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venerdì 13 aprile 2012
Al via la maratona “Diritto di scelta”

Un permesso per i profughi dalla Libia

“Diritto di scelta” è la campagna lanciata per chiedere un permesso di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia. È iniziata l’11 e finirà il 14 aprile una maratona in tutte le città italiane per raccogliere 10 mila firme.

Firma la petizione.

 

Un permesso per i profughi dalla Libia

È iniziata mercoledì 11 aprile, la maratona "Diritto di scelta", lanciata da enti e associazioni per chiedere al Governo il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari agli oltre 21 mila profughi giunti dalla Libia lo scorso anno. I promotori della campagna si sono dati appuntamento nelle piazze, nelle scuole, nelle università di tutta Italia per raggiungere l'obiettivo di 10 mila firme. Poeti, scrittori, musicisti, attivisti e politici in tutte le regioni hanno dato il loro sostegno alla campagna, che ha aperto anche un canale video.

L'appello. Secondo quanto si legge nella petizione pubblicata sul progetto Melting Pot, i "richiedenti asilo sono ospitati all'interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile. Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d'origine".

"Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d'Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d'asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi. Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d'ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità. Per questo, chiediamo l''immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l'istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall'ordinamento giuridico".

I vescovi italiani. All'appello si è unita anche la Fondazione Migrantes, organo della Conferenza Episcopale Italiana (Cei). "L'Italia unitamente all'Europa - spiega in una nota mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes - alla luce dei fatti di violenza che in questi anni hanno coinvolto numerosi Stati anche dell'Africa subsahariana fino alle recenti rivoluzioni ancora in atto nel Nord Africa e nel Medioriente, non possono non valutare la necessità di salvaguardare la vita di tante persone e famiglie attraverso un permesso di protezione internazionale, nelle altre forme diverse dall'asilo, per il tempo necessario alla formazione e alla ricerca del lavoro".

"Non possiamo negare e ricusare il diritto di migrare a chi sappiamo non potrà rientrare nel proprio Paese - continua mons. Perego - ma che senza un titolo di soggiorno continuerà a vagare irregolarmente in Italia e in Europa, alla ricerca di una sicurezza, ma con il rischio di essere ancora vittima di sfruttamento e di violenze".



 



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