Seicelle

1502: il navigatore portoghese Vasco da Gama esplora le isole Seicelle. 1768: coltivatori francesi cominciano a insediarsi nelle isole con i loro schiavi. 1794: la Gran Bretagna si annette le isole, che vengono amministrate dall’isola di Maurizio. 1903: le Seicelle diventano una colonia britannica a sé.

 

1948: prime elezioni per un consiglio legislativo. 1964: France-Albert René fonda il Partito popolare unito delle Seicelle (Ppus), formato in gran parte da discendenti di schiavi e lavoratori indiani e animato da una prospettiva politica indipendentistica; poco dopo, James Mancham crea il Partito democratico delle Seicelle (Pds), più propenso al business e in opposizione alle forze indipendentiste. 1966: ripetuti scioperi generali; il Pds vince le elezioni parlamentari.

 

1970: nuovi scioperi generali; il Pds si riconferma vincitore alle elezioni parlamentari. 1974, aprile: alle elezioni parlamentari il Ppus ottiene il 47,5% dei voti, ma il particolare sistema “democratico” coloniale gli assegna solo 2 dei 15 seggi; Mancham è nominato primo ministro, ma è ormai incapace di contenere l’ondata indipendentista.

 

1976, 26 giugno: le Seicelle ottengono l’indipendenza dalla Gran Bretagna; su suggerimento di Londra, Mancham accetta di diventare presidente; France René è primo ministro; poco prima, Mancham ha ceduto alla Gran Bretagna le isole del Territorio britannico dell’Oceano Indiano (Biot), di grande importanza strategica (amministrate dal 1967 da Mohéli, una delle isole Comore; Londra le cederà agli Usa per costruirvi la basa aeronavale di Diego Garcia).

 

1977: mentre Mancham cerca di rinviare per l’ennesima volta le elezioni, le milizie del Ppus di René s’impadroniscono del potere e René è insediato alla presidenza. 1978: René cambia la costituzione, instaura il monopartitismo, si pronuncia a favore del socialismo, avanza proposte per riorganizzare il turismo, rivendica la priorità dell’agricoltura e della pesca in vista dell’autosufficienza alimentare; giugno: il Ppus diventa Fronte progressista del popolo delle Seicelle (Fpps) e ottiene il 98% dei voti; dopo la vittoria, René annuncia la chiusura della stazione satellitare americana nell’arcipelago e chiede la smantellamento della base americana di Diego Garcia e la restituzione dell’isola al governo di Maurizio; agosto: la nuova legge agraria prevede l’espropriazione dei terreni improduttivi; nazionalizzazione di servizi di elettricità, acqua, edilizia civile e trasporti. 1979-80: nel biennio le Seicelle raggiungono un reddito pro capite annuo superiore a tutte le altre isole della regione.

 

1981, novembre: 45 mercenari, con base in Sudafrica e guidati dall’ex colonnello Mike Hoare, tentano l’invasione dell’isola per rovesciare il governo di René e riportare Mancham al potere; appoggiato da Pretoria e preparato a Londra dall’ex presidente Mancham, il golpe fallisce; il governo decreta lo stato di emergenza e il coprifuoco; il turismo cala del 10%. 1982, agosto: fallisce un tentativo di ammutinamento di alcuni reparti dell’esercito; campagna di denigrazione del governo socialista delle Seicelle da parte di alcuni mezzi di comunicazione conservatori d’Europa. 1984: René è rieletto con il 93% dei voti.

 

1986: Seicelle e Stati Uniti rinegoziano l’accordo per il mantenimento di una stazione satellitare statunitense a Mahé; settembre: nuovo tentativo di golpe militare; René, in visita in Zimbabwe, rientra, reprime la rivolta e fa arrestare i responsabili, tra cui il ministro della difesa, col. Ogilvy Berlouis; il governo promuove la creazione di una zona di pace nell’Oceano Indiano e chiede che solo navi da guerra “denuclearizzate” attracchino ai suoi porti; le flotte statunitense e britanniche smettono di usare i porti delle Seicelle. 1989, giugno: alle elezioni presidenziali René è l’unico candidato ed è rieletto per un terzo mandato (96% dei voti).

 

1991: René restaura al multipartitismo; l’Fpps ottiene 13 su 23 seggi in parlamento; il Pds di Mancham, 8 seggi. 1993: René vince le elezioni presidenziali e il suo partito ottiene la maggioranza assoluta in parlamento. 1998: nuova rielezione di René e nuova maggioranza dell’Fpps in parlamento (30 seggi su 34).

 

2001, settembre: per dimostrare agli investitori stranieri che c’è stabilità nel paese, René anticipa di due anni le elezioni presidenziali e risulta eletto per la terza volta consecutiva; il candidato dell’opposizione, Wavel Ramkalawam, ottiene il 45% dei voti.

 

2002, gennaio: la corte costituzionale respinge la richiesta del Partito nazionale delle Seicelle (Pns) di annullare le presidenziali dell’anno precedente; dicembre: l’Fpps vince le parlamentari, ma il Pns, all’opposizione, passa da 1 a 11 seggi.

 

2003, luglio: vengono introdotte riforme economiche per ridurre il deficit nel bilancio dello stato; nuova tassa sulle importazioni, sui prodotti locali e sui servizi; le isole escono dalla Comunità di sviluppo dell’Africa australe (Sadc) e tre ambasciate straniere sono chiuse; la polizia arresta quattro membri del Pns, tra cui Jean-François Ferrari, del quotidiano Regar, per aver raccolto firme contro la nuova tassa; settembre: il corpo senza vita di Thérese Blanc-Payet, cognata di Ferrari, è trovato su una spiaggia; la Commissione per lo sviluppo del parlamento europeo chiede a René un rapporto sulla situazione dei diritti umani nelle Seicelle.

 

2004, aprile: dopo quasi 30 anni al potere, René si dimette; gli succede l’ex vice presidente, James Michel; René continua a dirigere l’Fpps; luglio: le Seicelle escono dalla Comunità di sviluppo dell’Africa del Sud (Sadc), ma pianificano di rientrarci nel 2006; dicembre: gravi danni causati a tre isole da onde anomale generate da un terremoto sottomarino in Indonesia.

 

2006, febbraio: il governo annuncia che intende rientrare nella Sadc; maggio: cresce la preoccupazione per il diffondersi un virus mutante aggressivo (denominato chikunganya), trasmesso in tutta la regione dell’Oceano Indiano da una zanzara scoperta in Africa e che ha già infettato 275mila persone; luglio: Michel vince le elezioni presidenziali; ottobre: il parlamento proibisce a tutte le organizzazione politiche e religiose di gestire stazioni radio, causando una sorprendente serie di disordini popolari.

 

2007, maggio: l’Fpps vince le elezioni parlamentari, anticipate per l’uscita dal parlamento dell’opposizione per protestare contro la decisione che i partiti politici non possono possedere o gestire stazioni radio.

 

2008, novembre: il Fondo monetario internazionale stanzia 26 milioni di dollari (in due anni) per salvare l’economia nazionale indebitata. 2009, gennaio: il presidente Michel chiede ai creditori di cancellare metà del debito estero (800 milioni di dollari); l’economia è stata colpita da un forte calo del turismo e dalla crisi finanziaria mondiale; aprile: pirati somali si spingono con le loro azioni a sud, verso le Seicelle e oltre, dopo che le operazioni internazionali di pattugliamento sono aumentate nel Golfo di Aden; ottobre: gli Usa promettono di fornire alle Seicelle “droni spia” per combattere la pirateria, mentre la Francia offre aiuto legale; novembre: le Seicelle e l’Unione europea firmano un patto anti-pirateria, in virtù del quale le truppe europee possono essere stanziate sulle isole; la Banca mondiale approva un prestito di 9 milioni per aiutare le isole a ritrovare la stabilità economica.

 

2010, marzo: un’unità navale della guardia costiera libera 27 ostaggi rapiti dai pirati in due arrembaggi distinti; luglio: primo processo a pirati celebrato nelle Seicelle (11 somali sono condannati a carcere); agosto; le Seicelle riconoscono la Corte penale internazionale.

 

2011, maggio: il presidente Michel vince le elezioni presidenziali.

 

2012, aprile: cade un drone americano dopo essere decollato dalle isole, usate come base da cui partire per monitorare i pirati somali.

 

2013, aprile: le Seicelle concedono asilo politico al genero del presidente tunisino Zine al-Abidine Ben Ali, che è stato deposto dalla “Primavera araba”; segue una mezza crisi diplomatica con la Tunisia, che ne chiede l’estradizione; le Seicelle e l’Isola di Man firmano un accordo che disciplina lo scambio di informazioni in materia fiscale tra i due paesi, anche in vista di una maggiore cooperazione economica.

 

2015, maggio: il parlamento emenda il codice penale, decriminalizzando l’omosessualità (prima punibile con 14 anni di carcere); dicembre: il presidente James Michel vince un terzo mandato presidenziale grazie a una manciata di voti in più del leader del Partito nazionale delle Seicelle (Pns), Wavel Mamkalawan (50,2% contro 49,8%).

 

2016, settembre: l’Alleanza democratica seicellese (in lingua locale Linyon Demokratik Seselwa – LDS) che raccoglie alcuni partiti dell’opposizione, vince le elezioni parlamentari (49,6% dei voti), dopo 40 anni di strapotere del Fronte progressista del popolo delle Seicelle (Fpps), ora denominato Partito del popolo (Parti Lepep, o PL), che ha ottenuto il 49,2%; 16 ottobre: presidente James Michel dà le dimissioni, cedendo la carica a Danny Faure,

 

2017, 8 gennaio: muore il primo presidente delle Seicelle, James Mancham, all’età di 77 anni; era rimasto in carica solo un anno, prima di essere defenestrato da un colpo di stato; novembre: il nome delle isole Seicelle figura più volte nei “Paradise Papers”, un insieme di 13,4 milioni di documenti riservati relativi a investimenti offshore scoperti dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, e condivisi con il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi; i Papers offrono notizie circa gli affari finanziari di politici, celebrità, aziende e uomini d’affari seicellesi; sei somali, sospettati di essere dei pirati e arrestati a sud della Somalia da una nave italiana impegnata nelle operazioni anti-pirateria dell’Unione europea (Atlanta), sono consegnati alle carceri della Seicelle.

 

2018, 30 gennaio: il ministro degli esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, in visita a Victoria, firma un accordo con il governo che permette all’India di costruire infrastrutture militari sull’isola di Assumption, per ampliare la sua influenza strategica nell’Oceano Indiano, contrastando quello che il ministro definisce “lo strapotere cinese”; febbraio: il governo firma una legge che restringe quasi ogni attività umana in un’area maina di circa 210.000 km2 attorno all’atollo Aldabra (riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità”), dichiarata ora “zona protetta”; è il frutto di un accordo che permetterà al governo di risanare circa 17 milioni di euro del proprio debito pubblico; l’accordo è stato reso possibile dall’intervento di finanziatori privati (tra cui l’ong americana The Nature Conservancy, la China Global Conservation Fund e la Fondazione Leonardo DiCaprio) e di alcuni stati, tra cui Italia, Belgio, Francia, Regno Unito e Sudafrica; 20 marzo: l’opposizione, che detiene la maggioranza dei seggi in parlamento, dice che non ratificherà mai l’accordo firmato dal governo con l’India per la costruzione di una base militare nelle Seicelle.

 

(Aggiornato al 22 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica di Seicelle
Superficie
: 455 km2 (l’arcipelago è composto da 155 isole)

Nome ufficiale: Repubblica di Seicelle
Superficie
: 455 km2
Capitale: Victoria
Lingue: creolo (89,1% – ufficiale), inglese (5,1% – ufficiale) francese (0,7% – ufficiale), altre (5,2%)
Sistema politico: repubblica presidenziale
Indipendenza
: 29 giugno 1976 (dalla Gran Bretagna)
Capo di stato e di governo
: Danny Faure (dal 16 ottobre 2016)
Religioni
: cattolici (80%), cristiani non cattolici (15%), induisti (2,4%), musulmani (1,6%), altri (1,3%)



Popolazione

Abitanti: 93.920 (stime luglio 2017)
Gruppi etnici
: meticci, africani (bantu), indiani, cinesi, arabi, europei (francesi)
Crescita demografica annua
: 0,77% (stime 2017)
Tasso di fertilità
: 1,85 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 54,5% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 13,6/1.000
Speranza di vita
: 74 anni
Analfabetismo
(sopra i 15 anni): 8,2%
Prevalenza Hiv
: 0,01%
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 98,4%
Accesso all’acqua potabile
: 95,7%

 


Economia

Indice di sviluppo umano: 0,782 (63° su 189 paesi)
Prodotto interno lordo
: 1,48 miliardi di dollari (2,71 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 15.758 dollari (28,900 dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica annua
: 4,1% (2017)
Inflazione
: 2,8% (2017)
Risorse naturali
: pesce, noci di cocco (copra), cinnamomo; turismo
Prodotti agricoli
: noci di cocco, cinnamomo, vaniglia, patate dolci, cassava, copra, banane; pollame; pesce (tonno)
Esportazioni
: tonno in scatola, pesce congelato, cinnamomo, copra, prodotti petroliferi (riesportati) (495,4 milioni di dollari nel 2017)
Importazioni
: macchinari e equipaggiamento, cibo, prodotti petroliferi e chimici, altri manufatti (1,04 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 2,73 miliardi di dollari (fine 2017)