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mercoledì 31 ottobre 2007
Gli accordi di pace sono stati firmati nel marzo 2007 in Burkina Faso

Un altro anno di embargo per la Costa d’Avorio

 

Embargo totale per l’acquisto o la vendita di armi, divieto di commercializzare diamanti e restrizioni di movimento e finanziarie nei confronti di chiunque ostacoli il processo di pace: sono le sanzioni imposte alla Costa d’Avorio dalla risoluzione 1572 del 15 novembre 2004.  Un embargo che era ormai in scadenza, ma questa settimana il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha deciso all’unanimità di estendere le sanzioni per un altro anno, fino all’ottobre 2008.

Le misure, prorogate con l’obiettivo di mantenere costante la pressione sul paese per la realizzazione del processo di pace,  potranno però essere revisionate fra 6 mesi, alla luce di eventuali progressi realizzati in base agli accordi di riconciliazione nazionale, firmati a  Ouagadougou, il 4 marzo di quest’anno dal presidente Laurent Gbagbo e gli ex-ribelli delle Forze

Nuove  di Guillaume Soro, protagonisti del tentato golpe con cui nel settembre 2002 ebbe inizio la crisi ivoriana. Proprio Soro è oggi il Primo Ministro del governo ivoriano.
Per revocare le sanzioni, gli accordi dovranno essere applicati integralmente e nel paese dovranno essere indette le elezioni presidenziali e legislative.

Il mese scorso, di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente ivoriano Gbagbo aveva chiesto il ritiro dell’embargo, che risulterebbe, secondo il governo di Yamoussoukro, tra le cause dei ritardi nella realizzazione del processo di pace.

Il calendario dell’applicazione degli accordi, infatti, presenta molti ritardi, ma per la maggior parte dovuti ai contrasti politici interni e a problemi logistici. Gli osservatori internazionali hanno confermato che le elezioni, previste per quest’anno, non potranno essere organizzate prima della fine del 2008.

Da Nigrizia.it:
Costa d'Avorio: tra instabilità e crescita, 6 luglio 2007 


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