Namibia

1500 a.C.: gli antenati dei boscimani, i primi abitanti del territorio, creano pitture rupestri; sono cacciati nel deserto dai koisan; in tempi successivi, giungono i nama e i damara. 15° sec: arrivano gruppi bantu (ovambo ed herero). 1488: l’esploratore portoghese Bartolomeu Dias veleggia lungo le coste del territorio. 16° sec.: viaggiatori e commercianti portoghesi visitano la regione. 1836-1884: progressive scoperte del territorio da parte di esploratori britannici, tedeschi e olandesi. 1878: i britannici occupano la Walvis Bay e la incorporano nella colonia del Capo di Buona Speranza nel 1884. 1883: il mercante tedesco Aldolf Lüderitz acquista da un capo locale un territorio nella zona di Angra Pequena e vi fonda una città che porta il suo nome. 1884: la regione diventa protettorato tedesco. 1890: è fondata Windhoek. 1893-1894: insorgono i nama, guidati da Hendrik Witboi.

 

1904: rivolta degli herero e dei nama; la repressione tedesca è feroce: è il primo genocidio del 20° secolo; sotto il comando del generale Lothar von Trotha, sono massacrati 65.000 herero (80% del gruppo etnico); 15.000 sono lasciati morire di fame nel deserto; anche i nama sono dimezzati.

1915: le truppe sudafricane conquistano la colonia tedesca. 1920: l’Africa del Sud-Ovest passa sotto il mandato sudafricano (passaggio ratificato dalla Società delle Nazioni); il Sudafrica mantiene il controllo diretto sull’enclave della Walvis Bay. 1946: le Nazioni Unite non consentono al Sudafrica di annettersi l’Africa del Sud-Ovest, ma il Sudafrica si rifiuta di porre il territorio sotto la curatela delle Nazioni Unite e comincia ad amministrarlo come una sua provincia.

 

1958: Herman Toivo Ya Toivo e altri fondano il Congresso del popolo della Ovamboland (diventerà l’Organizzazione popolare dell’Africa del Sud-Ovest – Swapo nel 1960, sotto la guida di Sam Nujoma). 1961: l’Onu chiede al Sudafrica di concedere l’indipendenza al territorio. 1966: l’Africa del Sud-Ovest passa sotto la tutela delle Nazioni Unite; la Swapo dà il via alla lotta armata.

1968: l’Onu dichiara illegale l’occupazione sudafricana e ribattezza il territorio Namibia. 1973: l’Onu riconosce la Swapo come il solo legittimo rappresentante del popolo namibiano. 1975: l’indipendenza dell’Angola offre alla Swapo copertura nelle retroguardie e la guerriglia s’intensifica.

 

1978: prime elezioni senza la supervisione dell’Onu, boicottate dalla Swapo e da altri partiti; il Sudafrica continua ad amministrare la Namibia attraverso la coalizione che ha vinto le elezioni. 1979: abolizione ufficiale dell’apartheid in Namibia. 1988: il Sudafrica s’impegna a cedere il controllo della Namibia entro breve tempo, ma chiede, come contropartita, il rimpatrio delle truppe cubane. 1989, novembre: alle elezioni la Swapo ottiene il 57% dei voti.

 

1990, 21 marzo: indipendenza; Sam Nujoma è presidente; varato un piano di riabilitazione per 40.000 invalidi, vittime di 23 anni di guerriglia. 1994, marzo: la Walvis Bay è ceduta alla Namibia; il governo approva una legge sulla proprietà terriera per limitare la concentrazione della ricchezza (1% della popolazione possiede il 75% delle terre); dicembre: Nujoma è rieletto presidente. 1995: scissione in seno alla Swapo: nasce la Swapo per la Giustizia.

 

1998: centinaia di residenti della Striscia di Caprivi fuggono in Botswana, perché – dicono – sono perseguitati dal governo; agosto: la Namibia (come Angola e Zimbabwe) invia truppe nell’Rd Congo in appoggio al presidente Laurent Kabila contro i ribelli. 1999, agosto: emergenza nella Striscia di Caprivi per una serie di attacchi da parte di gruppi separatisti; si modifica la costituzione per consentire a Nujoma di candidarsi per la terza volta; dicembre: Nujoma è riletto per la terza volta (76% dei voti): la

 

2001, novembre: Nujoma s’impegna a non candidarsi più alla presidenza quando il suo terzo mandato finirà nel 2004. 2002, gennaio: il popolo herero chiede un indennizzo di 2 miliardi di dollari per i crimini di guerra commessi dal 1904 al 1907 dal Reich tedesco; marzo: Nujoma ordina l’arresto di tutti gli omosessuali; agosto: il nuovo primo ministro, Theo-Ben Gurirab, dice che una riforma agraria è una priorità del suo governo e Nujoma invita i bianchi ad accogliere l’eventuale riforma. 2003, novembre: il sindacato rappresentante dei lavoratori nelle fattorie cancella il piano di invadere 15 fattorie bianche dopo aver raggiunto un accordo con i latifondisti; il governo dice che l’occupazione illegale di terra non sarà accettata.

 

2004, maggio: è inaugurato un nuovo ponte sul fiume Zambesi (tra Namibia e Zambia) per incrementare il commercio regionale; agosto: la Germania presenta le sue scuse formali per il genocidio degli herero, ma si rifiuta di pagare risarcimenti; novembre: Hifikepunye Pohamba, presentato come candidato da Nujoma, vince le elezioni presidenziali; la Swapo ottiene 55 dei 75 seggi in parlamento.

 

2005, marzo: Pohamba è insediato come presidente della Namibia; settembre: iniziano gli espropri delle fattorie dei bianchi come parte della riforma agraria; novembre: due fosse comuni sono trovate presso una ex base militare sudafricana nel nord, con i resti di ex guerriglieri per l’indipendenza.

 

2007, febbraio: visita del presidente cinese Hu Jintao, che firma accordi di cooperazione economica; luglio: gruppi per i diritti umani chiedono alla Corte penale internazionale di investigare sulle responsabilità dell’ex presidente Nujoma circa la morte di migliaia di persone durante la guerra per l’indipendenza; agosto: dieci persone condannate a lunghi periodi di carcere, ritenuti colpevoli di aver coordinato ribellioni nella Striscia di Caprivi.

 

2009, marzo: il governo dichiara lo stato di emergenza in seguito a inondazioni che colpiscono 400.000 persone; novembre: Pohamba è rieletto per un secondo mandato (76,4% dei voti); la Swapo conserva la maggioranza di due terzi in parlamento. 2010: riduzione record per l’inflazione (4,3%), uno dei livelli più bassi dall’indipendenza.

 

2011, febbraio: l’alta corte rifiuta i ricorsi di 9 partiti di opposizione per presunte irregolarità nelle elezioni parlamentari del 2009; luglio: il ministro delle miniere e dell’energia, Isak Katali, rivela la scoperta di riserve di petrolio davanti alle coste, stimate a 11 miliardi di barili; ottobre: 20 teschi di persone herero e nama sono rimpatriati da un museo tedesco.

 

2014, agosto: un dimostrante è ucciso dalla polizia durante un incidente di violenza politica; settembre: durante uno sciopero dei minatori di una miniera di diamanti, sparisce un diamante del valore di 4,5 milioni di euro; 28 novembre: alle elezioni presidenziali si impone con l’86,73% dei voti Hage Geingob, rappresentante della Swapo, già primo ministro dal 1990 al 2002, ministro del commercio e dell’industria dal 2008 al 2012, e vicepresidente della Swapo dal 2007; la Swapo vince anche le elezioni parlamentari con l’80% dei voti.

 

2015, marzo: Hage Geingob assume carica di presidente; la signora Saara Kuugongelwa-Amadhil, già ministra delle finanze dal 2003, è nominata primo ministro; il presidente uscente, Hifikepunye Pohamba, riceve il premio Mo Ibrahim (5 milioni di dollari), assegnato a un leader africano eletto democraticamente, che governa bene, incrementa il tenore di vita dei cittadini e, infine, lascia la carica.

 

2016, novembre: Ekandjo ran against Geingob for the presidency of the ruling Swapo party during the November party vote, with Iivula-Ithana as his running mate. They lost the vote to the president's camp.

 

2017, novembre: alle elezioni per la leadership del partito (Swapo), Jerry Ekandjo, ministro degli affari giovanili, sfida Geingob, e Pendukeni Iivula-Ithana, ministro degli affari interni, si candidano rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza; i due hanno sempre ricoperto una carica ministeriale in tutti i governi dal 1990; Ekandjo osa dire: «La leadership della Swapo è debole… Ecco perché anche il governo è debole»; i due perdono; dicembre: la Namibia è l’unica paese subsahariano nella lista nera dell’Unione europea delle 17 nazioni non europee giudicate “paradisi fiscali”; il ministro delle finanze, Calle Schlettwein, nega l’accusa: «L’inserimento del nome del nostro paese nella lista nera è ingiusto, preconcetto, partigiano, discriminatorio e parziale»; il presidente si reca al vertice dell’Unione Africana ad Addis Abeba servendosi di un aereo di linea, rinunciando al jet presidenziale.

 

2018, gennaio: il presidente proibisce ai politici e ai dipendenti pubblici di viaggiare in prima classe sugli aerei, «perché il debito del governo è enorme»; febbraio: Geingob licenzia due ministri che l’hanno sfidato nelle elezioni della leadership del partito; dal congresso del partito dello scorso novembre, il presidente ha rafforzato il suo controllo sul partito.

 

(Aggiornato al 7 marzo 2018) 

Nome ufficiale: Repubblica di Namibia
Superficie: 824.292 km2
Capitale: Windhoek
Lingue: lingue oshivambo (48,9%), nama/damara (11,3%), afrikaans (10,4%, la lingua più comune, parlata dal 60% della popolazione bianca); lingue otjiherero (8,6%, lingue kavango (8,5%), lingue caprivi (4,8%), inglese (ufficiale, 3,4%), altre (4%)
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza: 21 marzo 1990 (dal Sudafrica)
Capo dello stato e del governo: Hage Geingob (dal 21 marzo 2015)
Primo ministro: Saara Kuugongelwa-Amadhila (dal 21 marzo 2015)

Religioni: cristiani (80-90%, di cui oltre metà luterani), religioni tradizionali (10-20%)

 


Popolazione

Abitanti: 2.484.700 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici: neri 87,5% (ovambo, 50%; kavangos, 9%; herero, 7%; damara, 7%; nama, 5%; capriviani 4%, boscimani, 3%; baster, 2%; tswana, 0,5%); bianchi 6%, meticci 6,5%
Crescita demografica annua: 1,95% (stime 2017)
Popolazione urbana: 48,6% (2017)
Tasso di fertilità: 3,29 figli per donna (2014)
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 45,4/1.000
Speranza di vita: 64 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 18,1%
Prevalenza Hiv: 13,8% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati: 34,4%
Accesso all’acqua potabile: 91%

 


Economia

Il 28,7% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano: 0,640 (127° su 188 paesi)

Prodotto interno lordo: 12,56 miliardi di dollari (27,02 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo: 5.054 dollari (11.500 a parità di potere d’acquisto nel 2013)
Crescita economica annua: 0,8% (stime 2017)
Inflazione: 6% (2017)
Disoccupazione: 26,6% (2013)
Risorse naturali: rame, diamanti, uranio (la Namibia nu è uno dei più grandi produttori), oro, argento, piombo, latta, litio, cadmio, tungsteno, zinco; sale; pesce; depositi di petrolio off shore; probabili depositi di carbone e di ferro
Prodotti agricoli: miglio, sorgo, arachidi, uva; bestiame, pesce
Esportazioni: diamanti, rame, oro, zinco, piombo, uranio; bestiame, pesce e molluschi (4,71 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni: cibo, prodotti petroliferi e carburanti, macchinari, prodotti chimici (6,85 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero: 7,49 miliardi di dollari (fine 2017)

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