Etiopia

2° sec. d.C.: il regno di Axum diventa una potenza commerciale regionale. 4° sec.: introduzione del cristianesimo copto (dall’Egitto). 1530-31: il condottiero islamico Ahmed ibn Ibrahim Al-Ghazi (“il mancino”) conquista gran parte del paese. 1818-68: ras Kasa Hailu soggioga le regioni Amhara, Gojjam, Tigray e Shoa. 1855: Kasa-Hailu diventa imperatore con il nome di Tewodros II. 1868: Tewodros è sconfitto dai britannici e si suicida per non essere catturato. 1872: il negus del Tigray prende il potere e si fa incoronare come Yohannes IV. 1889: Yohannes IV è ucciso in battaglia contro le forze sudanesi del Mahdi; gli succede il re dello Shoa, Menelik II, che firma un patto d’amicizia con l’Italia, che il governo italiano interpreta come accettazione del protettorato (interpretazione negata dall’Etiopia); Memelik sposta la capitale ad Addis Abeba.

1895: l’Italia invade l’Etiopia. 1896: le forze italiane sono sconfitte ad Adua; Roma riconosce l’indipendenza dell’Etiopia, ma mantiene il controllo sull’Eritrea. 1913: Menelik II muore; sale al trono suo nipote Lij Yasu, che ha simpatie islamiche. 1916: Yasu è scomunicato e deposto; gli succede Zawditu, figlia di Menelik, che regna attraverso un reggente, ras Tafari Makonnen. 1930: Zawditu muore e ras Tafari diventa “re dei re”, Hailé Selassié. 1935: l’Italia invade l’Etiopia. 1936: gli italiani occupano Addis Abeba e l’imperatore fugge; Etiopia, Eritrea e la Somalia italiana formano l’Africa Orientale Italiana. 1941: la guerriglia e le forze britanniche sconfiggono gli italiani e rimettono sul trono Hailé Selassié.

1952: le Nazioni Unite decretano che l’Eritrea diventi uno stato federato all’interno dell’impero etiopico. 1962: Hailé Selassié si annette l’Eritrea. 1963: prima conferenza dell’Organizzazione per l’unità africana (Oua) celebrata ad Addis Abeba. 1973-4: circa 200mila persone muoiono di fame nella provincia di Wallo. 1974: Hailé Selassié è deposto dal colpo di stato del derg, il comitato delle forze armate, diretto dal gen. Aman Andom (subito ucciso e sostituito da Tafari Banti). 1975: Hailé Selassié muore in circostanze misteriose, mentre è in prigione.

1977, luglio: Menghistu Hailé Mariam uccide Banti, assume il potere e scatena sanguinose purghe (“il terrore rosso”); migliaia di oppositori uccisi; collettivizzazione dell’agricoltura; il Fronte popolare di liberazione del Tigray inizia la guerriglia per l’autonomia. 1977: la Somalia invade l’Ogaden, ma è respinta (1978) dall’Etiopia, forte dell’aiuto militare dell’Unione Sovietica e di Cuba. 1984-85: grave siccità, la peggiore in decenni; 500mila i morti; cinque milioni le persone in pericolo di vita. 1987: una nuova costituzione sancisce la nascita della Repubblica democratica d’Etiopia (ma è una farsa) e Menghistu è eletto presidente; nuove rivolte nel Tigray. 1988: Etiopia e Somalia firmano la pace.

 

1991: Addis Abeba è conquistata dal Fronte popolare rivoluzionario democratico dell’Etiopia (Fprde), guidato da Meles Zenawi, che assume l’incarico di presidente ad interim; Menghistu fugge; l’Eritrea si dà un governo provvisorio. 1992: trovati i resti di Hailé Selassié in una latrina del palazzo imperiale. 1993: l’Eritrea diventa indipendente. 1994: una nuova costituzione crea la Repubblica democratica federale dell’Etiopia (“federalismo etnico”). 1995: dopo le prime elezioni parlamentari, Negasso Gidada è presidente e Meles Zenawi primo ministro. 1998: scontri armati tra etiopici ed eritrei per una disputa sul comune confine.

 

1999: guerra aperta tra Etiopia ed Eritrea. 2000, giugno: cessate-il-fuoco e arrivo di una forza dell’Onu per monitorare l’accordo e il ritiro delle forze etiopiche dall’Eritrea; novembre: i resti di Hailé Selassié sono sepolti nella cattedrale di Addis Abeba; dicembre: firma dell’accordo di pace (in Algeria) e creazione delle commissioni incaricate della delimitazione dei confini e del rimpatrio degli sfollati. 2001, febbraio: Addis Abeba annuncia di aver completato il ritiro delle truppe. 2002, aprile: accettazione bilaterale di un nuovo confine, ma ambedue le nazioni reclamano il possesso della città di Badme. 2003, aprile: la commissione indipendente decreta che Badme è in Eritrea, ma Addis Abeba non accetta la decisione.

2004, gennaio-febbraio: scontri etnici nella regione di Gambela (200 vittime); decine di migliaia di persone fuggono; marzo: inizia un programma di ricollocamento, che prevede lo spostamento di 2 milioni di persone da alcune aride regioni dell’altopiano; novembre: l’Etiopia accetta, «in linea di principio», la decisione della commissione Onu sui confini, ma la lite su Badme continua.

2005: marzo, Human Rights Watch accusa l’esercito di «assassinii, stupri e torture» contro il gruppo etnico degli Anuak, nella regione di Gambela; aprile: il primo blocco dell’obelisco di Axum, portato in Italia nel 1934, è restituito all’Etiopia; maggio: si tengono le elezioni multipartitiche: molte le accuse di brogli, violente manifestazioni, decine di morti; agosto-settembre: ripetizione delle elezioni in oltre 30 seggi; nuove proteste e vittime; migliaia gli arrestati, tra cui i principali esponenti dell’opposizione; dicembre: la commissione internazionale, con sede all’Aia, decreta che l’Etiopia ha violato la legge internazionale quando ha attaccato l’Eritrea nel 1998; circa 90 persone, tra cui giornalisti e oppositori, sono accusate di «tradimento e genocidio» per i disordini seguiti alle elezioni.

 

2006, maggio: in Olanda, sei partiti politici e formazioni armate creano l’Alleanza per la libertà e la democrazia; attentati dinamitardi ad Addis Abeba (nessuna rivendicazione); settembre: l’Etiopia nega che le sue truppe abbiano varcato il confine somalo in appoggio al governo di transizione a Baidoa, braccato dalle Corti islamiche, ormai in controllo di quasi tutta la Somalia; ottobre: l’Onu ordina all’Eritrea di ritirare la sue truppe dalla zona cuscinetto sulla frontiera con l’Etiopia; Zenawi ammette che il suo paese è «tecnicamente in guerra contro le Corti islamiche, perché queste hanno dichiarato guerra all’Etiopia»; novembre: un rapporto Onu accusa «alcune nazioni» (tra cui l’Etiopia) di aver fornito armi al governo somalo, violando l’embargo del 1992; l’Eritrea è accusata di armare le Corti, che ormai controllano ampie zone della capitale Mogadiscio; dicembre: Menghistu Hailé Mariam è condannato a morte, in absentia, per crimine di genocidio.

2007, gennaio: l’Etiopia sostiene il governo di transizione somalo con aerei, carri armati e artiglieria; le Corti sono vinte; aprile: un gruppo armato attacca un impianto petrolifero cinese nel sud, uccidendo 75 persone; giugno: i leader dell’opposizione arrestati sono condannati a morte, ma perdonati; settembre: l’Etiopia celebra l’inizio del terzo millennio secondo il calendario copto ortodosso; novembre: l’Etiopia, a differenza dell’Eritrea, non accetta la nuova demarcazione del comune confine.

2008, giugno: l’accordo di pace tra il governo somalo e i ribelli consente il ritiro delle truppe etiopiche dalla Somalia (entro 120 giorni); luglio: il Consiglio di sicurezza dell’Onu vota all’unanimità il ritiro della missione di monitoraggio del confine conteso tra Etiopia ed Eritrea; settembre: celebrazioni per la restituzione totale dell’obelisco da parte del governo italiano; dicembre: la polizia arresta Birtukan Medeksa, leader dell’opposizione (già imprigionata nel 2005 e perdonata nel 2007).

2009, gennaio: l’Etiopia ritira ufficialmente le sue truppe dalla Somalia; giugno: Addis Abeba riconosce di avere “missioni di ricognizione” in Somalia, ma nega di impiegare soldati; agosto: richiesta all’Eritrea ed Etiopia di pagarsi a vicenda i danni causati dalla guerra di confine nel 1998-2000; settembre: ditte cinesi si assicurano contratti per la costruzione di dighe e centrali idroelettriche; ottobre: a causa di una nuova siccità, Addis Abeba chiede aiuti per 6 milioni di dollari in cibo; novembre: 26 persone incolpate di tentato colpo di stato; dicembre: il movimento ribelle del Fronte di liberazione nazionale dell’Ogaden (Flno) dichiara di aver conquistato alcune città nell’est, dopo forti scontri.

2010, maggio: alle elezioni parlamentari l’Fprde ottiene una schiacciante maggioranza dei seggi in parlamento, consentendo a Meles Zenawi un quarto mandato; gli osservatori dell’Unione europea criticano lo svolgimento dell’esercizio; l’opposizione chiede una nuova elezione; giugno: in un incontro ad Addis Abeba le nazioni del bacino del Nilo non si accordano sull’uso della acque del grande fiume; ottobre: scontri tra le forze governative e quelle dell’Flno; l’organizzazione Human Rights Watch accusa il governo di usare gli aiuti umanitari per sopprimere l’opposizione politica.

2011, marzo: l’Etiopia accusa l’Eritrea di aver inviato militari oltre il comune confine per disseminare mine in territorio etiopico; aprile: Addis Abeba dichiara di voler appoggiare gruppi ribelli eritrei allo scopo di rovesciare il regime di Afwerki; giugno: il parlamento definisce tre organizzazioni politico-militari etiopiche «gruppi terroristici»; luglio: milioni di etiopici e rifugiati dalla Somalia necessitano aiuti di emergenza; due giornalisti svedesi catturati dalle truppe etiopiche nell’Ogadan durante scontri con l’Flno; ottobre: gli americani cominciano a impiegare aerei drone nella lotta contro gli islamisti somali Al-Shabaab; novembre: truppe etiopiche avvistate in Somalia, ma il governo di Addis Abeba nega la loro presenza; dicembre: Amnesty International accusa il governo di aver varato per anni severi provvedimenti contro la libertà di espressione; i due giornalisti svedesi arrestati in luglio nell’Ogaden sono accusati di «appoggio al terrorismo» e condannati a 11 anni di prigione.

2012, gennaio: l’Etiopia è accusata di usare la forza per sloggiare cittadini da terre consegnate a investitori stranieri; alcuni turisti europei sono rapiti e uccisi in un’area remota della regione Afar, presso il confine con l’Eritrea; marzo: truppe etiopiche attaccano postazioni eritree presso il confine, ritenute campi di addestramento di terroristi; giugno: l’Flno rivendica un assalto a un convoglio militare e un attacco a una guarnizione, uccidendo 169 soldati regolari; le truppe etiopiche si ritirano da alcuni città della Somalia centrale, che avevano tolto al controllo degli Al-Shabaab; agosto: Zenawi muore dopo mesi di dicerie sul suo stato di salute; settembre; il vice primo ministro e ministro degli esteri, Hailemariam Desalegn, diventa primo ministro.

2013, giugno: Etiopia ed Egitto decidono di tenere colloqui per diminuire le tensioni sorte in seguito alla decisione di Addis Abeba di costruire una grande diga sul Nilo Azzurro; Il Cairo teme che l’opera possa diminuire il flusso delle acque del grande fiume; il due volte campione olimpionico dei 10.000 metri piani, Hailé Gebreselassié (4 titoli mondiali e 2 ori olimpici sui 10mila metri piani, maratoneta di fama mondiale) dice di volersi candidare alle elezioni presidenziali del 2015; agosto: l’Etiopia firma con il gitante delle telefonia cinese, ZTE, un accordo di 800 milioni di dollari per l’espansione della telefonia mobile; gli ultimi 450 degli 8.000 fallasha etiopici (“gli ebrei d’africa”) qualificati al “rimpatrio” raggiungono Israele.

2015, marzo: il governo di Addis Abeba ordina la distruzione di ingenti quantitativi di avorio (ufficialmente sequestrato ai bracconieri), ma le organizzazioni ambientaliste affermano che l’Etiopia continua a essere un importante centro del traffico illegale del prezioso materiale; maggio: il Fronte popolare rivoluzionario democratico dell’Etiopia (Fprde), al governo, ottiene una schiacciante vittoria alle elezioni generali.

 

2016, gennaio: dopo mesi di protesta da parte del gruppo Oromo, che teme un massicci espropri di terre a danno degli agricoltori, il governo cancella il piano di espansione della capitale; gruppi per i diritti umani parlano di 140 vittime uccise dalle forze di sicurezza durante le proteste; milioni di persone soffrono la fame a causa di una terribile siccità; luglio: decine di migliaia di persone appartenenti all’etnia Amhara inscenano manifestazioni anti-governative in Gondar (città de nord); settembre: l’Unione africana chiede al governo di evitare l’uso della violenza contro le proteste popolari (iniziate nella regione centrale dell’Oromo, si sono estese all’Amhara nel nord); organismi per i diritti umani parlano di almeno 500 persone uccise dalle forze di sicurezza; la Gran Bretagna, l’Unione europea e la Banca mondiale annunciano un progetto che mira a creare 100.000 posti di lavoro, un terzo dei quali per rifugiati eritrei, cui il governo etiopico garantirebbe il pieno diritto al lavoro; ottobre: nel tentativo di porre fine alle proteste, il governo dichiara lo stato di emergenza per 10 mesi; dicembre: la crescita economica media annua passa dal 10% all’8%; il governo imputa la decrescita alla siccità, ma gli esperti non nascondo l’impatto avuto dalle prolungate proteste popolari.

 

2017, aprile: la Commissione per i diritti umani (riconosciuta dal governo) dice che le vittime avute in due anni di proteste sono state 670; maggio: Yonatan Tesfaye, politico dell’opposizione, è condannato a 6 anni di prigione per aver usato Facebook ai fini di «incoraggiare il terrorismo»; giugno: il governo blocca Internet per impedire la fuga on-line di test d’esame (come avvenuto nel 2016); luglio: tolto lo stato di emergenza: settembre: sarebbero già oltre 400 mila gli sfollati Oromo, fuggiti dall’intensificarsi degli scontri al confine con la regione popolata dai Somali, nel sud del paese; ottobre: l’emergenza fame si fa acuta; il governo riconosce che 1,7 milioni di persone hanno bisogno di cibo, ma l’Onu parla di 7,8 milioni in urgente necessità di aiuti umanitari.

 

2018, gennaio: il primo ministro Desalegn promette il perdono e il rilascio di «prigionieri politici»; è la prima volta che il governo ammette che ci sono persone in carcere per motivi politici; dichiara di voler facilitare un “dialogo di riconciliazione nazionale”; 7.000 persone sono perdonate o si vedono il loro caso chiuso; da tre anni il paese è dilaniato da violenze, con ripetute proteste popolari nella regione Oromiya (si ritiene per ripetuti casi di land-grabbing); un investigazione parlamentare ammette l’uccisione di diverse centinaia di persone dal 2015 ad oggi; febbraio: il primo ministro Hailemariam Desalegn dà le dimissioni; in un discorso alla TV, spiega: «Questa decisione è vitale nel tentativo di apportare le riforme necessarie per restaurare la pace nel paese e mantenere la democrazia»; è dichiarato lo stato di emergenza per le molte proteste popolari antigovernative; Desalegn rimane al potere fino alla fine del processo di transizione; 5 marzo: sciopero di tutti i negozianti ad Addis Abeba e nelle zone attorno alla capitale per protestare contro l’introduzione dello stato di emergenza dopo le dimissioni del primo ministro.

 

(Aggiornato al 6 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica federale democratica d’Etiopia
Superficie
: 1.104.300 km2
Capitale
: Addis Abeba
Lingue
: amharico (29,3% - ufficiale), oromo (33,8% - ufficiale regionale), somali (6,2), tigrino (5,9% - ufficiale regionale), sidamo (4%), wolayitigna (2,2%), guaragigna (2%), hadiyigna (1,7%), affarigna (1,7%), gamogna (1,5%), altre (11,7%), inglese (ufficiale) insegnato nelle scuole, arabo (ufficiale)
Sistema politico
: repubblica federale parlamentare

Indipendenza: la più antica nazione africana (almeno 2.000 anni)
Capo dello stato
: Mulatu Teshome Wirty (dall 7 ottobre 2013)
Primo ministro
: Hailemariam Deslegn (dal 21 settembre 2012; 15 febbraio 2018 ha dato le dimissioni, ma rimane in carica fino al termine del processo di transizione)
Religioni
: copto ortodossi 43,5%, musulmani (33,9%), protestanti 18,6%, cattolici (0,7%), seguaci delle religioni tradizionali 4,3%

 


Popolazione

Abitanti: 105,350.000 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: oromo (34,4%), amhara (27%), somali (6,2%), tigrini (6,1%), sidamo (4%), gurgi (2,5%),  welaita (2,3%), hadiya (1,7%), afar (1,7%), gamo (1,5%), gedeo (1,3%), altri (11,3%)
Crescita demografica annua
: 2,85% (2017)
Tasso di fertilità
: 4.99 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 20,4% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 59/1.000
Speranza di vita
: 62,6 anni
Analfabetismo
: 50,9%
Prevalenza Hiv
: 1,1%
Accesso a servizi sanitari adeguati: 28,2%
Accesso all’acqua potabile
: 57,3%

 


Economia

30% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano
: 0,396 (173° su 187 paesi)
Prodotto interno lordo
: 79,7 miliardi di dollari (195,8 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 756 dollari (2.100 a parità di potere d’acquisto nel 2917)
Crescita economica annua
: 8,5% (stime 2017)
Inflazione
: 8,1% (stime 2017)
Risorse naturali: piccole riserve di oro, platino, rame, potassa, gas naturale; energia idroelettrica
Prodotti agricoli
: cereali, verdure, caffè, semi oleosi, cotone, canna da zucchero, patate, chat, fiori; pelli; bovini e ovini; pesce
Esportazioni
: caffè, verdure, fiori recisi, chat, oro, prodotti di cuoio e pelle, carni, animali vivi; semi oleosi (per 3,07 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: cibo, animali vivi, greggio e prodotti petroliferi, prodotti chimici, macchinari, veicoli, cereali, tessili (per 16,76 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 29,09 miliardi di dollari (fine 2017)

Le 10 crisi di sfollati più trascurate al mondo

Oggi gli abitanti di Goma, nell’est dell’Rd Congo, sono stati costretti a scappare dalle loro abitazioni per i terremoti e la lava generati dall’eruzione...

Etiopia e Sudan: venti di guerra su al-Fashaga

Nel già tormentato Corno d’Africa un’altra crisi potrebbe presto trasformarsi in conflitto aperto. Cresce infatti velocemente la tensione tra Sudan ed Etiopia per la...

Etiopia. Scontri tra oromo e amhara: conflitto interetnico o violenza opportunistica?

Nel mese di aprile sono proseguiti gli scontri nello stato regionale dell’Amhara e, in particolare, nella Zona Speciale di Oromia, un’unità amministrativa a statuto...

Etiopia: il patriarca copto denuncia un genocidio nel Tigray

Venerdì scorso, 7 maggio, mentre il parlamento etiopico decideva di bollare come movimenti terroristici il Tplf (Fronte popolare per la liberazione del Tigray, il...

“In Tigray situazione grave, serve pace e riconciliazione”

La crisi etiopica non fa più notizia. Sono passati ormai sei mesi da quando, all’inizio dello scorso novembre, il primo ministro Abiy Ahmed ha...

Le mezze verità di Abiy Ahmed

Martedì 23 marzo, dopo quattro mesi e mezzo di guerra civile nel Tigray durante i quali aveva negato duramente l’evidenza dei fatti, il primo...

Etiopia: confini della discordia

Nel 2019, il neo-primo ministro Abiy Ahmed dava il proprio imprimatur al primo gesto di rottura con l’ordine etnico-federale ereditato dal precedente governo. La...

“Tigray, dilaga la disinformazione”

Le truppe etiopiche ed eritree sono responsabili di possibili «crimini di guerra e crimini contro l'umanità» nella regione etiopica del Tigray. Lo ha dichiarato...

Etiopia: alla ricerca di nuovi equilibri

Si possono citare tantissimi esempi per indicare cosa accade alla fine di un regime. Nel caso dell’Etiopia, ha evitato di trovarsi con un vuoto...

Eritrea nella crisi etiopica: parla Afwerki

Il 18 febbraio scorso il presidente eritreo Isaias Afwerki ha rilasciato un’intervista alla televisione di stato, EriTV, scatenando i commenti degli eritrei nella diaspora...

Giornalisti nel mirino

Il 29 gennaio l’Unione Africana ha lanciato una piattaforma informatica per tracciare e monitorare le minacce nei confronti dei giornalisti con lo scopo di...

Tigray, i lati oscuri del conflitto

Secondo i dati dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, sono ormai almeno 60mila i profughi del Tigray arrivati nei campi del Sudan orientale. La...

Il Corno a pezzi

Nel Corno d’Africa e dintorni il 2020 si chiude tra tensioni crescenti destinate a protrarsi nel 2021 e probabilmente molto oltre. Fronte Etiopia Nelle ultime settimane...

Nel Tigray un conflitto di portata regionale

Come largamente previsto, la crisi etiopica ha ormai assunto preoccupanti dimensioni regionali. Secondo voci credibili diffuse nei giorni scorsi attraverso i social network, Twitter...

La rivincita di Asmara

Il coinvolgimento dell’Eritrea nella crisi etiopica si chiarisce di giorno in giorno, con l’emergere di notizie provenienti da fonti diverse, nonostante il black out...

Etiopia, la crisi si aggrava

In meno di due settimane la crisi etiopica è diventata una crisi regionale che coinvolge l’Eritrea e il Sudan, mette in gioco la sicurezza...

Etiopia, venti di guerra civile

Le tensioni tra il governo centrale di Addis Abeba e il governo dello stato federale del Tigray si sono ormai trasformate in venti di...

Etiopia – Eritrea, insieme contro il Tigray

Il presidente eritreo Isaias Afwerki è stato in visita ufficiale in Etiopia nei primi tre giorni di questa settimana. Era la sua seconda visita...

Un voto destabilizzante

Mercoledì 9 settembre nel Tigray, uno degli stati della federazione etiopica - Federal democratic republic of Ethiopia è il nome ufficiale del paese –...

Etiopia, le radici profonde della crisi

Resta alta la tensione nel paese, teatro di una profonda crisi politica e sociale innescata dalla decisione del parlamento di posticipare al prossimo anno...

Gerd: a un passo da una crisi regionale

Mentre nella regione si attende una stagione delle piogge particolarmente abbondante, sembra che si siano arenate un’altra volta le trattative per accordarsi su diversi...

Africa, compromesso tra Covid-19 e processi democratici

Lo scorso 31 marzo, l’annuncio della commissione elettorale etiopica ha agitato le acque politiche ad Addis Abeba. Le elezioni parlamentari, programmate per il 29...

Quell’incontro a sorpresa carico di ombre

Mentre il mondo intero se ne sta prudentemente fermo per contrastare la diffusione della pandemia Covid-19, lo scorso 3 maggio, a sorpresa, il presidente...

Razzie di bestiame: da pratica tradizionale a crimine transnazionale

I paesi del Corno e dell’Africa Orientale sono tra i piú instabili del continente a causa di conflitti a diversi livelli e gradi di...

Locuste, la lotta della Fao contro gli sciami

All’inizio del 2020 il Corno d’Africa è stato investito dalla peggiore infestazione di locuste del deserto (Schistocerca Gregaria) mai registrata negli ultimi 60-70 anni...

Coronavirus, profughi e rifugiati a rischio

Rispetto alla Cina e ai paesi europei, il Sars-CoV-2  è arrivato più tardi in Africa, ma il ritmo della sua diffusione sta aumentando rapidamente...

Una seconda invasione di locuste devasta l’Africa orientale

Da giorni sui giornali dei paesi dell’Africa orientale l’allarme per il diffondersi del coronavirus si accompagna a quello per una nuova invasione di locuste...

Lotta per l’acqua

La disputa tra Etiopia ed Egitto sul controllo delle acque del Nilo è ancora aperta nonostante numerosi tentativi di mediazione. L’attuale negoziato, iniziato alla...

Si estende la piaga delle locuste

Africa Orientale Sempre più allarmanti le informazioni sull’infestazione di locuste del deserto che sta devastando diversi paesi del Corno e dell’Africa Orientale e potrebbe estendersi...

Respingere a fondo

Rapporto Oxfam Italia A poco più di quattro anni dal vertice della Valletta, Oxfam Italia pubblica un report sul Fondo fiduciario di Emergenza Ue per...