Ghana

1300: giungono gli akan (o ashanti), provenienti dal nord, e si stabiliscono nelle selve del centro, dove formano stati tributari del potente regno fanti di Denkyira, che domina le coste. 15° secolo: gli ashanti entrano nei circuiti commerciali della regione (oro e schiavi). 1482: i portoghesi costruiscono forti lungo il litorale; anche olandesi, inglesi e danesi si fanno concorrenza per accaparrarsi il controllo del mercato dell’oro e degli schiavi.

Con la fine dello schiavismo, i britannici firmano trattati con i capi locali e trasformano i forti in postazioni di dogana; gli ashanti traggono profitto da questa situazione e la loro capitale, Kumasi, fiorisce.

Le guerre anglo-ashanti (1806-1816, 1825-1828, 1873-1874) si concludono con il saccheggio britannico di Kumasi.

1874: Londra trasforma il territorio fanti in colonia (Costa d’Oro). 1895: i territori del nord sono protettorato britannico. 1896: nuova guerra anglo-ashanti; Kumasi è rasa al suolo.

 

1902: il regno ashanti è annesso alla colonia. 1925: elezioni per il primo Consiglio legislativo. 1946: Londra concede ad alcuni funzionari africani l’accesso ai governi locali. 1947, agosto: nasce il primo partito, la United Gold Coast Convention (Ugcc), fondato da J. B. Danquah; Kwame N’Krumah torna dai suoi studi in America e Gran Bretagna, e diventa un esponente del partito. 1948: prolungate rivolte, dopo che la polizia coloniale britannica ha ucciso 3 veterani della Seconda guerra mondiale, durante una marcia di protesta dei reduci di guerra per chiedere una compensazione per il loro servizio; l’evento diventa una pietra miliare nella lotta per l’indipendenza; N’Krumah e altri leader dell’Ugcc sono arrestati dal governo coloniale; l’arresto non fa che aumentare la popolarità di N’Krumah; rilasciato poco dopo, N’Krumah diventa segretario dell’Ugcc, 1949, giugno: N’Krumah rompe ufficialmente con l'Ugcc e dà vita al Partito della Convenzione del Popolo (Cpp).

 

1950, gennaio: N’Krumah proclama un grande sciopero (con dimostrazioni) che coinvolge tutto il paese, detto “Positive Action” (azione concreta): l’idea è di seguire l’esempio di Ghandi in India; alcuni tumulti che accompagnano lo sciopero danno al governo coloniale la scusa per arrestare nuovamente N’Krumah.

 

1951, 1° gennaio: è promulgata la nuova costituzione, che il Cpp critica, sia perché esso ha chiesto il pieno autogoverno, sia perché ancora una volta si privilegia la rappresentanza attraverso le élite tradizionali; febbraio: il Cpp partecipa alle elezioni; il nuovo governatore britannico, Sir Charles Alden, consente a N’Krumah, che è ancora in carcere, di competere per un seggio all’Assemblea; l’esito delle votazioni è un trionfo per N’Krumah; l’Ugcc si scioglie; il governatore rilascia N’Krumah e lo nomina “responsabile degli affari governativi”. 1952, N’Krumah è nominato primo ministro; una delle prime sue mosse è di modificare la costituzione, trasformando l’Assemblea legislativa in una camera interamente eletta a suffragio universale.

 

1954: le nuove elezioni danno ancora una netta vittoria del Cpp; N’Krumah ribattezza il suo paese Ghana. 1955: N’Krumah è protagonista della Conferenza di Bandung (dove nasce il Movimento dei Paesi non allineati). 1957, 6 marzo: indipendenza; N’Krumah è primo ministro; il Ghana è il primo paese africano a scrollarsi di dosso il giogo coloniale, e diventa il modello ispiratore per tutti i movimenti di liberazione nel continente. 1960: il paese si proclama repubblica e N’Krumah è presidente. 1964: il Ghana diventa uno stato a partito unico, d’ispirazione socialista.

 

1966: N’Krumah è defenestrato da militari filo-britannici; tecnici russi e cinesi sono espulsi. 1969: la nuova costituzione facilita il trasferimento del potere a un governo di civili, guidato da Kofi Busia. 1972: N’Krumah muore a Bucarest; il col. Ignatius Acheampong destituisce Busia e vara una politica agraria; resiste a otto tentativi di golpe, ma non ha successo sul piano economico.

 

1977: scoppia la cosiddetta “rivoluzione della classe media”. 1978: Acheampong è costretto a dimettersi; gli succede il gen. William Frederick Akuffo. 1979, giugno: il tenente Jerry Rawlings depone Akuffo e lo fa fucilare assieme ad Acheampong; settembre: Rawlings cede il potere a Hilla Limann, leader del Partito popolare nazionale (Ppn), filo-N’Krumah, che ha vinto le elezioni; 1° ottobre: Limann presta giuramento come presidente, sostenuto dal Consiglio rivoluzionario delle forze armate; il nuovo governo tenta di uscire dalla crisi economica, accettando gli orientamenti del Fondo monetario internazionale (Fmi): limita drasticamente le importazioni e riduce il potere d’acquisto dei salari; l’inflazione supera il 140% e l’economia ristagna.

 

1981, 30 dicembre: colpo di stato di Rawlings. 1982: il nuovo uomo forte vara una campagna contro la corruzione nell’amministrazione pubblica e promette una “rivoluzione per la giustizia sociale”. 1983: Rawlings adotta la linea di austerità richiesta dal Fmi e dalla Banca mondiale (politica di libero mercato, abolizione dei sussidi stati e del controllo dei prezzi, privatizzazione delle imprese, svalutazione della moneta) e riceve prestiti internazionali. 1987: 43mila dipendenti pubblici sono licenziati. 1989: crollo dei prezzi dei prodotti di esportazione; nuovi prestiti internazionali.

 

1990: Rawlings inizia un programma di democratizzazione. 1991, giugno: elezione dei 260 membri dell’assemblea consultiva per la stesura della nuova costituzione; dicembre: Amnesty International denuncia la repressione sistematica degli oppositori. 1992: un referendum approva la nuova costituzione, che introduce il multipartitismo; novembre: alle elezioni presidenziali Rawlings ottiene il 58,3% dei voti; dicembre: alle elezioni parlamentari – cui non partecipa l’opposizione – i tre partiti che appoggiano il presidente conquistano 197 dei 200 seggi disponibili in parlamento.

 

1993, gennaio: Rawlings presta giuramento come presidente. 1994: scontri interetnici (tra konkomba e nanumba) per questioni di terre causano 1.000 morti e lo sfollamento di 150mila persone nella Regione Settentrionale; giugno: sette gruppi etnici coinvolti nelle violenze firmano un accordo di pace. 1995: nuovi scontri etnici al nord (100 morti) e il governo impone il coprifuoco. 1996: Rawlings è riletto presidente. 1999, agosto: studenti manifestano contro il governo; università chiusa.

 

2000, dicembre: John Kufuor, alla testa del Nuovo partito patriottico (Npp), vince le presidenziali, battendo il vicepresidente John Atta Mills, sostenuto da Rawlings. 2001, febbraio: il governo rimuove i sussidi sui carburanti e il prezzo della benzina aumenta del 60%; aprile: il Ghana accetta uno schema di riduzione del debito proposto dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale; maggio: lutto nazionale, dopo la morte di 126 persone in uno stadio.

 

2002, aprile: ancora scontri interetnici; dichiarato lo stato di emergenza nel nord (fino all’agosto 2004); maggio: Kufuor inaugura la Commissione per la riconciliazione nazionale, incaricata d’indagare sulle violazioni dei diritti umani durante i 22 anni di dittature militari. 2003, maggio: il Fmi garantisce al Ghana 258 milioni di dollari per programmi di riforma economica; ottobre: il governo approva la fusione di due compagnie minerarie, creando un nuovo gigante dell’estrazione dell’oro.

 

2004, febbraio: Rawlings si presenta davanti alla Commissione per la riconciliazione nazionale per testimoniare; ottobre: un gruppo di personalità militari sono arrestate perché sono sospettate di voler destabilizzare il governo alla vigilia delle elezioni; dicembre: alle elezioni presidenziali Kufuor ottiene un secondo mandato.

 

2005, aprile-maggio: arrivano migliaia di rifugiati dal Togo, dove sono scoppiate violenze politiche. 2006, aprile: un battello si capovolge nel Lago Volta, con oltre 100 vittime; il primo ministro cinese Wen Jiabao, in giro per l’Africa in cerca di risorse energetiche, visita il Ghana e promette 66 milioni di dollari per progetti di sviluppo. 2007, marzo: il paese celebra il 50° d’indipendenza; giugno: annunciando la scoperta di giacimenti petroliferi off-shore (riserve di 3 miliardi di barili), Kufuor promette che il Ghana diventerà una “tigre africana” in termini di economia; settembre: grandi inondazioni (le peggiori in 30 anni) devastano i raccolti.

 

2008, dicembre: il leader dell’opposizione, John Atta Mills, vince le elezioni presidenziali e diventa presidente. 2009, luglio: il presidente americano Barack Obama visita il Ghana; il paese si garantisce dal Fmi un prestito di 600 milioni di dollari in tre; ottobre: controversia sulla vendita della compagnia nazionale delle telecomunicazioni, Ghana Telecom, presumibilmente a meno di quanto è il suo valore. 2010, dicembre: inizia la produzione di petrolio.

 

2011, luglio: John Atta Mills ottiene dal Congresso democratico nazionale la candidatura per le elezioni del 2012, sconfiggendo Nana Konadu-Rawlings, moglie dell’ex presidente; la compagnia britannica Tullow Oil dice che investirà 4 miliardi di dollari per sviluppare i campi petroliferi off-shore.

 

2012, giugno: migliaia di persone sono sfollate nell’est del paese per le violenze scoppiate in seguito all’esumazione del corpo di un leader religioso musulmano; luglio: Mills muore e John Dramani Mahama – esperto di comunicazioni, storico e scrittore – diventa capo di stato ad interim; settembre-ottobre: la Costa d’Avorio chiude le sue frontiere con il Ghana per due settimane, dopo violenti attacchi a posti di blocco per mano di esiliati camerunesi, ritenuti sostenitori del presidente Laurent Ggbagbo (destituito); dicembre: il presidente Mahama vince le elezioni presidenziali.

 

2013, giugno: le autorità arrestato centinaia di cinesi e di altri immigranti impiegati in miniere d’oro illegali: il governo dichiara di aver deportato nel 2013 4.700 cercatori d’oro illegali, per lo più cinesi; agosto: la corte suprema rigetta l’appello del partito d’opposizione, il Nuovo partito patriottico (Npp), contro l’elezione di Mahama nel dicembre 2012; dicembre: il Ghana accusa la Costa d’Avorio di aver inviato nel proprio territorio squadre speciali per rapire o uccidere rifugiati ivoriani, accusati di essere stati sostenitori dell’ex presidente ivoriano Laurent Gbagbo; la Costa d’Avorio nega.

 

2014, marzo: una corte giapponese condanna il ministero della giustizia ivoriano a pagare 50mila dollari alla famiglia di Abubakar Awadu Surai, un ghaneano deportato con la forza dal Giappone e soffocato sull’aereo che lo trasportava in patria; giugno: i giocatori della nazionale ghaneana, in Brasile per la Coppa del Mondo di calcio, si rifiutano di giocare contro il Portogallo, se non riceveranno i soldi promessi; 3 milioni di dollari vengono subito inviati; il presidente Mahama licenzia il ministro dello sport e il suo vice per la deludente prestazione della squadra nazionale durante la Coppa; luglio: almeno 2.000 ghaneani che hanno seguito la squadra in Brasile chiedono asilo politico al governo di Brasilia; in patria, migliaia di dimostranti scendono per le strade manifestando contro il governo, accusato di aver cattiva gestione dell’economia nazionale.

 

2015, ottobre-dicembre: almeno 29 i magistrati licenziati o sospesi, dopo che un’inchiesta giornalistica, condotta dal giornalista Anas Aremeyaw Anas, ha svelato un sofisticato sistema di tangenti.

 

2016, agosto: aperti tre nuovi pozzi petroliferi off-shore; settembre: un rapporto della Ecobank dice che il Ghana potrebbe diventare il quarto produttore di petrolio in Africa entro il 2020; dicembre: alle elezioni presidenziali, vince il candidato del Nuovo partito patriottico, Nana Akuko-Addo.

 

2017, gennaio: il nuovo presidente presta giuramento; settembre: il Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) di Amburgo pone fine all’annosa disputa sul confine marittimo tra Ghana e Costa d’Avorio; ottobre: i due paesi creano una commissione mista con l’incarico di implementare la decisione dell’Itlos (grazie alla sentenza, il Ghana ottiene di fatto il via libera per avviare nuove attività esplorative).

 

2018, febbraio: un rapporto della Banca Mondiale pone l’economia del Ghana al settimo posto nell’Africa subsahariana (45 miliardi di dollari) e ne prevede una espansione dell’8,3% nel 2018 (la più alta del continente); il presidente Akufo-Addo dice di non vedere alcun motivo per chiedere nuovi aiuti al Fmi.

 

(Aggiornato al 10 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica del Ghana
Superficie: 238.533 km2
Capitale: Accra (2,3 milioni di abitanti)
Lingue: ashanti (16%) ewe (14%), fanti (11,6%), boron (4,9%), dagomba (4,4%), dangme (4,2%), dagarte (3,9%), kokomba (3,5%), akyem (3,2%), ga (3,1%), akuapem (2,9%), altre (incluso l’inglese, ufficiale) (38,3%)
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 6 marzo 1957 (dal Regno Unito)
Capo dello stato e del governo: Nana Addo Dankwa Akufo-Addo (dal 7 gennaio 2017)
Religioni: cristiani, 71,2% (pentecostali/carismatici, 28,3%; protestanti, 18,4%, cattolici, 13,1%, altri 11,4%), musulmani (17,6%), seguaci delle religioni tradizionali (5,2%); altri (6,1%)

 


Popolazione

Abitanti: 27.500.000 (stime 2017)
Gruppi etnici: akan (47,5%), mole-dagbon (16,6%), ewe (13,9%), ga-dangme (7,3%), gurma (5,7%), guan (3,7%), grusi (2,5%), mande-busanga (1%), altri (1,6%)
Crescita demografica annua: 2,17% (stime 2017)
Tasso di fertilità: 4 bimbi per donna (2017)
Popolazione urbana: 55,3%
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 61,6/1.000
Speranza di vita: 67 anni
Analfabetismo: 23,4%
Prevalenza Hiv: 1,6% (stime 2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati: 14,9%
Accesso all’acqua potabile: 88,7%

 


Economia

25,2% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,579 (139° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo: 45,55 miliardi di dollari (130,2 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo: 1.700 dollari (4,600 a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua: 5,9% (2017 – prospettive per il 2018: 8,3%)
Inflazione: 11,8% (2017)
Risorse naturali: oro, argento, petrolio, legname, diamanti industriali, bauxite, manganese, sale, calcari; pesce, caucciù, energia idroelettrica
Prodotti agricoli: cacao, riso, caffè, cassava, arachidi, granturco, banane; legname
Esportazioni: petrolio, oro, cacao, legname, tonni, bauxite, alluminio, manganese, diamanti, prodotti ortofrutticoli (per un valore 12,16 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni: macchinari, greggio e prodotti petroliferi, cibo (per un valore di 12,73 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero: 23,1 miliardi di dollari (fine 2017)