 1959, giugno: prima costituzione della repubblica tunisina. 1961: la Tunisia chiede alle forze francesi di abbandonare la base di Biserta; scontri armati.  1963, ottobre: le truppe francesi abbandonano Biserta.

1964: il Partito Neo-Nestur diventa Partito socialista Destur (Psd) ed è partito unico. 1972: Bourguiba è presidente a vita. 1978, gennaio: sciopero generale e sommosse popolari.

1980: il primo ministro Mohamed Mzali avvia un processo di apertura politica. 1981: prime elezioni parlamentari multipartitiche; il Psd stravince (94% dei voti e la totalità dei seggi). 1982: Tunisi accoglie la sede ufficiale dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp).

1985: aerei israeliani attaccano il quartiere generale dell'Olp (60 vittime), in risposta a all'uccisione di 3 turisti israeliane a Cipro da parte dell'Olp. 1987, novembre: il primo ministro, colonnello (subito dopo, generale) Zine El-Abidine Ben Ali succede a Bourguiba, dichiarato mentalmente inadatto a regnare; il Psd diventa Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd). 1989, aprile: elezioni legislative e presidenziali; è eletto Ben Ali; dopo una fase di apertura all'islamismo, il presidente inizia a reprimere il movimento Hezb Ennahda e altri gruppi di opposizione.

1991: sono proibiti i partiti religiosi; mobilitazione popolare e inasprimento della legislazione repressiva. 1993: una nuova legge limita le libertà fondamentali. 1994, marzo: elezioni legislative e presidenziali; rielezione di Ben Ali (99% dei voti); il partito di governo ottiene l'88% dei seggi; l'opposizione accede al parlamento per la prima volta; il presidente prosegue la sua politica di liberalizzazione economica, ma mantiene il "pugno di ferro" sul piano politico.

1999, ottobre: rielezione di Ben Ali (99,4% dei voti); l'opposizione ottiene il 20% dei 182 seggi alla camera dei deputati; liberazione di circa 600 prigionieri politici. 2000, aprile: muore l'ex presidente Bourguiba. 2002, aprile: attentato terroristico nella sinagoga di Ghriba, sull'isola di Djerba (19 vittime, di cui 11 turisti tedeschi); il portavoce di Al-Qaida ne rivendica la responsabilità; maggio: Ben Ali vince un referendum costituzionale che gli apre la strada a un quarto mandato presidenziale; settembre: il leader del Partito dei lavoratori comunisti è liberato per motivi di salute. 2004, ottobre: Ben Ali rieletto presidente (95% dei voti) tra denunce di brogli.

2005, luglio: il parlamento crea una seconda camera (la Camera dei consiglieri), dominata dal partito al governo; novembre: la Tunisia ospita il Vertice mondiale sulla società dell'informazione; Amnesty International dichiara che la continua repressione dei diritti umani da parte del governo tunisino è una presa in giro del vertice; le autorità negano che la polizia abbia molestato giornalisti e altri delegati.

2006, ottobre: le autorità varano una campagna contro il velo tradizionale (perché sfoggiato come sfida politica); la Tunisia chiude la sua ambasciata in Qatar come protesta contro il canale televisivo al-Jazira, colpevole di aver mandato in onda un servizio in cui il dissidente tunisino Moncef Marzouki invitava la popolazione alla «pacifica resistenza» al governo; dicembre: il Partito democratico progressista, principale formazione di opposizione, elegge come proprio leader May Eljeribi (è la prima volta nella storia del paese che una donna assurge a una carica tanto importante).

2007, gennaio: militanti islamisti e forze di sicurezza si scontrano a Tunisi (12 morti); il ministro degli interni, Rafik Belhadj Kacem, dice che i militanti salafiti sono venuti dall'Algeria; novembre: Ben Alì festeggia il ventennio al potere come "padre padrone" della Tunisia e annuncia alcune future riforme, tra cui il voto a 18 anni e l'introduzione di "quote rosa" (30%) nelle liste elettorali.

2009, febbraio: una corte francese condanna un tedesco convertito all'islam a 18 anni di carcere per l'attacco alla sinagoga di Djerba (2002); Walid Nouar, fratello del kamikaze, è condannato a 12 anni per aver partecipato all'attacco; luglio: la polizia accusa 9 uomini, tra cui due ufficiali dell'aeronautica, di aver complottato l'uccisione di soldati statunitensi durante un'esercitazione militare congiunta; ottobre: il presidente Ben Ali vince le elezioni presidenziali (quinto mandato); il Raggruppamento costituzionale democratico si assicura la maggioranza in parlamento; novembre: il giornalista Taoufik Ben Brik, da 20 anni la penna più affilata della Tunisia, è condannato a sei mesi di carcere «per assalto», ma gruppi per i diritti umani dicono che si tratta di un caso costruito ad arte per incastrarlo.

2010, luglio: la corte d'appello riconferma la condanna inferta al giornalista Fahem Boukadous, colpevole di aver scritto sulle proteste popolari contro il governo; dicembre: proteste in tutto il paese contro la disoccupazione e le restrizioni politiche.

2011, gennaio: proseguono le proteste (50 dimostranti uccisi dalla polizia nel tentativo di sedare le rivolte); il presidente Ben Ali va in esilio; il parlamento delega i poteri legislativi a Fouad Mebazaa, già presidente della camera, ora presidente ad interim; febbraio: il primo ministro Mohammed Ghannouchi annuncia un governo di unità nazionale, che solo in parte soddisfa i manifestanti; perdurano le manifestazioni; la popolazione chiede un netto taglio con il passato e Ghannouchi si dimette; Mebazaa incarica Beji Caid Sebsi di formare un nuovo governo provvisorio; marzo: il nuovo governo ad interim entra in carica; a fine mese, il presidente silura il nuovo ministro degli esteri, Farhat Rajhi; il Raggruppamento per la democrazia costituzionale, il partito del presidente scacciato, è dissolto per ordine di una corte; aprile: truppe libiche attraversano il confine con la Tunisia nell'inseguimento di ribelli; migliaia di tunisini sbarcano a Lampedusa; maggio: viene imposto il coprifuoco; giugno: l'ex presidente Ben Ali è processato in absentia per furto e condannato a 35 anni di detenzione; ottobre: alle elezioni parlamentari, vince il partito islamista Ennahda, ma non ottiene la maggioranza attesa; novembre: l'Assemblea nazionale incaricata di redigere la nuova costituzione s'incontra per la prima volta; dicembre: l'attivista per i diritti umani, Moncef Marzouki, è eletto presidente dall'Assemblea costituente, che lo elegge presidente del paese; il leader di Ennahda, Hamadi Djebali, è nominato primo ministro.

2012, maggio: arrestati dalla polizia di frontiera Omar El-Haddouchi e Hassan Kettani (perdonati da Mohamed VI del Marocco dopo anni di reclusione per aver orchestrato attacchi a Casablanca nel maggio 2003), entrati in Tunisia dai dei salafiti per "tenervi sermoni" (i salafiti, esclusi dalle elezioni dell'ottobre 2011, hanno ottenuto di formare un partito, il Fronte riformista); centinaia di estremisti salafiti si scontrano con le forze di sicurezza, assaltano una caserma di polizia e attaccano bar e hotel dove si vendono alcolici;

giugno: l'ex presidente Ben Ali è condannato all'ergastolo per aver ordinato l'uccisione di dimostranti durante la "rivoluzione del 2011"; l'Arabia Saudita, il paese che l'ha ospitato, si rifiuta di estradarlo; il governo impone il coprifuoco notturno in 8 aree dopo che gli islamisti hanno attaccato un'esposizione di arte;

luglio: manipoli di integralisti islamici pattugliano le spiagge picchiando le donne in bikini;25 luglio: il primo ministro Hamadi Djebali annuncia che le elezioni politichesi terranno il 20 marzo 2012; il governo impone il coprifuoco in 8 aree, in seguito a disordini provocati da islamisti che protestano contro un'esposizione d'arte; una persona è uccisa;

agosto: manifestazioni di migliaia di persone contro alcune mosse del governo, guidato dagli islamisti, miranti a rivedere i diritti delle donne, che la costituzione del 1956 riconosceva uguali a quelli degli uomini; la bozza della nuova costituzione fa riferimento alla donna «come complementare dell'uomo».

 

 

(Aggiornato al 25 agosto 2012)

 

Nome ufficiale: Repubblica di Tunisia
Superficie
: 163.610 km2
Capitale
: Tunisi
Lingue
: arabo (ufficiale), francese
Sistema
politico: repubblica presidenziale
Indipendenza
: 20 marzo 1956 (dalla Francia)
Capo dello stato
: Moncef Marzouki (dal 13 dicembre 2011)
Primo ministro
: Hamadi Dlebali (dal 14 dicembre 2011)
Religioni
: musulmani (99%), cristiani, ebrei e altri (1%) 


Popolazione

Abitanti: 10.733.000 (stime luglio 2011)
Gruppi etnici
: arabi (97,8%), berberi (1,7%), europei, ebrei e altri (0,5%)
Crescita demografica
: 0,96%
Tasso di fertilità
: 2,02 figli per donna
Popolazione urbana
: 67%
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 21/1.000
Speranza di vita
: 75,2 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 26,7%
Prevalenza Hiv
: 0,1%
Accesso ai servizi sanitari
: 98,6%
Accesso all'acqua potabile
: 98,8% 


Economia

Indice di sviluppo umano: 0,698 (94° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo
: 48,9 miliardi di dollari (101,7 miliardi di dollari a parità di potere d'acquisto nel 2011)
Pil pro capite
: 4.556 dollari (9.500 a parità di potere d'acquisto)
Crescita economica
: 2,8% (stime 2011)
Inflazione
: 5,5% (stime 2012)
Disoccupazione
: 18% (2011)
Risorse naturali
: petrolio, fosfati, minerali ferrosi, piombo, zinco, sale
Prodotti agricoli
: olive e olio d'oliva, grano, pomodori, agrumi, datteri, mandorle; carne, prodotti caseari
Esportazioni
: capi di vestiario, prodotti tessili semi-lavorati, prodotti agricoli, prodotti meccanici, prodotti chimici, prodotti elettrici, fosfati, idrocarburi (17,86 miliardi di dollari nel 2011)
Importazioni
: tessili, macchinari, idrocarburi, prodotti chimici, cibo (23,6 miliardi di dollari)
Debito estero
: 25,27 miliardi di dollari (stime fine 2011) 



Fondazione Nigrizia Onlus

Copyright 2013-2014 Fondazione Nigrizia Onlus - Verona - P. IVA - 03978000234 - Alcuni diritti riservati

web site powered by Ideattiva Siti web Brescia - Cms Evolution