Congo

Sec. 15°: il territorio, abitato da pigmei, viene occupato da gruppi bantu (kongo, teke, sangha). Sec. 16°: sorgono regni bantu (Lungo e Kacongo). 1482: il navigatore portoghese Diogo Cão esplora le coste; inizia il commercio schiavista. 1879-80: l’italo-francese Pietro Paolo Savorgnan di Brazzà esplora la regione e stipula con i re locali trattati che pongono il territorio a nord del fiume Congo sotto la protezione della Francia. 1891: nasce la colonia, chiamata Congo Francese (dal 1903, Medio Congo).

 

1907: in seguito a rivelazioni sulle brutalità del lavoro forzato, Parigi impone restrizioni alle compagnie concessionarie (in 20 anni, due terzi della popolazione locale sono sterminati). 1910: la colonia (nota come Medio Congo) è inclusa nell’Africa Equatoriale Francese. 1928: nuove rivolte contro i lavori forzati per la costruzione della ferrovia (17mila morti); sorgono movimenti che chiedono l’indipendenza, con tinte messianiche, il cui principale leader, André Matsousa, muore in carcere nel 1942. 1946: il Congo ottiene un’assemblea territoriale e la rappresentanza nel parlamento francese; Parigi sostiene l’ex sacerdote Fulbert Youlou, leader dell’Unione democratica per la difesa degli interessi africani. 1958: i congolesi votano per l’autonomia dentro la Comunità francese.

 

1960, 15 agosto: indipendenza; Fulbert Youlou è primo presidente; segue un periodo di disordini etnici e politici. 1963, agosto: insurrezioni popolari costringono Youlou a dimettersi; Alphonse Massemba-Débat è presidente; Pascal Lissouba è primo ministro. 1964: il presidente Massemba-Débat crea il Movimento nazionale della rivoluzione (Mnr). 1966, gennaio: regime a partito unico; viene scelta una via “non capitalista” di sviluppo. 1968: Massemba-Débat è deposto con un colpo di stato dal maggiore Marien Ngouabi, che continua l’impegno per il socialismo con un suo partito, il Partito congolese dei lavoratori (Pct), d’impronta marxista-leninista.

1970: nuova costituzione e proclamazione della Repubblica popolare marxista del Congo; il Pct è l’unico partito riconosciuto. 1977, 18 marzo: Ngouabi è assassinato per ordine dell’ex presidente; il giorno 23, è ucciso l’arcivescovo di Brazzaville, card. Émile Biayenda; i cospiratori non riescono a prendere il potere e Massemba-Débat è giustiziato; il nuovo presidente, col. Joachim Yhombi-Opango, si discosta dalla tradizionale linea di austerità.

 

 

1979, febbraio: Yhombi-Opango dà le dimissione e il Pct nomina presidente il col. Denis Sassou-Nguesso, che attua una politica pragmatica, ma con un forte orientamento marxista, negozia prestiti con il Fondo monetario internazionale e consente l’ingresso di investitori francesi e americani nel settore estrattivo. 1981: Sassou-Nguesso firma con Brezhnev a Mosca un accordo ventennale di amicizia e cooperazione.

 

1990: il Pct abbandona il marxismo. 1992: un referendum approva una costituzione che consente il ritorno al multipartitismo; agosto: alle prime elezioni presidenziali democratiche Pascal Lissouba diventa presidente. 1993, maggio: le elezioni parlamentari assegnano al partito di governo la maggioranza dei seggi; scontri sanguinosi tra militari e forze dell’opposizione; Lissouba nomina primo ministro Yhombi-Opango; l’opposizione crea un governo ombra, guidato da Bernard Kolélas.

 

1994, marzo: cessate-il-fuoco tra le due parti; l’opposizione ottiene alcuni incarichi di governo. 1997, giugno: il governo tenta di disarmare e arrestare Sassou-Nguesso e i suoi sostenitori; inizia la guerra civile; settembre: il presidente Lissouba nomina primo ministro Bernard Kolélas, esponente dell’opposizione; novembre: aiutate da truppe angolane, le forze di Sassou-Nguesso occupano Brazzaville; Lissouba e Kolélas fuggono e Sassou-Nguesso forma un nuovo governo. 1999, novembre: firmato in Zambia un accordo di pace che dà inizio a un dialogo nazionale; demilitarizzazione dei partiti politici; le forze ribelli sono reintegrate nell’esercito.

 

 

2000, febbraio: Kolelas riconosce la presidenza di Sassou-Nguesso. 2001, aprile: la conferenza di pace approva la nuova costituzione, aprendo la strada alle elezioni; settembre: un parlamento di transizione adotta la costituzione; 15mila milizie consegnano le armi; il Fondo monetario internazionale inizia la cancellazione del debito estero (4 miliardi di dollari); dicembre: una corte di Brazzaville condanna Lissouba (in contumacia) a 30 anni di lavori forzati.

 

2002, gennaio: un referendum costituzionale, con l’80% di “sì”, approva alcuni cambiamenti della costituzione per consolidare i poteri del presidente; marzo: Sassou-Nguesso vince le elezioni presidenziali (disertate dai principali oppositori, perché in esilio); intensi scontri tra forze governative e un gruppo di ribelli, rimasti fedeli all’ex primo ministro Bernard Kolélas e guidati dall’ex pastore protestante Frédéric Bintsamou (formano un gruppo semi-religioso, che si è dato il nome “Ninja”); giugno: scontri nella capitale tra le forze governative e i “ninja” (100 vittime).

 

2003, marzo: accordi di pace tra governo e ribelli “Ninja”; agosto: i ribelli “Ninja” sono amnistiati. 2003-4: l’Onu sviluppa programmi di assistenza ad ampio raggio, focalizzati su emergenza sfollati e lotta alla povertà; il paese è sempre più dipendente dall’esportazione di petrolio. 2004, giugno: il Congo è tolto dalla lista delle nazioni che negoziano diamanti in maniera legittima.

 

2005, aprile: il governo dice che un gruppo di ufficiali dell’esercito, arrestati in gennaio per un furto d’armi, in verità stava tentando un colpo di stato; ottobre: Bernard Kolélas torna in patria per i funerali della moglie, dopo 8 anni trascorsi in esilio (nel frattempo, è stato condannato a morte per crimini di guerra); novembre: Kolélas è amnistiato.

 

2006, gennaio: il Congo assume la presidenza dell’Unione africana, sconfiggendo la candidatura del Sudan; il presidente Sassou Nguesso accusa la Francia di interferenze negli affari interni dal paese, dopo che una corte d’appello francese ha riaperto un’inchiesta sulla sparizione di 350 rifugiati nel 1999.

 

2007, giugno: ex ribelli “Ninja” bruciano le loro armi in segno di pacificazione in una grande cerimonia religiosa, per mostrare a tutti il loro impegno per la pace; giugno-agosto: alle elezioni politiche, boicottate da 40 partiti, il Pct ottiene il 90% dei voti; novembre: il Club di Londra (creditori nel settore privato) cancella l’80% del debito del Congo.

 

2009, aprile: l’opposizione boicotta i colloqui con il governo e i leader della società civile per una piattaforma comune sulle future elezioni presidenziali; luglio: Sassou-Nguesso è rieletto presidente per altri sette anni in una elezione boicottata dall’opposizione.

 

2010, marzo: le nazioni del Club di Parigi e il Brasile decidono di cancellare l’intero debito estero del Congo (2,4 miliardi di dollari); agosto: celebrazioni per il 50° anniversario dell’indipendenza; novembre: un’epidemia di polio uccide 100 persone; una corte francese dà il via libera a un’inchiesta su Sassou-Nguesso e altri tre leader africani sospettati di corruzione; uno speciale rapporto Onu chiede al governo di Brazzaville di salvaguardare i diritti dei pigmei, troppo spesso soggetti a discriminazione.

 

2012, marzo: un’esplosione in un deposito di munizione in un’area residenziale di Brazzaville uccide 200 persone, ne ferisce 2.300 e distrugge le abitazioni di migliaia di persone; agosto: il ministro della difesa, Charles Zacharie Bowao, è formalmente accusato di essere responsabile dell’esplosione; lui si difende e accusa il governo di averlo usato come capro espiatorio; settembre: Bowao è costretto a dimettersi.

 

2013, febbraio: il Congo dichiara di aderire agli standard stabiliti dall’“Iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (Eiti nell’acronimo inglese) in materia di chiarezza circa le entrate dalla vendita del greggio; maggio: il Brasile dichiara che cancellerà o rivedrà il debito che ha nei confronti dell’Africa (900 milioni di dollari), compreso il Congo, che ha il più alto debito proprio con il Brasile.

 

2014, maggio: le Nazioni Unite affermano che il rimpatrio in Rd Congo di 130,000 persone rifugiate in Congo nel mese di aprile ha causato una vera e propria crisi umanitaria.

 

2015, ottobre: un referendum costituzionale, approvato dal voto, consente al presidente di candidarsi per un terzo mandato; l’opposizione, che ha boicottato il referendum, dice che la vittoria del “sì” è frutto di frode.

 

2016, marzo: il presidente Sassou Nguesso vince le elezioni presidenziali; l’opposizione contesta i risultati; aprile: la sede del governo in Brazzaville è attaccata da dimostranti.

 

2017, giugno: un rapporto Onu accusa di violenze sessuali le forze di pace impegnate nella missione Minusca, attiva nella Repubblica Centrafricana; il presidente Sassou Nguesso richiama in patri i 600 caschi blu congolesi impegnati nella Minusca, anch’essi accusati di abusi e sfruttamento sessuale; Julienne Sassou Nguesso, 50 anni, figlia del presidente, e sua marito Guy Johnshon, sono accusati in Francia di riciclaggio di danaro sporco e di abusi di fondi pubblici; luglio: al secondo turno delle elezioni legislative, il il Partito congolese dei lavoratori ottiene 90 dei 151 seggi dell’assemblea nazionale; tre figli del presidente sono eletti in parlamento; agosto: il primo ministro Clément Mouamba, che ha dato le dimissioni il giorno 8, viene riconfermato a capo del governo il giorno 22; dicembre: il governo e i ribelli “Ninja” firmano un nuovo cessate-il-fuoco.

 

(Aggiornato al 12 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica del Congo
Superficie
: 342.000 km2
Capitale
: Brazzaville (1,9 milioni di abitanti)
Lingue
: francese (ufficiale), lingala e monokutuba (lingue franche), molte lingue locali (il kikongo è la più diffusa)
Sistema politico
: repubblica presidenziale
Indipendenza
: 15 agosto 1960 (dalla Francia)
Capo dello stato
: Denis Sassou-Nguesso (dal 25 ottobre 1997)

Primo ministro: Clement Mouamba (dal 23 aprile 2016)
Religioni
: cristiani (50%, di cui 33,1% cattolici), seguaci delle religioni tradizionali (46,4%), kimbanguisti (1,6%), musulmani (2%)

 


Popolazione

Abitanti: 4.954.700 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: kongo (48%), sangha (20%), m’bochi (12%), teke (17%), europei e altri (3%)
Crescita demografica annua
: 2,11% (stime 2017)
Tasso di fertilità
: 4,59 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 66,2% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 45/1.000
Speranza di vita
: 59,8 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 20,7%
Prevalenza
Hiv: 3,1% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 15%
Accesso all’acqua potabile
: 76,5%

 


Economia

Il 46,5% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano
: 0,592 (135° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo
: 7.500 miliardi di dollari (29,18 miliardi di dollari a parità di potere di acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 2.600 dollari (6.700 dollari a parità di potere di acquisto nel 2017)
Crescita economica annua
: -3,6% (stime 2017)
Inflazione
: -0,4% (2017)
Risorse naturali
: petrolio, legname, potassa, piombo, zinco, uranio, rame, fosfati, oro, magnesio, gas naturale, risorse idroelettriche
Prodotti agricoli
: cassava, canna da zucchero, riso, mais, arachidi, vegetali, caffè, cacao, prodotti forestali
Esportazioni
: petrolio, legname, zucchero, cacao, caffè, diamanti (5,24 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: cibo, impianti e macchinari, materiale per costruzioni (3,51 miliardi di dollari nel 2917)
Debito estero
: 5,72 miliardi di dollari (fine 2017)

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