Maurizio

10° sec.: commercianti fenici, malesi, swahili e arabi visitano l’isola (chiamata Dina Robini dagli arabi), ma non si stanziano. 1498: esploratori portoghesi, continuando il viaggio di Vasco da Gama oltre il Capo di Buona Speranza, s’imbattono nell’isola. 1510: il navigatore portoghese Pedro Mascarenhas visita l’isola e la battezza Cirné; è usata come porto, ma non come sede permanente. 1598: gli olandesi reclamano l’isola disabitata e la ribattezzano Maurizio, dal nome del principe di Orange e Conte di Nassau. 1638-58: iniziano gli insediamenti olandesi, ma la colonizzazione fallisce. 1664-1710: dopo un secondo tentativo di colonizzazione, gli olandesi si ritirano definitivamente; l’isola è frequentata solamente da pirati.

 

1715: la Compagnia francese delle Indie Orientali reclama l’isola per la Francia e la chiama Isola di Francia. 1721-67: comincia l’insediamento; Port Louis è usata come base da cui partire per attaccare i britannici in India. 1767: la Compagnia vende Maurizio e il controllo dell’isola passa al governo di Parigi. 1796: i coloni rompono con la madrepatria, quando Parigi tenta di abolire la schiavitù.

 

1810: forze britanniche sbarcano sull’isola, dopo aver sconfitto i francesi nella battaglia di Cap Malheureux. 1812: il colonnello Edward Draper crea il primo ippodromo nell’emisfero sud (il secondo più antico del mondo). 1814: le isole di Maurizio, Seicelle e Rodrigues sono cedute alla Gran Bretagna, con il Trattato di Parigi. 1834: i britannici aboliscono la schiavitù. 1835: introdotto il lavoro forzato; nei successivi decenni (1834-1910), oltre 450.000 lavoratori indiani saranno importati nelle piantagioni di canna da zucchero (158.000 faranno ritorno in patria). 1847: il governatore di Mauritius fa produrre i primi due francobolli della colonia britannica; l’orologiaio incaricato fa un errore, stampando “Post Office” invece di “Post Paid” su entrambi i tipi di francobolli da 1 penny e 2 pence; la maggior parte dell’inziale tiratura di 200 esemplari è comunque venduta (oggi ne rimangono solo 27 pezzi; nel 1993 fu venduto il francobollo da 1p per 1.072.260 dollari, quello da 2p per 1.148.850 dollari, mentre l’unica busta conosciuta affrancata con entrambi i francobolli fu venduta per 3.800.000 dollari). 1866-68: un’epidemia di malaria uccide oltre 40.000 persone, dopo una introduzione accidentale della zanzara anofele. 1876: la rupia indiana diventa la moneta ufficiale.

 

1910: abolito il lavoro forzato. 1912: Mahatma Gandhi visita l’isola. 1926: il primo indo-mauritano eletto nel consiglio di governo. 1936: il creolo Maurice Curé fonda il Partito laburista mauritano (Plm). 1937: scoppiano disordini popolari per chiedere condizioni economiche migliori e una partecipazione nel governo. 1942: Donald MacKenzie-Kennedy diventa governatore e introduce un comitato consultivo che include i rappresentanti di tutte le comunità presenti sull’isola. 1948: la nuova costituzione concede il voto a molti indiani e creoli.

 

1957: introdotto l’auto-governo, con un sistema basato sul modello britannico. 1958: la nuova costituzione concede il voto a chi ha oltre i 21 anni; l’isola è suddivisa in quattro collegi elettorali con un singolo membro ciascuno. 1959: le prime elezioni a suffragio universale sono vinte dal Plm, guidato da Seewoosagur Ramgoolam. 1960: il ciclone “Carol” devasta l’isola e migliaia di persone rimangono senza casa; sommosse popolari. 1964: scontri interetnici tra indù e creoli.

 

1965: conferenza costituzionale celebrata a Londra per discutere sull’indipendenza. 1966: la Gran Bretagna scaccia 2.000 residenti dell’arcipelago delle Chagos, situato nell’Oceano Indiano, di cui molti si rifugiano a Maurizio; Londra cede la proprietà delle Chagos agli Usa per 50 anni e Washington costruisce una base militare sull’isola maggiore, Diego Garcia.

 

1968, 12 marzo: indipendenza dalla Gran Bretagna. 1969: nasce il Movimento militante mauriziano (Mmm), guidato da Paul Bérenger, che si ispira al socialismo. 1971: è creata la prima zona franca, a Port Louis; si sviluppa il settore tessile (dal 1971 al 1977 vengono creati 64mila nuovi posti di lavoro). 1971: l’Mmm, sostenuto dai sindacati, organizza una serie di scioperi; stato di emergenza, che dura fino al 1976, quando l’intera leadership dell’Mmm è imprigionata. 1976: alle elezioni l’Mmm è il partito più votato, ma i laburisti si uniscono a gruppi di minoranza e formano una fragile alleanza di governo. 1979: il ciclone “Claudette” devasta l’isola; il deficit dell’isola è di 111 milioni di dollari e il governo contatta il Fondo monetario internazionale per richiesta di aiuto.

 

1982: l’Mmm, alleato al Partito socialista mauriziano (Psm), ottiene una schiacciante maggioranza; Anerood Jugnauth è primo ministro; il programma di governo dell’alleanza Mmm-Psm promette posti di lavoro, la nazionalizzazione dei settori chiave dell’economia, la riduzione dei legami economici con il Sudafrica e la richiesta al governo degli Usa di restituire l’isola di Diego Garcia; l’aumento dei prezzi del petrolio e la diminuzione del prezzo dello zucchero sul mercato mondiale costringono il governo a ricorrere al Fmi (cinque accordi tra il 1979 e il 1985).

 

1983, agosto: le misure prese provocano una crisi di governo e le elezioni anticipate; l’Mmm è sconfitto; nuovo coalizione di governo con la partecipazione dei laburisti, del Psm e del Partito social-democratico di Maurizio (Psdm) di Gaëtan Duval; i partiti maggioritari sono colpiti da divisioni e sorgono nuovi gruppi politici, come il Movimento socialista di Maurizio (Msm), formato dalla scissione del Psm, guidato da Jugnauth. 1985: Seesowagar Rangoolam, padre della nazione, muore; all’aeroporto di Amsterdam quattro ministri sono arrestati con l’accusa di narcotraffico; l’inchiesta (1986) svela l’implicazione di altri tre membri del parlamento. 1987: altri sei politici accusati di essere coinvolti nel commercio di droga; dicembre: la coalizione Msm, Psdm e laburisti ottiene una vittoria di misura; Jugnauth è rieletto primo ministro; l’Mmm rimane la prima forza di opposizione.

 

1988: in accordo con l’Organizzazione dell’unità africana (Oua), Maurizio torna a rivendicare la restituzione dell’isola di Tromelin (amministrata dalla Francia) e dell’arcipelago della Chagos (scenario delle manovre delle grandi potenze). 1989: apre la prima borsa a Port Luis. 1991, settembre: alle elezioni politiche, l’Msm, al governo, alleato all’Mmm, riesce a mantenere Jagnauth alla carica di primo ministro; dicembre: l’assemblea legislativa approva il passaggio della nazione da monarchia costituzionale (britannica) a repubblica (in seno al Commonwealth).

 

1992, marzo: il primo ministro Jugnauth dichiara Maurizio una repubblica; l’assemblea legislativa diventa parlamento; il governatore in carica, il gen. Veerasamy Ringadoo, diventa presidente; giugno: Cassam Uteem, membro dell’Mmm, è eletto presidente; agosto: Paul Bérenger si ritira dal consiglio, lasciando Jugnauth senza maggioranza assoluta. 1994: i risultati economici sono considerati soddisfacente dalla Banca mondiale; il debito estero rappresenta il 25% del pil; il ciclone “Hollanda” lascia 1.400 persone senza casa e causa danni per 81 milioni di dollari.

 

1995, gennaio: Jugnauth integra il gabinetto con rappresentanti del Psm; dicembre: alle elezioni politiche, una coalizione dell’opposizione (Mmm e Plm), guidata da Paul Bérenger e Navinchandra Ramgoolam, ottiene i due terzi dei seggi; dicembre: Ramgoolam, del Plm, diventa primo ministro. 1997, giugno: l’Mmm abbandona la coalizione di governo; Ramgoolam assume anche la funzione di cancelliere (carica lasciata vacante da Bérenger); il parlamento rielegge Cassam Uteem presidente. 1999, febbraio: il cantante creolo Kaya muore mentre è in custodia della polizia; seguono 4 giorni di violenza nella comunità creola.

 

2000, marzo: la visita del primo ministro indiano, Atal Mehari Vajpauee, porta alla firma di accordi tra i due paesi in materia di commercio, tecnologia informatica, pattugliamento delle coste; per la prima volta Maurizio si assicura un seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu; settembre: Anerood Jugnauth è rieletto primo ministro; novembre: l’alta corte di Londra sentenzia che la Gran Bretagna deportò illegalmente gli abitanti delle isole Chagos (1968), contravvenendo ai principi contenuti nella Magna Charta. 2001, gennaio: la Cina annuncia l’intenzione di creare una fabbrica tessile in Maurizio.

 

2002, febbraio: in una sola settimana, Cassam Uteem rassegna le dimissioni, rifiutandosi di firmare una legge anti-terrorismo (che prevede, tra le altre cose, la detenzione preventiva senza imputazioni precise e negazione agli imputati di terrorismo del diritto alla difesa legale); anche il vicepresidente si rifiuta di firmare e dà le dimissioni; il presidente del parlamento, Arianga Pillay, è eletto presidente ad interim e firma; l’assemblea nazionale elegge presidente Karl Hoffman; il ministro dell’informazione, Greehad Geelchand, visita India, Inghilterra, Francia e Irlanda per promuovere le isole Maurizio come nuovo polo di sviluppo telematico, convinto che la rete di collegamento a fibre ottiche creata nel maggio 2002 tra Portogallo e Malaysia, che passa per le Maurizio, convincerebbe questi paesi a investire.

 

2003, gennaio: Anerood Jugnauth consegna la leadership dell’Msm al figlio Pravind; settembre: Jugnauth cede la carica di primo ministro a Paul Bérenger (è il primo premier non di origine indiana). 2004, febbraio: i lavoratori protestano contro la visita di Supachai Panitchpakdi, direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), accusando l’ente di rappresentare una minaccia per i diritti sociali; ottobre: i ministri della giustizia dell’Africa francofona s’incontrano in Maurizio e si accordano di applicare gli strumenti universali anti-terrorismo e le convenzioni Onu contro il crimine organizzato transnazionale e la corruzione.

 

2005, gennaio: i partecipanti alla Conferenza internazionale degli stati in via di sviluppo delle piccole isole stabiliscono come priorità l’adozione di fonti di energia rinnovabile e di tecnologie pulite; luglio: Navinchandra Ramgoolam vince le elezioni generali e ridiventa primo ministro. 2006, aprile: 102 persone originarie delle isole Chagos e residenti in Maurizio sono autorizzate a visitare l’arcipelago da cui furono cacciati nel 1968 per costruire la base militare statunitense di Diego Garcia; intanto continua la loro battaglia legale con la Gran Bretagna.

 

2008, maggio: la Camera dei Lord di Londra sancisce la legittimità dell’espulsione dei chagossiani dal loro paese; la battaglia legale sembra terminata, ma sia Maurizio che le Seicelle rivendicano la sovranità sulle isole Chagos.

 

2010, maggio: la coalizione del primo ministro Rangoolam ottiene la vittoria alle elezioni generali; giugno: Maurizio e Francia si accordano di governare congiuntamente Tromelin, piccola isola dell’Oceano Pacifico di proprietà della Francia ma rivendicata da Maurizio; dicembre: dopo le rivelazioni di WikiLeasks, Maurizio inizia un’azione legale in cui contesta la volontà della Gran Bretagna di creare una zona marina protetta attorno al suo territorio delle Isole Chagos.

 

2011, agosto: l’Msm lascia la coalizione di governo in seguito a reciproche accuse di corruzione; poco dopo, il suo leader, Pravind Jugnauth, è arrestato.

 

2012, marzo: il presidente Anerood Jugnauth dà le dimissioni, dicendo di voler tornare alla politica di partito e sfidare il primo ministro (lo sostituisce Monique Ohsan-Bellepeau); giugno: la Gran Bretagna firma un accordo con Maurizio per consentire il trasferimento sull’isola di sospetti pirati catturati dalla marina britannica per esservi processati; luglio: Rajkeswar Purryag; dicembre: la Corte europea dei Diritti dell’Uomo respinge la causa presentata dagli abitanti delle isole Chagos contro il governo britannico (700 isolani furono sgomberati a piccoli gruppi dall’Arcipelago nel 1968), sostenendo di non essere competente.

 

2013, marzo-aprile: almeno 11 persone muoiono per inondazioni nella capitale Port Luis; il primo ministro Rangoolam “incolpa” il cambiamento climatico; novembre: Rangoolan rifiuta di prendere parte all’incontro dei capi di governo dei paesi del Commonwealth che si tiene in Sri Lank, per protestare contro lo stato pietoso in termini di diritti umani della nazione ospitante, e ritira la proposta fatta in precedenza di ospitale lo stesso incontro a Maurizio nel 2015 (il protocollo vuole che il capo di stato ospitante il prossimo meeting sia presente per invitare personalmente gli altri leader).

 

2014, dicembre: l’Alleanza Lepep (“alleanza del popolo”), partito all’opposizione, guidato dall’ex presidente Anerood Jugnauth, stravince le elezioni parlamentari.

 

2015, maggio: si dimette il presidente Rajkeswar Purryag, in virtù di un accordo preso in gennaio con il primo ministro Anerood Jugnauth; al suo posto viene nominata Ameenah Gurib-Fakim, scienziata e biologa di fama internazionale (è prima donna ad assumere questo incarico, per lo più cerimoniale).

 

2016, novembre: la Gran Bretagna esclude la possibilità che gli esiliati dall’isola di Chagos possano tornare in patria, irritando profondamente Maurizio.

 

2017, 23 gennaio: Anerood Jugnauth si dimette da primo ministro e sceglie il figlio Pravind Jugnauth a succedergli nella carica; giugno: l’Assemblea generale dell’Onu vota a stragrande maggioranza la decisione di affidare alla Corte internazionale di Giustizia la disputa tra Gran Bretagna e Maurizio circa i rifugiati dalle isole Chargos; novembre: il nome delle isole di Maurizio è più volte menzionata nei “Paradise Papers”, un insieme di 13,4 milioni di documenti riservati relativi a investimenti offshore scoperti dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, e condivisi con il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi; alcuni articoli sono resi pubblici il giorno 5; ci sono notizie circa gli affari finanziari di politici, celebrità, aziende e uomini d’affari mauriziani.

 

2018, marzo: la presidente Ameenah Gurib-Fakim (al presente unica donna a capo di un Paese africano), presenta le proprie dimissioni «nell’interesse nazionale»; accusata di aver usato una carta di credito dell’ong Planet Earth Institute per spese personali di almeno 25.000 euro, ha ammesso aver usato la carta di credito “inavvertitamente” e di aver rimborsato il denaro usato a titolo personale; le sue dimissioni entrano in vigore il 23 marzo.

 

(Aggiornato al 22 marzo 2018)

 

Nome ufficiale: Repubblica di Maurizio
Superficie
: 2.040 km2
Capitale
: Port Louis (140.000 abitanti)
Lingue
: inglese (ufficiale, 1%), francese (4,1%), creolo (86,5%), bhojpuri (5,3%), altre (3,1%)
Sistema politico
: repubblica parlamentare
Indipendenza
: 12 marzo 1968 (dalla Gran Bretagna)
Capo di stato
: Ameenah Grurib-Fakim (dal 5 giugno 2015 – a metà marzo 2018 è stata costretta a dare le dimissione per aver usato una carta di credito di una Ong per spese personali; le dimissioni hanno effetto dal 23 marzo 2018)
Primo ministro
: Pravind Kugnauth (dal 23 gennaio 2017)
Religioni
: cattolici (24%), cristiani non cattolici (9%), induisti (48%), musulmani (17%), altri (2%)

 


Popolazione

Abitanti: 1.356.400 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: indio-mauriziani (68%), creoli (27%), sino-mauriziani (3%), franco-mauriziani (2%)
Crescita demografica annua
: 0,59% (2017)
Tasso di fertilità: 1,75 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 39,4% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 11,8/1.000
Speranza di vita
: 75,8 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 7,3%
Prevalenza Hiv
: 1%
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 93,1%
Accesso all’acqua potabile
: 99,9%

 


Economia

Indice di sviluppo umano: 0,781 (64° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo
: 12,27 miliardi di dollari (27,44 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 9.046 dollari (21.600 dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua
: 3,9% (2017)
Inflazione
: 4,2% (2017)

Disoccupazione: 6,9% (2017)
Risorse naturali
: terre arabili, pesce; spiagge e riserve naturali che favoriscono il turismo
Prodotti agricoli
: canna da zucchero, tè, mais, patate, banane, legumi; bovini, capre; pesce
Esportazioni
: vestiti e tessuti, zucchero, fiori recisi, melassa, pesce, primati per la ricerca (2,33 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: prodotti manufatti, impianti e macchinari, cibo, prodotti petroliferi e chimici (4,54 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 14,67 miliardi di dollari (fine 2017)

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