Marocco

681: prima incursione araba sul Marocco. 703: Moussa ibn Noceir s’impadronisce di tutto il paese. 739-740: movimenti di rivolta tra i berberi kharigiti. 789-985: con gli idrissidi, inizia la prima dinastia marocchina. 1055-1147: gli almarovidi unificano il Maghreb e l’Andalusia. 1147-1269: sotto gli almohadi, sviluppo di una brillante civiltà arabo-andalusa. 1269-1465: i merinidi conquistano il potere (con la presa di Marrakech).

 

1415: i portoghesi conquistano Ceuta. 1465-1549: la dinastia degli wattasidi succede a quella dei merinidi. 1666: Mulay Al-Rashid fonda la dinastia degli alawiti. 18° sec.: crisi di successione e rallentamento del commercio con l’Europa. 1860: disputa sul possesso di Ceuta; la Spagna dichiara guerra, vince e aumenta la superficie dell’enclave. 1880: la conferenza di Madrid sancisce la penetrazione economica delle grandi potenze in Marocco. 1884: la Spagna crea un protettorato nelle aree costiere del Marocco.

 

1904: Francia e Spagna si prendono zone di influenza del territorio. 1906: la conferenza di Algeciras pone il Marocco sotto il protettorato di Francia e Spanga. 1907: le truppe francesi sbarcano a Casablanca. 1912: con il trattato di Fez è proclamato il protettorato francese; la Spagna ottiene una zona settentrionale (il Rif, dove si trovano Ceuta e Melilla) e una meridionale (Ifni); il sultano è soltanto un ruolo di immagine. 1921-1926: sollevazione berbera, guidata dall’emiro Abd Al-Karim Al-Khattab; alla fine la sollevazione è soppressa da forze spagnoli e francesi. 1933-1934: la Francia ottiene il controllo sul paese. 1943: viene fondato il partito dell’Istiqlal (indipendenza), sostenuto da Mohammed V. 1953: il sultano è deposto e costretto all’esilio, ma rientra nel 1955.

 

1956: 2 marzo, è proclamata l’indipendenza (la Spagna mantiene le enclave di Melilla e Ceuta). 1957: Mohammed V diventa re del Marocco. 1961, febbraio: muore Mohammed V; marzo: Hassan II succede al padre. 1963: prime elezioni generali. 1965: in seguito ad agitazioni sociali, il re dichiara lo stato di emergenza e sospende il parlamento. 1971: fallisce un tentativo di deporre il re e stabilire la repubblica.

 

1973: nasce il Fronte Polisario (sostenuto dall’Algeria), che rivendica il Sahara Spagnolo, controllato dalla Spagna. 1975, 6 novembre: re Hassan ordina a 350.000 volontari civili di entrare nel Sahara Spagnolo (è la cosiddetta “Marcia verde”); dicembre: la Spagna accetta di lasciare il Sahara Spagnolo (che subito diventa Sahara Occidentale) e di trasferirne il controllo al Marocco e alla Mauritania; l’Algeria obietta e minaccia l’intervento militare; il Marocco occupa il Sahara Occidentale.

 

1976: le truppe marocchine e algerine si scontrano nel Sahara Occidentale; l’Algeria annuncia la creazione della Repubblica araba sahrawi democratica (Rasd) con un governo in esilio; Marocco e Mauritania si spartiscono l’ex colonia spagnola. 1976-1983: guerra tra Marocco e Fronte Polisario; il conflitto dissangua finanziariamente il Marocco.

 

1983: Hassan II s’incontra con il presidente algerino e inizia il “disgelo” tra Marocco e Algeria; il re cancella le previste elezioni per agitazioni politiche e crisi economica. 1984: la Rasd è riconosciuta come membro dell’Organizzazione dell’unità africana (Oua); il Marocco abbandona l’Oua; il Polisario dice di aver ucciso più di 5.000 soldati marocchini dal 1982 al 1985. 1988: ristabilite piene relazioni diplomatiche tra Rabat e Algeri.

 

1991: tregua nel Sahara Occidentale, monitorata dall’Onu, ma lo status del territorio rimane indeciso; numerose violazioni del cessate-il-fuoco; per un decennio si hanno accese dispute sul proposto referendum sul Sahara Occidentale. 1997: per la prima volta, la camera dei deputati viene eletta a suffragio universale. 1998: Abd El-Rahma El-Youssoufi, leader dell’Unione socialista delle forze popolari (all’opposizione), è nominato primo ministro. 1999: Hassan II muore e gli succede Mohammed VI.

 

2001: accordo di cooperazione politico-economica con la Mauritania; novembre: re Mohammed compie un controverso viaggio nel Sahara Occidentale (il primo di un re dopo un decennio). 2002, luglio: Marocco e Spagna accettano una risoluzione, proposta dagli Usa, sulla contesa isola di Perejil; ottobre: Driss Jettou diviene primo ministro; dicembre: il primo colloquio tra Marocco e Spagna sull’isola di Perejil si conclude senza la piena ripresa delle relazioni diplomatiche.

 

2003, gennaio: Casablanca e Madrid si scambiano gli ambasciatori; febbraio: una corte di Casablanca condanna a 10 anni di carcere tre sauditi, membri di Al-Qaida, accusati di aver organizzato nel 2002 un attacco alle navi di guerra americane e britanniche nello stretto di Gibilterra; maggio: 41 morti e numerosi feriti in una serie di attentati terroristici a Casablanca (tra cui uno a un ristorante spagnolo e uno a un centro giudaico). 2004, febbraio: un terremoto scuote il nord del paese (oltre 500 le vittime); riforma del codice della famiglia; luglio: accordi di libero commercio con gli Usa (Washington riconosce il Marocco come un importante alleato fuori della Nato); settembre-ottobre: centinaia di migranti africani prendono d’assalto le frontiere spagnole di Ceuta e Melilla; il Marocco deporta centinaia di migranti illegali; dicembre: la commissione incaricata di investigare gli abusi dei diritti umani sotto il regno di Hassan II parla di 592 persone uccise dal 1956 al 1999.

 

2005, aprile: visita del presidente cinese Hu Jintao e firma di numerosi accordi commerciali. 2006, gennaio: il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero visita Ceuta e Melilla (il primo leader spagnolo in 25 anni a fare una visita ufficiale a questi due territori). 2007, gennaio: cinque sospettati, liberati dalla prigione della base americana di Guantánamo, sono prosciolti dall’accusa di terrorismo da una corte marocchina; aprile: tre attentatori si fanno esplodere in Casablanca, poche settimane dopo un altro attentato in un Internet Cafè; altri due attentati kamikaze davanti agli uffici diplomatici americani di Casablanca; il Marocco presenta alle Nazioni Unite una road map verso l’autonomia del Sahara Occidentale, ma il Polisario rigetta il piano e ne presenta uno suo; giugno: incontri tra governo e Polisario, sponsorizzati dall’Onu a New York, sortiscono un nulla di fatto; settembre: alle elezioni parlamentari il partito conservatore Istiqlal, membro della coalizione di governo, ottiene la maggioranza dei voti; novembre: il re di Spagna, Juan Carlos, visita Ceuta e Melilla, irritando il Marocco, che chiede la restituzione delle due enclave.

2008, febbraio: la polizia arresta 36 persone sospettate di avere connessioni con Adbelkader Belliraj, un belga-marocchino accusato di guidare la ramificazione locale di Al-Qaida; aprile: la polizia spagnola arresta due marocchini ricercati per gli attentati di Casablanca del 2003; nove prigionieri condannati per gli stessi attentati fuggono dalla prigione di Kenitra, a nord di Rabat; maggio: le forze di sicurezza dichiarano di aver smantellato una rete affiliata ad Al-Qaida che pianificava attentati in patria e in Belgio; giugno: una corte condanna 29 persone per aver organizzato incontri illegali e reclutato marocchini per combattere in Iraq; luglio: la polizia arresta 35 persone accusate di reclutare militanti per Al-Qaida in Algeria e Iraq e di pianificare attentati in Marocco; agosto: arrestati 15 sospettati di appartenere al gruppo “Fath al-Andalous”, legato ad Al-Qaida; settembre: visita del segretario di stato americano Condoleezza Rice per discutere di terrorismo, riforme politiche e Sahara Occidentale; Fouad Ali Al-Himma, un consigliere di re Mohammed, forma un’alleanza attorno al nuovo Partito per l’autenticità e la modernità (la nuova formazione ha il potenziale di dominare il parlamento); ottobre: Adbelkader Belliraj, estradato dal Belgio, viene portato in tribunale con l’accusa di aver pianificato l’uccisione di alte personalità; una corte condanna a varie pene detentive 40 persone, ritenute colpevoli dell’attentato all’Internet Café di Casablanca nell’aprile 2007; dicembre: due marocchini, Abdelilah Ahriz e Hicham Ahmidan, sono condannati a 20 e 10 anni di prigione per gli attentati a treni a Madrid nel 2004.

 

2009, febbraio: il leader islamista Saad Housseini è condannato a 15 anni di prigione per gli attentati di Casablanca del 2003 (è ricercato anche in Spagna per gli attentati a Madrid); marzo: il Marocco rompe le relazioni con l’Iran; luglio: Abdelkader Belliraj, ritenuto il leader di Al-Qaida in Marocco, è condannato all’ergastolo con l’accusa di essere capo di un gruppo islamista terroristico e di aver ucciso sei persone in Belgio.

 

2010, agosto: tensioni tra Spagna e Marocco in seguito a incidenti accaduti presso il confine dell’enclave di Melilla; novembre: le forze di sicurezza assaltano un campo nel Sahara Occidentale, provocando dimostrazioni violente nella capitale El-Aiun; dicembre: delegati del Sahara Occidentale, presenti al festival della gioventù in Sudafrica, tentano di sostituire la bandiera del Marocco con un cartello anti-Marocco, provocando disordini.

 

2011, febbraio: migliaia di cittadini prendono parte a dimostrazioni in Rabat e altre città, per chiedere riforme politiche e una nuova costituzione che limiti i poteri del re; nasce il movimento “20 Febbraio”; aprile: 17 persone (per lo più straniere) sono uccise da una bomba in un bar di Marrakech; luglio: re Mohammed ottiene una sorprendente vittoria al referendum sulla nuova costituzione che egli stesso ha proposto per placare le proteste della “primavera araba”; i dimostranti continuano a chiedere maggiori riforme; ottobre: una corte condanna un uomo a morte per l’attentato al bar di Marrakech in aprile; novembre: alle elezioni parlamentari vince il Partito “Giustizia e sviluppo” (Pjd), islamico moderato.

 

2012, gennaio: formato un nuovo governo di coalizione, guidato da Abdelilah Benkirane, leader del Pdj; maggio: decine di migliaia di persone inscenano una manifestazione di protesta, sostenuta dal sindacato, per protestare contro il primo ministro, giudicato incapace di portare avanti le riforme.

 

2013, gennaio: in seguito al suicidio di una 16enne, violentata e costretta a sposare il suo stupratore, il governo sostiene il cambiamento dell’articolo del codice penale che consente a uno stupratore di evitare ogni accusa sposando la ragazza violentata; aprile: il Marocco cancella esercitazioni militari congiunte con gli Usa, reagendo all’appoggio dato da Washington al monitoraggio dei diritti umani nel Sahara Occidentale chiesto dalle Nazioni Unite; il governo marocchino chiede che il monitoraggio sia fatto sugli attacchi alla sua sovranità; luglio: l’Istiqlal, il secondo partito in parlamento (dopo il Partito per la giustizia e lo sviluppo, islamista), ritira il suo sostegno al governo (si dimettono 5 dei suoi 6 ministri), causando una crisi amministrativa; ottobre: il re nomina un nuovo governo (Benkirane II), con l’ingresso del partito Rni (Rassemblement National des Independants) nella nuova maggioranza governativa.

 

2014, febbraio: il Marocco annuncia di aver sospeso gli accordi di cooperazione giudiziaria con la Francia in una crescente disputa diplomatica emersa dopo le accuse di torture e abusi dei diritti umani formulate da una ong francese contro il servizio di intelligence marocchino, accusando il suo capo, Abdellatif Ammouchi, di complicità in tortura; maggio: l’alto commissario delle Nazioni Unite, in visita in Marocco, invita il Marocco a rispettare maggiormente i diritti umani; Madrid dice che migliaia di migranti hanno tentato di entrare in Spagna attraverso l’enclave di Melilla; ottobre: il Marocco convoca l’ambasciatore algerino, in seguito a uno scontro a fuoco alla frontiera tra le due nazioni (chiusa dal 1994); novembre: dopo il rifiuto del Marocco di ospitare la Coppa d’Africa per i timori legati al virus “ebola”, la Caf (Federazione continentale africana) esclude la squadra nazionale marocchina dall’edizione 2015 della Coppa (giocata in Guinea Equatoriale dal 17 gennaio all’8 febbraio).

 

2015, febbraio: dopo che centinaia di migranti hanno tentato di forzare la rete metallica per entrare in Melilla, le autorità governativi distruggono un campo improvvisato presso l’enclave spagnola; marzo: i servizi di sicurezza marocchini annunciano di aver smantellato una rete di militanti appartenenti allo Stato Islamico.

 

2016, marzo: il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, descrive l’annessione del Sahara Occidentale da parte del Marocco come «occupazione»; come reazione, Rabat espelle oltre 80 funzionari Onu presenti operanti nel territorio occupato; agosto: per la prima volta, re Mohammed VI fa appello ai sudditi della diaspora (5 milioni) di diventare «paladini dell’Islam, della tolleranza e della pace»; settembre: secondo le cifre diffuse dal ministero che si occupa dei residenti all’estero e delle migrazioni, dal 2013 ad oggi, il Marocco ha accolto oltre 23mila immigrati (le domande depositate negli uffici sono state 27.449 e di queste l’85,53% hanno avuto l’approvazione); iniziano le consultazioni informali per la Conferenza sul clima: a Skhirat, delegati stranieri e rappresentanti dei paesi che prenderanno parte a COP22 fissano le priorità per l’avvio dei lavori che si terranno a Marrakech dal 7 al 18 novembre; ottobre: il partito il Partito “Giustizia e sviluppo” (Pjd) stravince le elezioni parlamentari e il re sceglie il suo leader, Abdelilah Benkirane per un altro incarico di primo ministro; ottobre-novembre: Mouhcine Fikri, pescivendolo 30enne, è stato da alcuni agenti della polizia nella città di El Hoceima, nel nord del Marocco, nella serata del 28 ottobre; la pesca del tipo di pesce che vendeva non è permessa in questo periodo dell’anno ed quindi non è adatta alla consumazione; gli agenti prendono la merce e la gettano in un compattatore di rifiuti; cercando di opporsi, Fikri si getta nella macchina e si fa triturate; la scena viene ripresa e molto presto fa il giro di tutte le reti social: migliaia di marocchini scendono in strada a Al-Hoceima, ma anche a Rabat, Casablanca e in altre città del paese per chiedere “giustizia per il martire”; il re chiede un inchiesta; dal 2011 sono stati numerosi i casi di suicidi per “ingiustizie sociale”, e ogni volta, le autorità hanno promesso l’apertura di un’indagine, ma senza comunicarne i risultati.

 

2017, marzo: il re Mohammed licenzia Abdelilah Benkirane dalla carica di primo ministro per non essere riuscito a formare un governo di colazione; il re sceglie come suo successore Saad-Eddine El-Othmani, ex ministro degli esteri; maggio: nuova ondata di dimostrazioni in Al-Hoceima, nel nord, motivate da diverse rivendicazioni sociali e relative allo sviluppo locale; luglio-agosto: continua la contestazione di natura socio-economico (si sta perpetuando da oltre 9 mesi) ed è duramente repressa dal governo di Rabat; dicembre: il Marocco registra un record nel numeri di turisti nel 2017 (oltre 11 milioni; +10% rispetto al 2016),

 

2018, 25 gennaio: grande folla accorsa davanti a una corte di Rabat dove sono giudicati 4 giornalisti, accusati di aver pubblicato notizie ritenute confidenziali; febbraio: la polizia di Casablanca arresta Taoufiq Bouacrine, 49enne direttore del giornale Akhbar al-Yaoum, noto per i suoi editoriali molto critici nei confronti delle autorità; in corte, il giornalista viene accusato di “violenza sessuale”, ma il suo avvocato nega: «Il suo arresto è stato troppo plateale, e ciò prova che non si tratta di violenza sessuale. Se così fosse, sarebbe stato chiamato ad un confronto con i suoi accusatori… Tutti capiscono che l’arresto è politicaente motivato»; re Mohammed è operato al cuore in una clinica di Parigi.

 

(Aggiornato al 6 marzo 2018)

Nome ufficiale: Regno di Marocco
Superficie
: 446.550 km2
Capitale
: Rabat
Lingue
: arabo (ufficiale), lingue berbere (tamazight – ufficiale –, tachelhit, tarifit), francese (negli affari economici, governativi e diplomatici)
Sistema politico
: monarchia
Indipendenza
: 2 marzo 1956 (dalla Francia)
Capo di stato
: Re Mohamed VI (dal 30 luglio 1999)
Primo ministro
: Saad-Eddine Al-Othmani (dal 17 marzo 2017)
Religioni
: musulmani (99%), cattolici (0,09%), altri cristiani (0,03); giudaismo (0,2%), altri (0,88)

 


Popolazione

Abitanti: 33.985.600 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: arabo-berberi (99,1%), ebrei (0,2%), altri (0,7%)
Crescita demografica annua
: 0,97 (stime 2017)
Tasso di fertilità
: 2,11 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 61,2% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 30,4/1.000
Speranza di vita
: 77,1 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 31,5%
Prevalenza Hiv
: 0,1% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 76,7%
Accesso all’acqua potabile
: 85,4%

 


Economia

Indice di sviluppo umano: 0,647 (123° su 188 paesi)

Prodotto interno lordo: 110,7 miliardi di dollari (300,1 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 3.257 dollari (8.600 dollari a parità di potere d’acquisto)
Crescita economica annua
: 4,8% (2018)
Inflazione
: 0,9% (2017)
Disoccupazione
: 9,3% (2017)
Risorse naturali
: fosfati, materiali di ferro, manganese, piombo, zinco, sale, pesce
Prodotti agricoli
: orzo, grano, agrumi, uve, verdure, olive, bestiame; vino
Esportazioni
: abbigliamento e tessili, automobili, componenti elettrici, prodotti chimici inorganici, transistor, fertilizzanti (fosfati), prodotti petroliferi, minerali grezzi, frutta, verdure, pesce (18,64 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: greggio, fibre tessili, equipaggiamento per telecomunicazioni, grano, gas, elettricità, transistor, plastiche (39,64 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 45,72 miliardi di dollari (fine 2017)

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