Malawi

1480: gruppi etnici di origine bantu uniscono i propri minuscoli “stati” nella Confederazione di Maravi, che, al suo apogeo, giunge a inglobare, oltre al territorio dell’attuale Malawi, parti degli attuali Mozambico e Zambia. 17° sec.: giungono i primi esploratori portoghesi dalla costa dell’odierno Mozambico. 1790-1860: cresce drammaticamente la tratta schiavista. 1835-40: gli ngoni, zulu sfuggiti al controllo del re Shaka, si spingono fino alle rive del Lago Nyassa (oggi, Lago Malawi), dando inizio a 60 anni di guerra contro i chewa e gli yao. 1859: lo scozzese David Livingstone esplora la regione, aprendo la strada a missionari, avventurieri e commercianti europei. 1878: inizia la colonizzazione con l’arrivo della Livingstonia Central African Mission Company, società scozzese che mira a sviluppare una rete fluviale nell’Africa centrale per introdurvi il commercio.

 

1891: Londra dichiara il territorio a ovest del Lago Nyassa protettorato britannico. 1892: nasce il Protettorato britannico dell’Africa Centrale. 1893: aumenta il numero dei mercanti e coloni europei, a cui Londra offre vaste aree per iniziarvi piantagioni di caffè; gli africani sono sottoposti a lavori forzati; cresce l’opposizione nera. 1907: il protettorato britannico diventa Nyassaland. 1915: il pastore protestante (un battista), John Chilembwe, organizza la prima rivolta contro l’occupazione britannica; uccisi alcuni manager di tenute bianche; la sommossa è prontamente sedata con la forza e Chilembwe è ucciso dalla polizia. 1944: un gruppo di nazionalisti fonda il Congresso africano del Nyassaland (Can).

1953, ottobre: nonostante l’opposizione del Can e di numerosi bianchi liberali, Londra decide di includere il Nyassaland nella Federazione della Rodhesia del Nord (oggi Zambia) e della Rodhesia del Sud (oggi Zimbabwe). 1958: Hastings Kamuzu Banda, dopo anni di studio all’estero, torna in patria per mettersi alla guida del Congresso; la gente lo battezza subito “il messia nero”. 1959: violenti scontri tra esponenti del Can e le autorità coloniali; Banda e altri leader neri sono arrestato e il Congresso dissolto; dichiarato lo stato di emergenza; il Can si trasforma in Partito del Congresso del Malawi (Pcm). 1960: Banda, rilasciato dalla famigerata prigione di Gwelo, prende parte ai colloqui sulle riforme costituzionali a Londra. 1961: alle elezioni per l’Assemblea legislativa, il Pcm ottiene il 94% dei voti. 1963: il Nyassaland è territorio autonomo; Banda è primo ministro.

 

1964, 6 luglio: indipendenza; il paese prende il nome di Malawi; Banda è presidente; la costituzione riconosce un solo partito; tutti i movimenti di opposizione sono soppressi e i loro capi messi in prigione o esiliati; ripetuti abusi dei diritti umani. 1971: Banda viene eletto presidente a vita. 1975: la capitale viene spostata da Zomba a Lilongwe. 1978: prime elezioni in 17 anni di indipendenza; i candidati devono appartenere al Pcm e superare un esame di lingua inglese; 90% dei concorrenti sono esclusi.

 

Anni 1980: Banda gestisce da solo governo, partito ed economia (è proprietario del 33% di tutte le imprese); varie personalità politiche sono assassinate; altre, sono gettate in prigione; in 30 anni di tirannia, 250mila persone sono fatte sparire. 1987-88: il Malawi riceve 600mila rifugiati dal Mozambico (dove Banda appoggia la Renamo contro il Frelimo).

 

1992: cresce l’opposizione a Banda, stimolata dalla pubblicazione, in febbraio, di una lettera pastorale in cui i vescovi cattolici condannano apertamente la tirannia; grandi dimostrazioni in tutto il paese; aprile: Chafuka Chihana, dell’Alleanza per la democrazia, è catturato mentre tenta di rientrare in Malawi e solo un’intensa campagna internazionale trattiene Banda dal fucilarlo; maggio: nuova brutale repressione contro i lavoratori tessili in sciopero: 38 morti e 100 feriti; la Banca mondiale congela gli aiuti finanziari; giugno: alle elezioni generali, il Pcm vince tutti i 117 seggi in parlamento; fine anno: trapela la notizia della morte per tortura di Orton Chirwa, del Movimento per la liberazione del Malawi, in prigione dal 1983: per contenere l’indignazione popolare, Banda annuncia un referendum sulla possibilità del multipartitismo.

 

1993: Banda è seriamente malato; giugno: al referendum sul multipartitismo, due terzi dei votanti si esprimono a favore del cambiamento.1994, maggio: Bakili Muluzi, leader del Fronte democratico unito (Fdu), è eletto presidente alle prime elezioni multipartitiche; liberazione dei prigionieri politici; ristabilita la libertà di parola e di stampa; settembre: Banda abbandona l’attività politica.

 

1995, gennaio: Banda è arrestato e accusato dell’assassinio di tre ministri, ma viene prosciolto. 1996, gennaio: il Malawi partecipa, con altre 11 nazioni dell’Africa Australe, ai colloqui per la formazione di un’area di libero commercio. 1997: Banda muore in un ospedale del Sudafrica. 1999: Muluzi è riletto presidente per un secondo, e ultimo, mandato.

 

2000: la Banca mondiale annuncia la cancellazione del 50% del debito estero malawiano. 2001: seria carestia, specie nelle zone rurali; il governo dichiara lo stato di calamità naturale. 2002: il governo è accusato di aver svenduto le scorte di grano al Kenya; riaperta, dopo 20 anni, la linea ferroviaria fino al porto mozambicano di Nacala.

 

2004, maggio: Bingu wa Mutharika, candidato del Fdu, è eletto presidente; il governo dichiara che provvederà farmaci anti-retrovirali gratis agli ammalati di Aids. 2005, gennaio: tre alti esponenti del Fdu si presentano a un incontro con il presidente armati di pistola, sono arrestati e accusati di tradimento, ma sono perdonati da Mutharika; febbraio: il presidente abbandona il Fdu e crea un proprio partito (Partito democratico progressista-Pdp); giugno: il Fdu appoggia una mozione parlamentare per l’incriminazione e la rimozione di Mutharika dalla carica di capo di stato; durante il focoso e violento dibattito in parlamento, il presidente della camera muore di infarto cardiaco; agosto: l’Onu fa appello alla comunità internazionale perché intervenga con aiuti alimentari in favore di circa 5 milioni di malawiani; ottobre: proclamato lo stato di emergenza alimentare; novembre: il ministro dell’agricoltura dice che 5 milioni di malawiani hanno estremo bisogno di cibo.

2006, aprile: il vicepresidente Cassim Chilumpha è arrestato per tradimento; luglio: l’ex presidente Bakili Muluzi è arrestato per corruzione; ottobre: accesa controversia nazionale quando il governo concede alla cantante Madonna il diritto di adottare un bambino malawiano. 2007 maggio: il Malawi comincia a esportare 400mila tonnellate di mais, dopo aver prodotto un surplus nel 2006.

 

2008, gennaio: il paese rompe le relazioni diplomatiche con Taiwan e apre alla Cina; maggio: Mutharika ha accusa Muluzi di complottare contro di lui per deporlo; vari esponenti dell’opposizione e ex responsabili della sicurezza sono arrestati; ottobre: Mutharika è scelto come candidato del partito per le elezioni presidenziali.

 

2009, maggio: Mutharika sconfigge John Tembo (schierato con Bakili Muluzi) alle elezioni presidenziali; l’alta corte respinge le accuse di brogli elettorali mosse da Bakuli contro Mutharika. 2010, gennaio: presidenza malawiana dell’Unione africana; maggio: una coppia è imprigionata per aver contravvenuto alla legge contro l’omosessualità (in seguito alla condanna da parte dell’opinione mondiale, il presidente perdona i due e li libera); luglio: surplus di cibo, ma mancano fondi per distribuirlo; 700mila soffrono la fame; agosto: adottata la nuova bandiera nazionale; le elezioni locali (attese da 10 anni) vengono posposte per l’ennesima volta; ottobre: incidente diplomatico con il Mozambico, dopo il sequestro della prima imbarcazione che ha utilizzato il nuovo canale navigabile che collega il Malawi alle coste mozambicane; novembre: proteste contro la legge che eleva l’età pensionabile dai 55 ai 60 anni (limite superiore all’attuale speranza di vita nel paese).

 

2011, marzo: il presidente Mutharika fa infuriare l’opposizione, quando, nel corso di un comizio elettorale, invita i simpatizzanti del Partito democratico progressista (Pdp) a picchiare coloro che durante il discorso l’hanno fischiato e insultato; maggio: il Malawi espelle Fergus Cochrane-Dyet, l’alto commissario britannico, colpevole di aver accusato il presidente di «gestione autocratica del potere» in un dispaccio diplomatico reso pubblico da WikyLeaks; luglio: 19 persone uccise durante proteste anti-governative; la Gran Bretagna rompe gli aiuti dal Malawi e accusa il governo malawiano di cattiva gestione dell’economia nazionale e di ripetuti abusi dei diritti umani.

 

2012, aprile: Mutharika muore; gli succede di diritto la vicepresidente Joyce Banda; i membri del governo tentano di impedirle di assumere la massima carica, con la scusa che non appartiene al partito di governo; lei si appella all’esercito, che interviene per far rispettare la costituzione; maggio: la presidente svaluta la moneta locale (kwacha) di un terzo, per obbedire al Fondo monetario internazionale; dichiara di voler cambiare la legge che bandisce l’omosessualità nel paese, vende l’aereo presidenziale e l’intero parco macchinea (90 Mercedes) del governo; in due mesi, la nuova leader smantella completamente il precedente regime; giugno: saputo che il presidente del Sudan, Omar El-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale dell’Aia, si sarebbe recato al vertice dell’Unione africana (previsto in Malawi dal 6 all’8 luglio), Joyce Banda fa sapere ai leader africani: «Potete certamente tenere il vertice in Malawi; ma se El-Bashir si azzarderà ad atterrare nel mio paese, lo farò arrestare»; ottobre: il Malawi chiede all’Unione africana di intervenire in una disputa sui confini con la Tanzania, che reclama metà del Lago Malawi, ritenuto ricco di petrolio e gas; novembre: sospesa la legge che criminalizza gli omosessuali.

 

2013, marzo: l’ex ministro degli esteri, Peter Mutharika, fratello dell’ex presidente, e altri 11 personalità di alto profilo sono accusati di tradimento per aver tentato di impedire alla presidente Joyce Banda di succedere a Mutharika; settembre: Paul Mphwiyo, direttore dell’ufficio del budget del Malawi, sopravvive a un attentato; ottobre: la presidente Banda licenzia l’intero governo, accusandolo di corruzione (“cashgate scandal”), e incoraggia l’apertura di un processo contro «gli autori del più grande scandalo finanziario della storia del nostro paese».

 

2014, gennaio: i primi dei 68 imputati, implicati nello scandalo, appaiono in corte; maggio: la coraggiosa Joyce Banda perde le elezioni presidenziali contro il fratello del suo predecessore, Peter Mutharika; la famiglia Matharika è accusata di aver sottratto milioni di dollari dalle casse dello stato e lo stesso Peter di essersi impadronito dei conti all’estero che erano intestati al fratello Bingu; la signora Banda ha tentato di scoprire le malefatte del suo predecessore, ma non c’è riuscita; ha perso le elezioni, classificandosi solo terza; luglio: il Malawi celebra i 50 anni di indipendenza; il presidente Peter Mutharika dice che, «mediamente i malawiani sono più poveri di quanto non lo fossero sotto il governo coloniale»; ottobre: Paul Mphwiyo e sua moglie Thandie sono arrestati, accusati di furto, riciclaggio di denaro e depistaggio delle indagini.

 

2015, aprile: dopo una campagna contro il dilagare dei matrimoni infantili (il Malawi detiene un tasso tra i più alti al mondo), il presidente firma la legge che porta l’età legale per contrarre un matrimonio da 13 a 18 anni.

 

2016, giugno: Amnesty International denuncia una nuova ondata di uccisioni di albini (almeno 65 casi di rapimenti, sparizioni, mutilazioni e uccisioni negli ultimi 24 mesi.

 

2017, giugno: l’Unicef inaugura il primo corridoio aereo al mondo per l’uso di “droni” impiegati per consegne di scorte medicinali;

ottobre: vigilantes uccidono sette persone sospettate di ottenere sangue umano da bere in riti magici (la popolazione, ancora molto superstiziosa e credente nella stregoneria, parla di “vampiri”); l’Onu sposta il suo personale impegnato nelle regioni interessate al fenomeno (nel sud) nella capitale commerciale, Blantyre; la popolazione “si dà alla caccia” dei “vampiri” e ne uccide 9; le forze dell’ordine arrestano 140 persone;  novembre: il Malawi porta a termine un programma di registrazione anagrafica per oltre 9 milioni di cittadini sopra i 16 anni (fino ad ora privi di documenti legali di identità); ampie zone del paese sono senza elettricità e senza acqua, in seguito a un prolungato periodo di siccità.

 

(Aggiornato al 12 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica di Malawi
Superficie: 118.484 km2
Capitale: Lilongwe (900.000 abitanti)
Lingue: inglese (ufficiale), chichewa (57,2%, ufficiale), chinyanja (12,8%), chiyao (10,1%), chitumbuka (9,5%), chisena (2,7%), chilomwe (2,4%), chitonga (1,7%), altre (3,6%)
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 6 luglio 1964 (dalla Gran Bretagna)
Capo di stato e di governo: Arthur Peter Mutharika (dal 31 maggio 2014)
Religioni: cattolici (29%), altri cristiani e sette (20%), musulmani (8%), seguaci delle religioni tradizionali (43%)

 


Popolazione

Abitanti: 19.196.000 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici: chewa (35,1%), lomwe (18,9%), yao (13,1%), ngoni (125%), tumbuka (9,4%), sena (3,5%), tonga (1,8%), nkhonde (0,9%), altri gruppi (1,9%), gruppi di asiatici ed europei
Crescita demografica annua: 3,31% (stime 2017)
Tasso di fertilità: 5,49 figli per donna (2017)
Popolazione urbana: 16,6% (2017)
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 64/1.000
Speranza di vita: 61,7 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 37,9%
Prevalenza Hiv: 9,6% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati: 41%
Accesso all’acqua potabile: 90,2%

 


Economia

50,7% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,476 (170° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo: 6,27 miliardi di dollari (22,47 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo: 330 dollari (1.200 dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua: 4,5% (stime 2017)
Inflazione: 13% (stime 2017)
Risorse naturali: calcari, terre arabili (24% della superficie), risorse idriche; depositi di uranio (non ancora sfruttati), carbone, bauxite
Prodotti agricoli: tabacco, canna da zucchero, cotone, tè, mais, patate, cassava, sorgo, arachidi, noci di macadamia, caffè, ovini, caprini
Esportazioni: tabacco (53%), tè, zucchero, cotone, caffè, arachidi, caffè, soia, legname (1,44 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni: cibo, prodotti petroliferi, semi-manufatti, beni di consumo, mezzi di trasporto (2,39 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero: 2,18 miliardi di dollari (fine 2017)

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