Capo Verde

1456: arrivo dei primi europei nell’arcipelago. 1462: i primi colonizzatori sbarcano in quella che è oggi São Tiago e fondano la più antica città europea ai tropici (oggi chiamata Cidade Velha); i portoghesi introducono la coltivazione della canna da zucchero, che non ha successo a causa del clima. 1495: Capo Verde diventa colonia portoghese e scalo importante nelle rotte che trasportano schiavi verso le Americhe. 17°-19° sec.: il cotone diventa il principale bene di esportazione; più tardi, la riduzione dell’attività agricola provoca un’emigrazione in massa dei capo-verdiani verso la Guinea-Bissau, altra colonia portoghese, poi verso l’Angola, quindi verso Mozambico, Senegal, Brasile e Stati Uniti. 1876: è abolita la schiavitù.

 

1951: Capo Verde diventa provincia portoghese d’oltremare. 1954: la lotta di liberazione rafforza i rapporti tra Capo Verde e Guinea-Bissau; Amilcar Cabral, nativo di Capo Verde, fonda in Guinea-Bissau l’Associazione per gli sport e la ricreazione (Asr). 1956: l’Asr diventa il Partito africano per l’indipendenza di Guinea e Capo Verde (Paigc). 1959: il Paigc inizia la guerriglia in Guinea-Bissau; molti capo-verdiani si uniscono. 1973: Amilcar Cabral è assassinato a Conakry (Guinea); gli succede Luis Cabral. 1974: rovesciato il regime coloniale in Portogallo; governo di transizione in Capo Verde.

 

1975, 5 luglio: Capo Verde è indipendente e adotta una costituzione che prevede l’unione con la Guinea-Bissau; per la prima volta al mondo, un solo partito governa due nazioni; il Paigc si muove per dar vita a una federazione tra i due paesi e le rispettive assemblee nazionali costituiscono un Consiglio dell’Unione. 1976: si incrementa l’area boschiva; è avviata la riforma agraria, dando la priorità alla produzione di alimenti per il fabbisogno della popolazione (le isole producono solo il 5% del fabbisogno alimentare); Capo Verde appoggia la guerra di liberazione in Angola, consentendo agli aerei cubani di fare scalo nell’arcipelago.

 

1980, novembre: Luis Cabral, il presidente della Guinea-Bissau, è deposto da un colpo di stato senza spargimento di sangue da João Bernardo Vieira, che adotta una politica contraria all’integrazione con Capo Verde; anche nell’arcipelago di Capo Verde, il Paigc abbandona l’idea dell’unione. 1981: il Paigc diventa Paicv e si dichiara partito unico; le relazioni tra i due governi diventano tese. 1982: grazie alla mediazione di Angola e Mozambico, si arriva alla riconciliazione. 1984: la siccità riduce i raccolti del 25%; il debito estero tocca i 98 milioni di dollari. 1986: il secondo piano di sviluppo dà la priorità al settore privato dell’economia (in particolare a quello informale) e alla lotta contro la desertificazione.

 

1991: Antonio Mascarenhas Monteiro (presidente della corte suprema) è eletto presidente nelle prime elezioni libere e multipartitiche; comincia la transizione verso l’economia di mercato, con la privatizzazione delle compagnie di assicurazione, della pesca e delle banche; gli aiuti esterni rappresentano ancora il 46% del prodotto interno lordo nazionale; un altro 15% viene dalla rimesse dei 700mila capo-verdiani residenti all’estero.

 

1992: la nuova costituzione riconosce ufficialmente il multipartitismo. 1996: Mascarenhas Monteiro è rieletto e il suo partito, il Movimento per la democrazia (Mpd), ottiene la maggioranza dei seggi in parlamento. 1997: la Banca africana per lo sviluppo concede un prestito di 4,9 milioni di dollari per la costruzione di strade. 1998-1999: vari rapporti sulle brutalità della polizia nei confronti dei detenuti; alcuni politici dell’opposizione criticano i mezzi di comunicazione ufficiali perché non esercitano la funzione critica; l’autocensura è frequente nei mass media controllati dal governo.

 

2001, gennaio: le elezioni politiche (giudicate irregolari dall’opposizione) danno una differenza esigua tra le due parti (0,5% di differenza); al secondo scrutinio vince il Paicv, che forma il governo; febbraio: José Maria Pereira Neves è primo ministro; marzo: Pedro Pires, del Paicv, è eletto presidente, dopo aver sconfitto Carlos Veiga dell’Mpd di soli 17 voti. 2002: il governo di Pires inizia a decentrare e privatizzare il settore statale; firma un accordo di cooperazione con la Francia di 610 milioni di euro; il costo dei servizi di base aumenta e diminuisce l’accesso all’acqua potabile fuori dalla capitale; il premier annuncia un piano di sviluppo, chiamato “Operazione speranza”, per il futuro dei bambini capo-verdiani.

 

2004, settembre: in una lettera al Fondo monetario internazionale il ministro delle finanze, João Pinto Serra, promette riforme strutturali per favorire le privatizzazioni (energia, acqua, telecomunicazioni, trasporti, pesca e navigazione). 2005, maggio: il premier Neves dichiara che il paese può aspirare a entrare nella Nato; giugno: il Mpd chiede urgentemente di discutere la relazione speciale tra Capo Verde e l’Unione europea.

 

2006, gennaio: il Paicv vince le elezioni parlamentari; febbraio: Pires è rieletto presidente; giugno: 7.000 truppe della Nato prendono parte a esercitazioni militari sull’isola di São Vicente; è il primo schieramento di forze Nato in Africa. 2007, dicembre: Capo Verde è accolta nell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto).

 

2009, agosto: il segretario di stato americano, Hillary Clinton, visita il paese al termine di un suo viaggio in sette nazioni africane; novembre: emergenza nazionale per lo scoppio della dengue (febbre emorragica rompiosa). 2010, luglio: in accordo con gli Stati Uniti, un prigioniero siriano detenuto a Guantánamo è trasferito a Capo Verde; ottobre: l’agenzia Onu contro la droga e il crimine lancia un progetto di cooperazione tra Brasile e sette paesi dell’Africa Occidentale (tra cui Capo Verde) per ostacolare il traffico di droga.

 

2011, febbraio: il partito di governo (Paicv) vince le elezioni parlamentari; agosto: Jorge Carlos Fonseca, candidato del partito Movimento per la democrazia (Mpd), vince le elezioni presidenziali e diventa presidente; dicembre: due giorni di lutto nazionale per la morte della cantante Cesária Évora, ritenuta la più grande interprete della morna, una forma di blues considerata musica nazionale.

 

2014, novembre-dicembre: eruzione del vulcano Pico do Fogo, che distrugge due villaggi e costringe alla fuga 1.500 persone; dicembre: Janira Isabel Fonseca Hopffer Almada, avvocata di 36 anni, vince le elezioni per la guida del Paicv, e ne diventa il presidente, succedendo a José Maria Neves.

 

2016, marzo: il Movimento per la democrazia (Mpd) vince le elezioni parlamentari; aprile: un giovane militare con problemi di carattere personale, uccide 11 persone in un centro militare di comunicazione (8 militari e 3 civili, fra cui 2 spagnoli); settembre: il Mpd stravince le elezioni municipali; il giorno dopo, il leader dell’opposizione, Janira Hopffer Almada, dà le dimissione dalla guida del partito; ottobre: il presidente Jorge Carlos Fonseca vince le elezioni presidenziali, con oltre il 70% delle preferenze, e inizia il secondo mandato; dicembre: Shawqi Awad Balzuhair, yemenita prigioniero a Guantanamo, è liberato e mandato a vivere in Capo Verde.

 

2017, febbraio: due giovani cittadine italiane sono state assassinate nell’isola di di Sal. Una terza si è salvata ed è riuscita a fuggire dagli aggressori. 

 

(Aggiornato al 9 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica di Capo Verde
Superficie
: 4.033 km2
Capitale
: Praia (150.000 abitanti)
Lingue
: portoghese e creolo
Sistema politico
: repubblica parlamentare
Indipendenza
: 5 luglio 1975 (dal Portogallo)
Capo di stato
: Jorge Carlos Fonseca (dal 9 settembre 2001)
Capo del governo
: Ulisses Correira E. Silva (dal 9 settembre 2001; è capo del partito Movimento per la democrazia)
Religioni
: cattolici (95%), protestanti (0,5%), seguaci delle religioni tradizionali (4,5%)

 


Popolazione

Abitanti: 560.900 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: creoli-mulatti (71%), africani (28%), europei (1%)
Crescita demografica annua
: 1,33% (2017)
Tasso di fertilità
: 2,24 figli per donna
Popolazione urbana
: 66,8% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 24,5/1.000
Speranza di vita
: 72,4 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 13,2%
Prevalenza Hiv
: 0,8% (stime 2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 72,2%
Accesso all’acqua potabile
: 91,7%

 


Economia

Indice di sviluppo umano: 0,648 (122° su 188 stati)
Prodotto interno lordo: 1,73 miliardi di dollari (3,73 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 3.070 dollari (6.900 dollari a parità di potere d’acquisto n el 2017)
Crescita economica annua
: 4% (stime 2017)
Disoccupazione
: 9% (2017)
Inflazione: 1% (2017)
Risorse naturali
: piccoli giacimenti di petrolio off shore, sale, calcare, caolino, gesso, marmo; pesce; legname
Prodotti agricoli
: banane, mais, legumi, patate dolci, canna da zucchero, caffè, arachidi; pesce
Esportazioni
: carburante, scarpe, vestiti, pelli, pesce (158,6 milioni di dollari nel 2017)
Importazioni
: cibo, prodotti industriali, mezzi di trasporto, carburanti (724,8 milioni di dollari nel 2917)
Debito estero
: 1,8 miliardi di dollari (fine 2017)

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