Niger

Dal 15° sec. a.C. al 5° sec. d.C. l’impero Nok della Nigeria estende la propria influenza sulla regione. 5° sec.: il Niger è controllato da diversi regni o città-stato. 7° sec.: la zona occidentale è inglobata nell’impero di Songhai. 14°-19° sec.: l’area orientale fa parte dell’impero di Kanem-Bornu; nel sud, dopo l’arrivo degli hausa (dalla Nigeria) e dei djerma, discendenti dei songhai, i sultani di questi gruppi danno vita a imperi che commerciano in oro e schiavi; i nomadi tuareg formano ampie confederazioni e si spingono a sud, dove si scontrano con l’impero fulani di Sokoto (Nigeria), che ha preso controllo del territorio hausa (fine del XVIII sec.).

 

1890: i francesi entrano nel territorio. 1900: Parigi trasforma la regione in territorio militare. 1922: il Niger diventa colonia francese, amministrata da Niamey. Anni 1950: nascita del movimento indipendentista, capeggiato da Hamani Diori. 1958: il Niger è stato autonomo in seno dalla Comunità francofona. 1960, 3 agosto: indipendenza dalla Francia; Hamani Diori è presidente, sconfiggendo il movimento Sawala (“liberazione”) di Djibo Bakari; approvata la prima costituzione; il movimento Sawala è dichiarato fuori legge e Bakari esiliato.

 

1968: scoperti giacimenti di uranio nell’estremo nord-est del paese; in breve tempo, il Niger diventa il quinto produttore mondiale del prezioso minerale. 1969-1973: siccità e carestie prolungate devastano raccolti e mandrie. 1974, aprile: il gen. Senyi Kountché rovescia il regime di Diori; il potere passa nelle mani di un Comitato militare supremo (Cms). 1974-1979: il prezzo dell’uranio quintuplica; ingenti flussi di danaro accendono un’improvvisa illusione di benessere.

 

1980: crollo del prezzo dell’uranio e fine del “miracolo economico”. 1983: il debito estero sfiora il miliardo di dollari; varato un programma di aggiustamento strutturale sotto la supervisione del Fondo monetario internazionale; Kountché sfugge a un tentativo di colpo di stato; i tuareg danno inizio a un movimento insurrezionale. 1984, aprile: chiusura delle frontiere con la Nigeria (fino a marzo 1986). 1985: il prezzo dell’uranio scende ancora sul mercato mondiale; cresce il debito estero. 1987, novembre: Kountché muore di tumore cerebrale a Parigi; il Cms designa Ali Seibou, capo di stato maggiore, a succedergli; con l’amnistia, rientrano dall’estero Djibo Bakari e Hamani Diori (quest’ultimo morirà nel 1989 a Rabat, Marocco). 1989: la nuova costituzione consente il ritorno all’amministrazione civile, ma con un partito unico, il Movimento nazionale per la società in sviluppo (Mnsd); dicembre: Seibou è rieletto presidente.

 

1990: dimostrazioni studentesche e scioperi dei lavoratori; violenta la repressione della polizia; continua la guerriglia dei tuareg; nuovo piano di aggiustamento strutturale. 1991: viene creata la Conferenza nazionale sovrana, che dà vita a un governo di transizione, guidato dal primo ministro Amadou Cheffou; Seibou è destituito e André Salifou è nominato presidente dell’Alto consiglio della repubblica. 1992: una nuova costituzione consente il pluralismo politico; nuovi attacchi tuareg contro le forze governative. 1993, febbraio: il partito al governo perde le elezioni; aprile: Mahamane Ousmane è eletto presidente e la sua coalizione, l’Alleanza delle forze per il cambiamento, ottiene la maggioranza dei seggi in parlamento.

 

1994: accordo tra governo e il principale gruppo guerrigliero dei tuareg, il Coordinamento per la resistenza armata. 1995: cessate-il-fuoco; Niamey concede autonomia a un’area riservata a 750.000 tuareg; febbraio: Hama Amadou è primo ministro. 1996, gennaio: colpo di stato contro Ousmane; un Consiglio di salvezza nazionale è presieduto dal colonnello Ibrahim Barré Mainassara; banditi tutti i partiti; maggio: una nuova costituzione attribuisce al presidente ampi poteri e viene tolto il bando ai partiti; luglio: Mainassara vince le elezioni presidenziali.

 

1997: il Fronte per il rinnovamento democratico, il gruppo duro dei tuareg, firma un accordo di pace con il governo. 1999, aprile: il presidente Mainassara è assassinato dalle sue guardie del corpo; il maggiore Daouda Malam Wanke assume la presidenza e forma un governo provvisorio; agosto: una nuova costituzione, approvata da un referendum, rimuove gli eccessivi poteri dati al presidente dalla costituzione del maggio 1996; ottobre-novembre: Mamadou Tandja, leader del Movimento nazionale per una società in sviluppo (Mnsd), è eletto presidente, e il suo partito ottiene la maggioranza dei voti in parlamento. 2000, gennaio: Hama Amadou è di nuovo primo ministro. 2001, gennaio: è bandita la caccia, nel tentativo di salvare la fauna nazionale (in particolare leoni, giraffe e ippopotami).

 

2002, agosto: ammutinamenti di gruppi di soldati nell’est e nella capitale: chiedono i salari non pagati e il miglioramento delle condizioni di lavoro; le ribellioni sono prontamente sedate; settembre: il governo di Tony Blair, con un dossier di 50 pagine, rende noto che l’Iraq ha cercato di comprare «significative quantità di uranio da un Paese africano, nonostante non abbia alcun programma di nucleare civile che lo richieda»; due giorni dopo, il segretario di Stato Colin Powell, di fronte alla commissione del Senato degli Affari esteri, cita «il tentativo iracheno di ottenere l’uranio come la prova delle sue persistenti ambizioni nucleari»; sono le dichiarazioni che indurranno il Congresso a dare via libera con una maggioranza schiacciante al presidente Bush per le operazioni militari in Iraq.

 

2003, gennaio: il presidente americano George Bush accusa l’Iraq di aver tentato di acquistare uranio dal Niger per il suo programma nucleare: «Il governo inglese ha appreso che Saddam ha recentemente cercato di acquisire significative quantità di uranio dall’Africa»; il governo di Niamey dirama una durissima nota sui sospetti di essere al centro di un traffico di uranio con l’Iraq: «Le accuse americane sono diffamazione. Non abbiamo mai pensato di vendere uranio all’Iraq. Non c’è mai stato alcun contratto»; marzo: Mohamed El Baradei, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomicaiea, spiega al Consiglio di sicurezza dell’Onu: «La mia agenzia, anche con il concorso di esperti esterni, ha concluso che i documenti in questione non sono autentici».

 

2004, luglio: alle prime elezioni locali i partiti che appoggiano il presidente ottengono la maggioranza dei seggi; settembre: licenze per l’estrazione dell’oro sono concesse a compagnie europee; dicembre: Tandja vince un secondo mandato presidenziale (65,5% dei voti) al secondo turno.

 

2005, marzo: una cerimonia pianificata per la liberazione di 7.000 schiavi viene cancellata perché il governo dichiara che non esiste la schiavitù in Niger; proteste per l’aumento della tasse (+20%) sui beni di consumo; luglio: l’Onu parla di milioni di affamati in Niger; la Corte internazionale di giustizia assegna al Niger la maggior parte delle isolette lungo il fiume di confine con il Benin.

 

2006, giugno: i sindacati organizzano uno sciopero nazionale contro il rincaro dei prezzi; il ministro dell’educazione e della sanità è licenziato con l’accusa di corruzione; luglio: il Programma alimentare mondiale invia cibo per 1,5 milioni di nigerini; ottobre: il governo comincia a espellere arabi mahamid, entrati in Ciad 30 prima per sfuggire siccità, fame e guerra; poco dopo, le espulsioni cessano.

 

2007, agosto: stato di allerta nel nord e maggiori libertà concesse all’esercito contro i ribelli tuareg che da sei mesi sferrano attacchi; dicembre: due giornalisti francesi arrestati per aver intervistato ribelli tuareg. 2008, febbraio: rinvenuti i fossili di due specie di dinosauri sconosciuti (di 110 milioni di anni); giugno: l’ex primo ministro Hama Amadou è arrestato per appropriazione indebita di fondi pubblici; luglio: l’organizzazione Medici senza frontiere è forzata a interrompere ogni attività perché sospettata di avere relazioni con i ribelli tuareg.

 

2009: aprile: governo e i ribelli del Movimento del popolo del Niger per la giustizia (Mnj) si accordano per cessare le ostilità, dopo colloqui a Tripoli (Libia); maggio-giugno: il presidente Tandja sospende la costituzione e assume poteri speciali, dopo che la corte costituzionale si è pronunciata contro la tenuta di un referendum con cui chiedere al popolo la possibilità di un terzo mandato presidenziale; agosto: il tanto contestato referendum si tiene e Tandja ottiene altri 3 anni di governo e poteri più ampi; ottobre: l’opposizione boicotta le elezioni per la nomina del parlamento che Tandja ha dissolto perché si è opposto alle sue riforme costituzionali; i sostenitori del presidente ottengono una schiacciante vittoria sui candidati indipendenti; la Comunità economica dell’Africa occidentale (Cedeao) sospende il Niger.

 

2010, febbraio: Tandja è defenestrato da un colpo di stato; il col. Salou Djibo è nominato capo di un governo militare; l’Unione africana sospende il Niger; marzo: Salou Djibo promette il ritorno alla democrazia, ma non indica date; la giunga militare nomina un governo di transizione, guidato dal civile Mahamadou Danda; aprile: il francese Michel Germaneau è rapito presso il confine con il Mali e l’Algeria; l’azione è rivendicata da Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi); fallisce il raid francese per liberare Germaneau, che viene ucciso; maggio: 7 milioni di nigerini soffrono la fame e gli organismi umanitarie chiedono aiuti; luglio: stabilita la data delle elezioni presidenziali (gennaio 2011); settembre: 7 stranieri, tra cui 5 francesi, sono rapiti nella regione uranifera del nord; ottobre: un referendum approva la nuova costituzione, che reintroduce un governo di civili; dicembre: Greenpeace denuncia il riversamento di una grossa quantità di materiale radioattivo dalla miniera di Somair nel nord.

 

2011, gennaio: due francesi rapiti dai militanti (ritenuti vicini ad Aqmi) sono uccidi durante il tentativo delle forze francesi di liberarli; marzo: Mahamadou Issoufou, leader del Partito nigerino per la società dello sviluppo (Mnsd), all’opposizione, vince le elezioni presidenziali al secondo turno (58% dei voti); aprile: il nuovo presidente presta giuramento e nomina Brigi Rafini primo ministro; maggio: l’ex presidente Tandja, rovesciato nel 2009, è liberato dalla prigione, dopo che l’accusa di essersi appropriato di fondi pubblici è lasciata cadere; luglio: 5 soldati sono arrestati con l’accusa di aver complottato di uccidere il presidente Issoufou e impossessarsi del potere; settembre: il figlio di Gheddafi, Saadi, si rifugia in Niger e chiede asilo per motivi umanitari; le autorità lo tengono sotto sorveglianza; 5 capi della polizia sono licenziati, dopo scontri tra dimostranti e polizia a Zinder.

 

2012, febbraio: decine di migliaia di maliani, in fuga dalla guerra civile, si rifugiano in Niger.

 

2013, maggio: attentati kamikaze contro baracche militari e un miniera di uranio francese nel nord; il governo ritiene i militanti vicini ad Al-Qaida responsabili degli attacchi; giugno: il centro storico della città di Agadez è riconosciuto dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”.

 

2014, maggio: il Niger e l’Areva (multinazionale francese che opera nel campo dell’energia, specialmente quella nucleare; lo stato francese possiede più del 90% del capitale azionario) si accordano su un nuovo contratto per lo sfruttamento dell’uranio (il Niger chiede maggiori diritti di concessione); un uomo è condannato per aver “praticato la schiavitù” (è il primo caso nella storia recente del paese); agosto: Hama Amadou fugge in Niger, per evitare l’arresto per “traffico di bambini”.

 

2015, 30 gennaio: il processo contro una ventina di persone coinvolte in un traffico di neonati dalla vicina Nigeria si conclude con un nulla di fatto; la Corte lascia cadere le accuse, dichiarandosi «incompetente per un caso del genere»; febbraio: il Niger accetta di fornire militari alla forza regionale per combattere i militanti nigeriani di Boko Haram; novembre: il leader dell’opposizione, Hama Amadou (già due volte primo ministro: dal febbraio 1995 al gennaio 1996 e nuovamente dal gennaio 2000 al giugno 2007; dal 2011 al 2014 ha ricoperto il ruolo di Presidente dell’Assemblea nazionale) è arrestato al suo rientro in patria, un anno dopo essere fuggito per evitare l’arresto per “traffico di neonati”; subito dopo gli viene consentito di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

 

2016, marzo: Mahamadou Issoufou è rieletto presidente, in un ballottaggio boicottato dai sostenitori di Hama Amadou; 2 aprile: Issoufou rinomina Brigi Rafini primo ministro; giugno: militanti di Boko Haram attaccano Bosso, una città del sud-ovest, uccidendo 30 soldati; settembre: gli Usa confermano la costruzione di una base militare in Agadez in grado di impiegare droni contro i militanti di Boko Haram.

 

2017, marzo: dichiarato lo stato di emergenza nelle zone occidentali confinanti con il Mali, dopo attacchi attribuiti a militanti vicini al Movimento per l’Unità e al Jihad in Africa Occidentale; la corte d’appello di Niamey condanna Hama Amadou a un anno di carcere per traffico di neonati (è giudicato in abstentia, in quanto è in esilio in Francia); aprile: l’esercito dice di aver ucciso 58 militanti di Boko Haram, durante un attacco dei terroristi a una postazione militare presso Gueskerou, nel sud-est del paese; luglio: il Niger è una delle cinque nazioni che formano una nuova forza regionale per combattere militanti islamisti nella regione del Sahel (le altre nazioni sono: Burkina Faso, Ciad, Mali e Mauritania; assieme formano il “G5”); gli stati aderenti al progetto promettono 10 milioni di euro a testa, ai quali si aggiungono 8 milioni provenienti dalla Francia e 50 dall’Unione europea; il budget stimato per il funzionamento dell’operazione ammonta a 423 milioni di euro); ottobre: tre militari statunitensi sono uccisi mentre pattugliano con militari locali la zona di Tongo Tongo.

 

2018, gennaio: il parlamento italiano approva con larga maggioranza il “decreto missioni all’estero”; prevista la presenza militare italiana anche in Niger, nell’ambito della missione del G5 (Mali, Ciad, Burkina Faso, Niger, Mauritania) nel Sahel, in cui l’Italia ha chiesto di essere membro osservatore; in Niger saranno mandati 470 soldati, 120 nel primo semestre del 2018.

 

(Aggiornato a 19 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica di Niger
Superficie
: 1.267.000 km2
Capitale
: Niamey (1.090.000 abitanti)
Lingue:
francese e arabo (ufficiali), hausa, derma, peul, tamacheq, kanuri
Sistema politico
: governo di transizione, nominato da una giunta militare
Indipendenza
: 3 agosto 1960 (dalla Francia)
Capo di stato
: Mohamadou Issoufou (dal 7 aprile 2011)
Primo ministro
: Brigi Rafini (dal 7 aprile 2011)
Religioni
: musulmani (82%); cattolici (0,14%), cristiani non cattolici (0,01%), seguaci delle religioni tradizionali (17,85%)

 


Popolazione

Abitanti: 19.245.000 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: hausa (53,1%), djerma/songhai (21,2%), tuareg (11%), peul (6,5%), kanuri manga (5,9%), altri (2,3%)
Crescita demografica annua
: 3,19% (2017)
Tasso di fertilità
: 6,49 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 19,3% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 95,5/1.000
Speranza di vita
: 55,7 anni
Analfabetismo
: 80,9%
Prevalenza Hiv
: 0,4% (2016)
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 10,9%
Accesso all’acqua potabile
: 58,2%

 


Economia

48,9% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano
: 0,353 (187° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo
: 7,89 miliardi di dollari (21,62 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 410 dollari (1.200 a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua
: 4,2% (2017)
Inflazione
: 1% (2017)
Risorse naturali
: uranio, carbone, minerali di ferro, stagno, fosfati, oro, molibdeno, gesso, sale, petrolio
Prodotti agricoli
: legumi, cotone, arachidi, miglio, sorgo, cassava, riso; bovini, ovini, cammelli, asini, cavalli, pollame
Esportazioni
: materiali di uranio, bestiame, legumi, cipolle (1,18 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: cibo, macchinari, autoveicoli e pezzi di ricambio, petrolio, cereali (2,2 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 3,09 miliardi di dollari (fine 2017)

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