Nigeria

800 a.C.: sull’altopiano di Jos si insediano i nok, dando via a una civiltà neolitica del ferro. Dall’11° sec.: formazione di città stato, regni (hausa) e imperi (Borno) nel nord; regni di Oyo e Benin nel sud. 1472: arrivo dei primi portoghesi. 16°-18°sec.: tratta schiavista (milioni di persone portate nelle Americhe). 1809: nasce il califfato di Sokoto (nel nord). 1930-1886: guerre civili nella terra degli yoruba. Anni 1850: i britannici si stabiliscono lungo le coste nei pressi di Lagos. 1861-1914: Londra consolida la propria presenza. 1914: nasce la Colonia e il Protettorato della Nigeria, governato attraverso capi locali. 1922: parte dell’ex colonia tedesca del Camerun viene annessa alla Nigeria sotto l’egida della Lega delle nazioni.

1960, 1° ottobre: indipendenza, con Nnamdi Azikiwe, governatore generale (diventerà presidente nel 1963), e Abubakar Tafawa Balewa, primo ministro di un governo di coalizione. 1962-3: il censimento, molto controverso, causa tensioni regionali ed etniche. 1966, gennaio: Balewa è ucciso in un colpo di stato; il gen. Johnson Ayuiyi-Ironsi guida un governo militare; luglio: Ayuiyi-Ironsi è ucciso in un contro-golpe e rimpiazzato dal col. Yakubu Gowon. 1967, maggio: il col. Odumegwu Ojukwu, governatore militare del sud-est della Nigeria, si pone a capo del movimento secessionista ibo (tre stati dell’sud-est) e dichiara l’indipendenza della Repubblica del Biafra; segue una guerra civile aspra e sanguinosa, che termina con la sconfitta dei secessionisti nel gennaio1970 (oltre 1 milione i morti).

 

1975: colpo di stato contro Gowon, che fugge in Gran Bretagna ed è sostituito dal brigadiere Murtala Ramat Mohammed; inizia il processo di spostamento della capitale da Lagos ad Abuja. 1976: Mohammed è assassinato e rimpiazzato dal gen. Olusegun Obasanjo. 1979: le elezioni portano Alhaji Shehy Shagari al potere.

1983, gennaio: il governo espelle oltre 1 milione di stranieri (per lo più ghaneani), con la scusa che rubano posti di lavori ai nigeriani; agosto-settembre: Shagari è rieletto, ma le accuse di irregolarità e brogli sono numerose; dicembre: colpo di stato del gen. Muhammad Buhari. 1985, agosto: il gen. Ibrahim Babangida defenestra Buhari, senza colpo ferire, e limita l’attività politica.

 

1993, giugno: i primi risultati delle elezioni presidenziali danno come vincitore l’imprenditore e filantropo Moshood Abiola, ma i militari le annullano; agosto: Babangida si dimette e consegna il mandato presidenziale a Ernest Shonekan, che forma un governo nazionale ad interim; novembre: il gen. Sani Abacha prende il potere e sopprime l’opposizione. 1994: Abiola si proclama presidente, ma viene arrestato. 1995, novembre: dopo un processo farsa, Ken Saro-Wiwa, scrittore e leader del Movimento per la sopravvivenza del popolo ogoni contro le multinazionali petrolifere, è impiccato assieme ad altri otto attivisti; per protesta, l’Unione europea impone sanzioni fino al 1998, e il Commonwealth sospende la Nigeria fino al 1998.

 

1998, giugno: muore il gen. Sani Abacha Abacha; gli succede il gen. Abdulsalami Abubakar; luglio: Moshood Abiola muore in prigione, in circostanze misteriose, forse ucciso (durante la prigionia è stato sottoposto a torture). 1999, febbraio: il Partito democratico popolare (Pdp), guidato da Obasanjo (che ha smesso la divisa militare), vince le elezioni politiche; maggio: Obasanjo è eletto presidente.

2000: numerosi stati del nord adottano la legge islamica (shari’a); scontri sanguinosi tra musulmani e cristiani, con numerosi morti e migliaia di sfollati; giugno: un’esplosione di un oleodotto, presso Jesse, provoca 700 vittime; Obasanjo chiede aiuti internazionali per affrontare la minaccia ambientale causata dall’industria petrolifera. 2001, giugno: scontri etnici nel Benue e nel Nasarawa, con 40mila persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni; ottobre: i militari intervengono, provocando oltre 200 vittime tra i civili (sembra come rappresaglia per l’uccisione di 19 soldati); Obasanjo, il presidente sudafricano Thabo Mbeki e il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika varano il Nuovo partenariato per lo sviluppo africano (Nepad): gli stati africani s’impegnano a costituire governi trasparenti, rispettare i diritti umani e porre fine alle guerre, in cambio di maggiore assistenza economica e dell’abolizione delle barriere commerciali che ostacolano le esportazioni africane.

 

2002, gennaio: scoppia un deposito di munizioni a Ikeja, 1.000 morti; febbraio: scontri a Lagos tra hausa (islamici dal nord) e yoruba (cristiani dal sud-ovest) causano 100 vittime; ottobre: la Corte internazionale di giustizia conferisce al Camerun la sovranità sulla penisola di Bakassi; novembre: 4 giorni di violenze a Kaduna, con oltre 200 morti, alla vigilia del concorso di Miss Mondo, che è spostato a Londra.

 

2003, 12 aprile: il Pdp vince le prime elezioni legislative dopo la fine delle giunte militari nel 1999: 19 aprile: Obasanjo è rieletto nelle presidenziali; accuse di brogli elettorali (gli osservatori dell’Unione europei parlano di «serie irregolarità»); luglio: uno sciopero generale nazionale costringe il governo ad abbassare il prezzo della benzina; agosto: scontri etnici a Warri (Delta del Niger), con 100 morti e mille feriti; settembre: la Nigeria lancia in orbita il primo satellite, Nigeria Sat-1, messo in orbita da un razzo russo.

 

2004, gennaio: le Nazioni Unite facilitano colloqui tra Nigeria e Camerun per risolvere la disputa sul comune confine; maggio: stato di emergenza nello Stato del Plateau, dopo scontri religiosi tra musulmani e cristiani (le milizie cristiane uccidono 200 musulmani a Yelwa), causando rappresaglie da parte di giovani islamici a Kano; agosto-settembre: scontri etnici a Port Harcourt portano a un intervento dell’esercito (20 le vittime, secondo il governo; 500 secondo Amnesty International). 2005, luglio: il Club di Parigi cancella due terzi del debito estero della Nigeria (30 miliardi di dollari).

 

2006, gennaio: gruppi ribelli nel Delta del Niger attaccano oleodotti e sequestrano lavoratori stranieri; i ribelli chiedono maggiore controllo sui proventi petroliferi nella regione; febbraio: scontri religiosi nel nord e nella città meridionale di Onitsha (100 morti); aprile: la Nigeria è la prima nazione africana a saldare il debito con il Club di Parigi (che ha cancellato due terzi dei 30 miliardi di dollari di debito un anno fa); maggio: il senato rigetta la proposta di cambiare la costituzione per consentire a Obasanjo un terzo mandato; agosto: la Nigeria rinuncia alla sovranità sulla penisola di Bakassi (contesa dal Camerun), per cui viene stabilità una amministrazione civile nigeriana di transizione (il passaggio avverrà nel 2008); ottobre: il sultano di Sokoto, leader spirituale di milioni di nigeriani musulmani, muore in un incidente aereo.

 

2007, aprile: Umaru Yar’Adua, del Pdp, vince le elezioni presidenziali ed è presidente; settembre: il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend) minaccia di non rispettare il cessate-il-fuoco che si è dato e di riprendere gli attacchi contro le installazioni petrolifere straniere; novembre: uomini armati (sospettati di essere membri di milizie nigeriane) uccidono 21 camerunesi nella penisola di Bakassi; il senato nigeriano rifiuta l’accordo raggiunto di consegnare la penisola al Camerun.

 

2008, febbraio: i leader del Mend, Henry Okah e Edward Atata, sono estradati dall’Angola, sospettati di aver partecipato ad attacchi contro compagnie petrolifere; aprile: due ex ministri della sanità e una figlia di Obasanjo sono tra le 12 personalità accusate di aver sottratto 4 milioni di dollari da fondi pubblici; la produzione di greggio ridotta a metà come risultato di scioperi e attacchi di gruppi ribelli agli oleodotti; agosto: la Nigeria consegna definitivamente al Camerun la penisola di Bakassi; l’Iran accetta di offrire alla Nigeria tecnologia nucleare per aumentare la produzione di elettricità; settembre: i ribelli del Delta del Niger incrementano i loro attacchi alle istallazioni petrolifere, in risposta ad attacchi dell’esercito contro le loro basi; ottobre: il governo centrale è costretto ad apportare tagli alle spese pubbliche per la caduta del prezzo del greggio; novembre: almeno 200 vittime in scontri tra cristiani e musulmani nella città di Jos.

 

2009, gennaio: il Mend annuncia la fine del cessate-il-fuoco dopo che l’esercito ha attaccato alcune sue basi; marzo: 19 partiti dell’opposizione si uniscono per osteggiare il Pdp nelle elezioni del 2011; maggio: il Mend rigetta la proposta di amnistia offertagli dal governo e lancia un’offensiva contro le forze regolari nigeriane; luglio: centinaia di morti nel nord del paese, in seguito alla campagna di violenze scatenata dal movimento islamista Boko Haram (“l’educazione occidentale è peccato”), che chiede l’imposizione della shari’a all’intera nazione; le forze di sicurezza uccidono il leader del movimento, Mohammed Yusuf; il governo libera il leader del Mend, Henry Okah, dopo che questi ha accolto la proposta di amnistia; agosto: inizio dell’amnistia concessa dal governo ai militanti del Mend; novembre: il presidente Yar’Adua è in Arabia Saudita per cure mediche.

 

2010, gennaio: almeno 150 morti in scontri tra cristiani e musulmani a Jos; febbraio: il parlamento vota il trasferimento dei poteri al vicepresidente Goodluck Jonathan; Yar’Adua torna in patria, ma non è in grado di riprendere la carica di presidente; marzo: 120 morti a Jos; Jonathan licenzia l’intero governo; aprile: nuovo governo; 5 maggio: Yar’Adua muore; il giorno dopo, Jonathan presta giuramento e il 18 è eletto presidente dal parlamento; ottobre: la Nigeria festeggia il 50° anniversario dell’indipendenza, ma le celebrazioni, tenute ad Abuja, sono turbate da esplosioni di ordigni (il Mend rivendica l’operato); novembre: intercettato in Nigeria un carico di armi dall’Iran; le elezioni presidenziali sono posticipate; dicembre: un attacco bomba alla vigilia di Natale uccide oltre 80 persone a Jos; l’azione è rivendicata dalla setta islamista Boko Haram; nuovi scontri tra cristiani e musulmani, con 200 vittime.

 

2011, marzo: la nazione si prepara alla elezioni presidenziali; aprile: si svolgono le elezioni e Goodluck è dichiarato vincitore; violenti disordini in alcune località del nord; luglio: Jonathan propone un cambio nella costituzione per consentire un unico mandato presidenziale, ma più lungo; il governo federale dice di voler iniziare negoziati con il movimento di Boko Haram; agosto: attacco kamikaze contro i quartieri generali delle Nazioni Unite ad Abuja (23 morti), rivendicato da Boko Haram; novembre; almeno 63 vittime in un attacco di Boko Haram nella città di Domaturu, nel nord-est del paese; Jonathan licenzia il capo dell’agenzia nazionale anti-corruzione per inadempienza; dicembre: 70 persone uccise in combattimenti tra le forze di sicurezza e multanti di Boko Haram negli stati di Yobe e Borno; giorno di Natale: un attacco terroristico di Boko Haram causa 40 vittime; il presidente dichiara lo stato di emergenza per contenere la violenza del movimento.

 

2012, gennaio: un aumento nel prezzo del carburante causa rivolte in tutto il paese; il governo annulla l’aumento; oltre 100 vittime in scontri a fuoco a Kano, dopo che Boko Haram ha ordinato ai cristiani di abbandonare il nord del paese; aprile: il presidente ciadiano Idriss Déby si appella alle nazioni confinanti con la Nigeria perché costituiscano una forza militare comune in grado di affrontare i militanti di Boko Haram, che rischiano di destabilizzare l’intera regione del bacino del Lago Ciad; maggio: il governo dichiara la stato di emergenza negli stati di Yobe, Borno e Adamawa, e invia truppe per combattere Boko Haram; giugno: Boko Haram rivendica la responsabilità di attacchi a chiese nella città di Jos e nello Stato di Borno (1 morto e decine di feriti); una folla di cristiani arrabbiati uccide 6 musulmani come rappresaglia; il miliardario Aliko Dangote apre a Objana (nello stato centrale di Kogi) il più grande cementificio dell’Africa subsahariana (si tratta di uno dei più grandi investimenti fatti nel paese al di fuori del settore petrolifero); luglio: la Nigeria firma i preliminari di un accordo economico con l’americana Vulcan Petroleum per la costruzione di sei nuove raffinerie di greggio (la Nigeria, grande produttore di petrolio, ha scarse capacità di raffinazione ed è costretta a importare la maggior parte del suo carburante); agosto: l’esercito uccide 20 membri di Boko Haram a Maiduguri; il governo rivela di aver iniziato colloqui informali con il gruppo, ma i leader di Boko Haram smentiscono; settembre: Boko Haram massacra oltre 150 persone in attacchi nel nord-est; le forze di sicurezza si scontrano con ribelli di Boko Haram nella capitale Abuja; ottobre: Boko Haram attacca con bombe basi dell’esercito a Maiduguri, la roccaforte degli islamisti; l’esercito dice di aver ucciso 24 ribelli e arrestato un comandante del gruppo, Shuaibu Muhammed Bama; novembre: a Enugu 100 persone accusate di tradimenti per aver insegnato una marcia per chiedere l’indipendenza del Biafra; l’esercito rivendica l’uccisione di un importante leader di Boko Haram, Ibn Saleh Ibrahim, a Maiduguri; dicembre: un ingegnere francese è rapito nello stato di Katsina e il gruppo islamista Ansaru rivendica l’operazione; 20 cristiani uccisi in attacchi tra Natale e Capo d’Anno negli stati di Yobe e Borno.

 

2013, gennaio: l’esercito dice di aver arrestato un leader di Boko Haram, Mohammed Zangina, a Maiduguri; maggio: il governo dichiara lo stato di emergenza negli stati di Yobe, Borno e Adamawa, e invia nuove truppe per combattere i militanti di Boko Haram; luglio: oltre 40 persone, fra studenti e personale scolastico, sono uccise (alcune arse vive) in un attacco contro una scuola secondaria di Mamudo (Stato di Yobe), e tutti i sospetti convergono su Boko Haram; a Pechino, il presidente Gookluck e l’omologo cinese Xi Jinping, firmano l’accordo per un prestito cinese di 1,1 miliardi di dollari a tassi agevolati per la realizzazione di terminal aeroportuali nella quattro città principali nigeriane, per la metropolitano di Lagos, lo sviluppo di impianti per l’estrazione di gas e petrolio e la produzione di energia elettrica; agosto: a Kondunga, nel nord-est del paese, 44 fedeli musulmani sono uccisi da uomini armati mentre pregano in una moschea; 13 persone, tra cui 2 agenti di polizia, uccise in una serie di attacchi dei miliziani di Boko Haram nello Stato di Borno; a fine mese, non meno di 20 civili arruolati in milizie locali di autodifesa, che sostengono l’esercito in un’offensiva contro Boko Karam, uccisi a Bama e Damasak (Stato di Borno); settembre: l’esercito uccide oltre 50 miliziani islamisti presso Maiduguri; il presidente Goodluck licenzia nove ministri in un clima di profonde divisioni nel partito di governo; un attacco del gruppo fondamentalista Boko Haram nel nord del paese provoca oltre 160 vittime; novembre: sei governatori di stato abbandonano il partito di governo (Partito democratico popolare–Pdp) e si uniscono al Congresso di tutti i progressisti, all’opposizione (l’opposizione vanta ora la maggioranza dei governatori).

 

2014, aprile: Boko Haram rapisce oltre 200 studentesse da una scuola con convitto in Chibok; l’intero mondo si dice indignato; gli Usa e la Gran Bretagna inviano aerei per la ricerca delle ragazza; i leader dell’Africa occidentale si accordano per combattere gli estremisti islamici; maggio: varie città e centri minori colpiti da attacchi terroristici di Boko Haram; luglio: Nigeria e paesi confinanti decidono di formare una “joint force” per combattere Boko Haram, che sto ormai diventato una minaccia per l’intera regione; agosto: Boko Haram proclama un califfato (“stato islamico”) nei territori da esso controllati nel nord-est del paese, ma il governo federale rigetta la dichiarazione; posposta la riapertura delle scuole per il pericolo rappresentato dall’ebola (già 5 le vittime nel paese); ottobre: l’esercito nigeriano dichiara di aver concluso un cessate-il-fuoco con Boko Haram e che le studentesse varranno presto liberate, ma il gruppo terroristico nega l’accordo e fa sapere che le ragazze sono state date in moglie a uomini musulmani; il presidente Goodluck conferma la sua candidatura alle elezioni presidenziali del febbraio 2015; novembre: oltre 100 vittime in un attacco contro la moschea centrale di Kano; altri attacchi minori in altre città; novembre: ripetuti attacchi di Boko Haram in diverse città presso il Lago Ciad; Boko Haram cambia campo: da al-Qaida allo Stato Islamico; dicembre: Boko Haram uccide 32 persone nel villaggio di Gumsuri, nel nord della Nigeria, e rapisce decine di abitanti, tra cui donne e bambini (forse un centinaio); l’esercito camerunense annuncia oggi di aver ucciso 116 miliziani di Boko Haram nel corso di un’offensiva contro una base militare nell’estremo nord del paese, alla frontiera con la Nigeria; non meno di 30 civili uccisi e 50 feriti nell’esplosione di un ordigno in una stazione di autobus a Gombe, capitale dell’omonimo Stato settentrionale; l’esercito rivendica l’uccisione di alcuni miliziani nell’area tra Damboa e Maiduguri, la capitale dello Stato del Borno (considerato la principale base operativa del gruppo islamista); sangue anche nella notte di Natale, con un bilancio di 39 morti il bilancio, in una serie di attentati contro chiese cristiane, il più sanguinoso, al termine di una Messa alla periferia di Abuja; il Vaticano condanna: «Si tratta di odio cieco e assurdo»; fine dicembre: l’ex generale Muhammed Buhari, settimo presidente della Nigeria defenestrato da Babangida nell’agosto 1985, emerge come candidato presidenziale del Congresso di tutti i progressisti (partito di opposizione); sfiderà Jonathan alle elezioni di fine marzo 2015.

 

2015, gennaio: continua la drammatica serie di attentati firmati da Boko Haram; il governo è incapace di garantire la sicurezza negli stati del nord-est; febbraio; le elezioni, previste per il 14 e 28 di questo mese, sono posposte di 6 settimane, data l’impossibilità di garantire lo svolgimento dello scrutinio nei territori sotto il controllo di Boko Haram; Nigeria, Ciad, Camerun e Niger formano una colazione contro il movimento estremista islamico, registrando subito alcuni successi, quali la riconquista di alcune città in Nigeria, Ciad e Camerun; l’ex presidente Olusegun Obasanjio abbandona il partito di governo (Partito democratico popolare) e dichiara il suo appoggio al candidato dell’opposizione, Buhari; marzo: le truppe della coalizioni proseguono la vasta offensiva congiunta contro i fondamentalisti di Boko Haram; il presidente Jonathan afferma che «nel volgere di qualche mese, i terroristi perderanno tutti i territori sotto il loro controllo»; proseguono, tuttavia, gli orrori; 9 giorno: è strappata al controllo dei miliziani islamici del gruppo terroristico la città di Damasak, e il giorno 20 è scoperta una fossa comune con almeno cento cadaveri; il governo è determinato a tenere le elezioni il 28 di questo mese; la campagna elettorale è definita «la più odiosa e ripugnante di tutti i tempi»; fine marzo: l’esercito nigeriano riprende il controllo di Gwoza, considerata la roccaforte di Boko Haram, lasciando nelle mani del gruppo terrorista solo due città; attacchi terroristici anche durante lo svolgimento dello scrutinio presidenziale; 31 marzo: dopo aver fallito nel tentativo di farsi eleggere presidente nel 2003, 2007 e 2011, Buhari è dichiarato vincitore delle elezioni, con il 53,95% dei voti (contro il 44,96% di Jonathan), ottenendo la maggioranza in 21 dei 36 stati che compongono la federazione nigeriana; è il primo candidato dell’opposizione a vincere le presidenziali nella storia del paese; suo vice è Yemi Osinbajo, un Yoruba del sud, cristiano evangelico (Buhari assumerà la carica il 29 maggio).

 

2016, 2 aprile: Buhari, parlando alla nazione, chiede a tutti i cittadini collaborazione, ma aggiunge di non attendersi miracoli nel volgere di due mesi, «dopo una distruzione, durata 16 anni, compiuta dal Partito democratico popolare partito»; 6 aprile: miliziani di Boko Haram, travestiti da predicatori, compiono una strage (almeno 24 le vittime) nel villaggio di Kwajafa, nella zona sud dello Stato del Borno; giugno: la crisi del petrolio, causata dai bassi prezzi, costringe la Nigeria ha svalutare la moneta nazionale (il naira): - 40% in un giorno (il presidente Muhammudu Buhari aveva escluso sino ai giorni scorsi il ricorso a una svalutazione del naira per fronteggiare la crisi economica derivante dal greggio); novembre: il gruppo ribelle Niger Delta Avengers (“i vendicatori del Delta del Niger”) fanno saltare tre oleodotti, nel tentativo di rilanciare le lotta nella regione.

 

2017, gennaio: un jet militare nigeriano, in missione contro postazioni degli integralisti di Boko Haram, bombarda un campo profughi sul confine con il Camerun, causando oltre 100 morti e 120 feriti; la marina nigeriana invia navi, come parte della forza regionale, per obbligare il presidente del Gambia, Yahya Jammeh, a mettersi da parte dopo aver perso le elezioni; maggio: 80 delle ragazze rapite dalla scuola di Chibok nell’aprile 2014 sono liberate in uno scambio di prigionieri con Boko Haram; settembre: Human Rights Watch ritiene che il Camerun abbia forzatamente rimpatriato 100.000 rifugiati nigeriani (accusa negata); dicembre: scontri tra allevatori nomadi negli stati di Benue e Taraba causano la fuga di migliaia di persone; negli stati del nord, sono 1.800.000 gli sfollati per causa degli attacchi di Boko Haram.

 

2018, gennaio: l’inflazione raggiunge il 15,1%; 19 febbraio: 110 studentesse sono rapite da Boko Haram a Dapchi, nello stato di Yobe; il governo ordina che tutte le scuole situate in zone infestate dai ribelli di Boko Haram siano protette dalla polizia; 21 marzo: una settimana dopo la visita del presidente Buhari alla scuola delle ragazze e la sua promessa di «fare tutto il possibile» per riportarle, i militanti di Boko Haram le riportano indietro (5 di loro sarebbero morte); non si sa se nel frattempo sia stato pagato un riscatto; da agosto a fine anno: l’intensificarsi degli attacchi di Boko Haram contro basi dell’esercito mina la credibilità di Buhari e smentisce le sue rivendicazioni di aver virtualmente sconfitto il gruppo ribelle; molti leader militari si lamentano che i ribelli sono meglio armati dell’esercito regolare (in due anni, il presidente ha cambiato 5 generali al comando delle operazioni contro Boko Haram); ottobre: almeno 30 persone sono uccise quando un oleodotto prende fuoco ed esplode nel sud-est della Nigeria, dopo un raid di sospetti ladri di benzina.

 

2019, inizio gennaio: il presidente Buhari, che cerca un secondo mandato alle elezioni del prossimo mese, riconosce che le truppe regolari «sono sotto tremenda pressione» da parte di Boko Haram: «Mi assumo le mie responsabilità», aggiunge; febbraio: numerosi massacri di natura etnica (tra il gruppo Fulani e il gruppo Adara) nello stato di Kaduna (centinaia le vittime); 23 febbraio: si tengono le elezioni presidenziali e parlamentari, dopo essere state rinviate di una settimana per difficoltà logistiche; in alcune zone, a causa delle violenze elettorali, lo scrutinio viene rimandato al 24 febbraio o al 9 marzo; le elezioni risultano essere le più costose mai tenute in Nigeria (625 milioni di dollari); il presidente in carica sconfigge il suo più stretto rivale, Atiku Abubakar, per oltre 3 milioni di voti; l’opposizione bolla immediatamente il risultato come “falso” e presenta ricorso; 29 maggio: Buhari presta giuramento; settembre: la polizia salva un gruppo di donne di Lagos costrette a vendere i propri bambini; fine ottobre: dopo un’aspra battaglia legale durata otto mesi, la Corte Suprema respinge ogni appello contro la correttezza della elezione di Buhari; dicembre: Action Against Hunger dice che quattro dei sei operator umanitari detenuti da estremisti islamici sono stati uccisi; dicembre: i nigeriani esprimono preoccupazione per la nuova legge sui social media; nuova strage di cristiani in occasione del Natale: un gruppo jihadista legato allo Stato Islamico diffonde il video dell’uccisione di 11 cristiani nel nord-est del paese.

 

2020, gennaio: 19 persone sono uccise e case e altri edifici vengono bruciati da uomini armati nello Stato di Kogi; 30 morti e 35 feriti in una esplosione di una bomba a Gamboru, nello Stato di Borno, apparentemente ad opera di Boko Haram; fine gennaio: le autorità annunciano un aumento delle misure di emergenza per contenere l’ultimo focolaio di febbre di Lassa, che ha già causato la morte di 29 persone; il presidente americano Trump vieta l’entrata negli Stati Uniti di tutti i potenziali immigrati provenienti dalla Nigeria; febbraio: le autorità statunitensi decidono di restituire 300 milioni di dollari sequestrati dai conti riciclati dell’ex presidente Sani Abacha; Boko Haram uccide almeno 30 persone ad Auno, nello stato di Borno; 28 febbraio: il Ministero della Sanità nigeriano conferma la messa in quarantena di un cittadino italiano che lavora a Lagos perché positivo al Covid-19 (sarebbe il primo caso di Covid-19 in Nigeria e nell’Africa subsahariana); marzo: quattro agenti di polizia e due miliziani sono uccisi dai militanti di Boko Haram durante un raid in una base militare a Damboa, nello Stato di Borno; una esplosione a Lagos uccide 15 persone; 70 militari, caduti in una imboscata, sono uccisi da Boko Haram, nello Stato di Borno; aprile: 47 persone sono uccise da banditi armati nello stato di Katsina; la Banca Centrale della Nigeria preleva 1,47 trilioni di naira (3,8 miliardi di dollari) dai prestatori, come riserve di liquidità aggiuntive per non aver raggiunto gli obiettivi normativi; crescono i contagi di Coronavirus; maggio: estremisti di Boko Haram attaccano un villaggio nel nord del paese, uccidendo almeno 20 persone; giugno: altri massacri per opera di Boko Haram (101 vittime); tutti i 39 governatori nigeriani dichiarano lo stato di emergenza per lo stupro e le violenze contro le donne e le bambine nel paese; luglio: nuovi attacchi di Boko Haram nello Stato di Katsina; agosto: Yahaya Sharif Aminu, un cantante di religione islamica originario dello stato di Kano, è condannato a morte per blasfemia (a febbraio ha diffuso via Whatsapp alcuni suoi testi in cui esalta un imam della tariqa Tijanniyya, un ordine sufi di origine senegalese (molti esponenti del mondo religioso hanno giudicato le parole del giovane dissacranti nei confronti del profeta Maometto); 18 persone sono uccise nello stato di Borno da militanti dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale; 1° ottobre: il paese celebra i 60 anni di indipendenza in una situazione molto critica; le forze di sicurezza ricorrono proiettili esplosivi per disperdere la folla a Lekki, causando morti e feriti; il governatore dello stato di Lagos dichiara un coprifuoco di 24 ore; 31 ottobre: i casi accertati di Coronavirus sono 62,691, 1,144 le vittime, e 58,430 guariti; nei primi dieci mesi del 2020, la pandemia ha drammaticamente colpito la produzione petrolifera della Nigeria, che rappresenta più della metà delle entrate del governo; il Fondo Monetario Internazionale prevede che il Pil si ridurrà del 5,4% nel 2020 (a febbraio, ha approvato la richiesta del paese di 3,4 miliardi di dollari di finanziamenti d’emergenza).

 

(Aggiornato al 1° novembre 2020)

Nome ufficiale: Repubblica federale di Nigeria
Superficie
: 923.768 km2
Capitale
: Abuja (2,4 milioni di abitanti); città principale, Lagos, con 13.123.000 di abitanti
Lingue
: inglese (ufficiale); hausa, yoruba, ibo, fulani (più altre 500 lingue locali)
Sistema
politico: repubblica presidenziale federale
Indipendenza
: 1° ottobre 1960 (dalla Gran Bretagna)
Capo
dello stato e del governo: Muhammed Buhari (dal 29 maggio 2015)
Religioni
: musulmani (50%), cristiani (40%, di cui 15% cattolici), seguaci delle religioni tradizionali (10%)

 


Popolazione

Abitanti: 190.632.000 (stime luglio 2017)
Gruppi
etnici: oltre 250 etnie; tra le più numerose: hausa e fulani (29%), yoruba (21%), ibo (18%), ijaw (10%), kanuri (4%), ibibio (3,5%), tiv (2,5%)
Crescita
demografica annua: 2,43% (2017)
Tasso
di fertilità: 5,07 figli per donna
Popolazione
urbana: 49,4% (2017)
Mortalità
infantile (sotto i 5 anni): 108/1.000
Speranza
di vita: 53,8 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 40,4%
Prevalenza
Hiv: 2,9%
Accesso
a servizi sanitari adeguati: 32,8%
Accesso
all’acqua potabile: 68,5%

 


Economia

Il 62% della popolazione vive in estrema povertà
Indice
di sviluppo umano: 0,527 (152° su 188 paesi)

Prodotto interno lordo: 400 miliardi di dollari (1.118 miliardi a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro
capite annuo: 2.100 dollari (5.900 a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua
: 0,8% (2017)
Inflazione
: 16,3% (2017)
Disoccupazione
: 13,4 (2017)
Risorse
naturali: gas naturale, petrolio, stagno, materiali di ferro, carbone, calcari, niobio, piombo, zinco; terra arabile
Prodotti agricoli
: cacao, arachidi, olio di palma, mais, riso, sorgo, miglio, cassava, yam, caucciù; bestiame, ovini, caprini, maiali; legname; pesce
Esportazioni
: petrolio e prodotti petroliferi (95%), cacao, caucciù (40,81 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, beni di consumo, cibo e animali vivi (35,24 miliardi di dollari nel 2917)
Debito
estero: 35,23 miliardi di dollari (fine 2017)

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Il boom delle criptovalute in Africa

Da qualche tempo i media esaltano la crescita straordinaria delle criptovalute nei paesi del continente e, in generale, in quelli emergenti e in via...

Il sultano in Africa se la prende con i “colonialisti”

L’impero neo-ottomano cerca sempre maggiori consensi in Africa. Come? Promettendo patti alla pari con molti paesi del continente. E additando quale male assoluto il...

Nigeria: in aumento i rapimenti nel Nord-Est

Dallo scorso dicembre, la Nigeria nord-occidentale è diventata teatro di una lunga serie di rapimenti di studenti e abitanti dei villaggi a scopo di...

Pandora Papers, tutti gli africani coinvolti

C’è anche l’Africa in quel vaso di Pandora scoperchiato dai Pandora Papers. Anzi africani. I cui beni finanziari si sono persi nel corso degli...

La cosa nera. Indagine a tutto campo sulla mafia nigeriana

Per essere una indagine “a tutto campo” risulta un po’ smilza. Specie quando pretende di tracciare in poche pagine i contesti storici e culturali...

La ladra di parole

The girl with louding voice è diventato, in Inghilterra e negli Stati Uniti, un caso editoriale. Le premesse che il primo romanzo della nigeriana...

Gli “stati ombra” che minacciano le democrazie in Africa

Reti di potere private, gruppi economici influenti, network di individui e organizzazioni in grado di orientare i policy maker. E ancora faccendieri, apparati legislativi,...

Calcio e non solo: 6 partite indimenticabili

Tante hanno inaugurato l'inizio di nuove epoche, alcune sono rimaste nell'immaginario collettivo per i campioni in campo e altre ancora hanno portato in dote...

Afghanistan-Sahel: tra similitudini e radicali differenze

Le drammatiche conseguenze del ritiro delle truppe di Washington dall’Afghanistan sono seguite con un misto di trepidazione e gioia a migliaia di chilometri di...

Riforma dell’industria petrolifera in Nigeria: una rivoluzione a metà

Il 16 agosto il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha sottoscritto il Petroleum Industry Act (Pia) la nuova legge di riforma dell’industria del petrolio e...

La Nigeria ha una nuova legge sul petrolio

Il parlamento nigeriano ne ha discusso per oltre 13 anni e il testo è stato riscritto più volte per trovare un equilibrio tra parlamento...

Delta del Niger, la Shell paga per l’inquinamento

Non riconosce fino in fondo le proprie responsabilità e tuttavia accetta di pagare un indennizzo alle popolazioni del sud-est della Nigeria, le cui terre...

Terrorismo in Africa, una minaccia crescente

«Nella prima metà di quest’anno, l’Africa è diventata la regione più colpita dal terrorismo, dove i gruppi estremisti affiliati allo Stato islamico e ad...

Un Movimento del Popolo per rifondare l’Africa

Rivolta afrobeat. Nel nome del popolo, socialista e panafricana. E di padre in figlio. Da Fela Kuti, popstar leggenda Seventies in lotta contro i...

Olimpiadi, la terra promessa del calcio africano

Nello sterminato ventaglio di cose con cui Pelé si è consegnato all'immortalità calcistica, sicuramente non c’è il cosiddetto settimo senso. Come molti altri colleghi,...

Nigeria: nuove minacce alla libertà di stampa

Nella classifica 2021 del World Press Freedom Index la Nigeria è 120 su 180 paesi. Era al 115simo posto nel 2020. “La Nigeria è...

In Africa 32 milioni di sfollati interni

Sono 32 milioni gli sfollati interni in Africa. Per motivi diversi sono stati costretti a lasciare le loro case, le loro comunità, la loro...

2020: anno terribile per i minori nei conflitti armati

26.425 gravi violazioni tra cui attacchi a scuole, ospedali e il negato accesso all’assistenza umanitaria. Nel 2020 i bambini e le bambine nelle aree...

Nigeria, cambiare nome non basta

Persino sui media mainstream italiani che di solito non hanno come priorità il continente africano, la Nigeria sta avendo in questi giorni un’attenzione particolare....

Nigeria, 50 anni di storia attraverso i quotidiani

Archiviare online 18.627 giorni di giornali. Vale a dire un giornale al giorno, pubblicato in Nigeria dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 2010....

Le 10 crisi di sfollati più trascurate al mondo

Oggi gli abitanti di Goma, nell’est dell’Rd Congo, sono stati costretti a scappare dalle loro abitazioni per i terremoti e la lava generati dall’eruzione...

Il Covid spinge le rimesse in Africa

La pandemia avrebbe dovuto rallentare le rimesse dei migranti. Almeno queste erano le previsioni della Banca mondiale. Invece no. Anzi. In Italia si è...

Nigeria: #EndSars, le origini del movimento

Il report #EndSars: police brutality, protests and shrinking civic space in Nigeria, prodotto e pubblicato il 22 marzo da una coalizione di organizzazioni della...

Trascinati da fantasia e passione

L'apocalisse sta travolgendo il mondo, esplosioni si susseguono a tutte le latitudini, i potenti della terra si incontrano per cercare di porre fine a...

Caso Opl-245, tutti assolti

L'affare Opl-245 non è stato macchiato dalla corruzione. La sentenza di primo grado del processo a Eni, Shell, 13 tra manager apicali delle due...

Le lezioni del caso Opl-245

E' stata emessa poco fa la sentenza (di assoluzione per i vertici Eni, vedi comunicato in fondo all'articolo) del processo al tribunale di Milano...

Chi è la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala

La nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala – venuto meno il veto dell’amministrazione Trump di inizio novembre 2020, dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Joe Biden –...