Sao Tomè e Principe

L’arcipelago è ancora disabitato quando giungono per la prima volta navigatori europei, tra il 1469 e il 1472. I portoghesi vi trasportano prigionieri ed ebrei esiliati. 1493: primo insediamento stabile nell’isola di São Tomé, ad opera di Avaro Caminha, che ottiene il territorio in donazione dalla corona portoghese. 1500; anche l’isola di Príncipe comincia a essere abitata. Secolo 16°: le due isole diventano un importante scalo per negrieri spagnoli, inglesi, olandesi e portoghesi che trasportano schiavi nelle Americhe; alcuni schiavi vi sono trattenuti per dare inizio a piantagioni di canna da zucchero. 1522: il Portogallo assume la diretta amministrazione delle due isole; le rivolte degli schiavi non tardano a scoppiare. 1574: assalto degli angolares (schiavi provenienti dall’Angola) contro le zone nord dell’isola e diverse piantagioni e fattorie sono distrutte. 1585: un incendio devasta la città di São Tomé.

 

1595. rivolta di schiavi, capeggiata da Amador; luglio: 5.000 ribelli assaltano São Tomé, ma sono respinti dai portoghesi (500 le vittime tra i ribelli); Amador, con pochi irriducibili, si rifugia nella foresta ma, in agosto, è catturato e ucciso; l’agricoltura declina e per oltre un secolo l’arcipelago torna a essere un mero deposito di schiavi.

 

Inizio Ottocento: sono introdotti il cacao e il caffè (nel 1908 São Tomé sarà il primo produttore mondiale di cacao). 1876: abolizione della schiavitù, ma gli abusi nelle piantagioni proseguono. Inizio Novecento: boicottaggio internazionale contro il “cacao schiavo” della colonia portoghese.

 

1951: l’arcipelago diviene provincia d’oltremare del Portogallo; persiste la “neoschiavitù”. 1953: nuove rivolte culminano nel “Massacro di Batepa” (oltre 1.000 vittime). 1960: formazione del primo gruppo nazionalista, che più tardi diventerà il Movimento di liberazione di São Tomé e Príncipe. 1963: primo sciopero generale di 24 ore paralizza le piantagioni. 1969: nasce il Movimento di liberazione di São Tomé e Príncipe (Mlstp), con sede in Gabon, con orientamento socialista.

 

1974, aprile: un colpo di stato in Portogallo contro Marcello Caetano pone fine alle guerre per la conservazione delle colonie africane; esodo di portoghesi dall’arcipelago; novembre: ad Algeri, i leader dell’Mlstp s’incontrano con il governo portoghese per stabilire un programma di trasferimento di potere; segue un periodo di governo di transizione. 1975, 12 luglio: è proclamata l’indipendenza; presidente è il segretario generale dell’Mlstp, Manuel Pinto da Costa; primo ministro è Miguel Trovoada; nazionalizzazione delle piantagioni; socializzazione della sanità; l’apparato statale è ristrutturato su linee socialiste; stretti i legami con il blocco comunista; alle riforme si oppone una frangia capeggiata dal ministro della sanità, Carlos de Graça, che, rifugiatosi in Gabon, prepara un’invasione militare delle isole. 1978: il complotto è scoperto e represso con l’aiuto di truppe angolane. 1979: Trovoada, accusato di complicità con gli attentatori, è arrestato; liberato nel 1981, opta per l’esilio.

 

Anni ’80, l’economia deteriora; il governo allenta i propri legami con il mondo comunista, si dichiara “non allineato” e cerca l’appoggio dell’Occidente per i piani di ripresa economica; nuova legislazione in materia d’investimenti stranieri. 1988: tentativo di colpo di stato. 1990: il paese è tra i primi in Africa ad abbracciare una riforma democratica; marzo: un’assembla nazionale sovrana approva il passaggio al multipartitismo; la nuova costituzione che prevede elezioni come contesa tra formazioni politiche e concede al presidente solo due mandati; Trovoada torna dall’esilio.

 

1991, gennaio: prime elezioni politiche libere, vinte dal partito di opposizione, Convergenza democratica, di Leonel d’Alva; inaugurato un governo di transizione, in attesa delle elezioni presidenziali; marzo: Trovoada, presentatosi come indipendente, vince le elezioni presidenziali. 1992: misure di austerità provocano sommosse popolari. 1994: l’Mlstp riconquista la maggioranza dei seggi nelle elezioni parlamentari; il parlamento concede all’isola di Príncipe un’autonomia locale. 1995: l’isola di Príncipe dichiara ufficialmente la propria autonomia e instaura un governo regionale di cinque membri; Trovoada è destituito e arrestato da un gruppo di militari, ma viene prontamente reinsediato dietro le forti pressioni dei paesi donatori.

 

1996: Trovoada è rieletto presidente; scoppiano disordini tra la popolazione per le molte difficoltà economiche. 1997: il 60% del bilancio di São Tomé è rappresentato da aiuti internazionali, in particolare dal Fondo europeo per lo sviluppo; São Tomé stabilisce relazioni diplomatiche con Taiwan e la Cina sospende i suoi legami con il paese. 1998: il debito estero è di 270 milioni di dollari, oltre cinque volte il prodotto interno lordo (circa 50 milioni di dollari); l’Mlstp vince le elezioni generali e Ghilherme Posser da Costa è nominato primo ministro.

 

2000: continua la crisi economica; i dipendenti pubblici scioperano per un aumento di stipendio. 2001, luglio: Fradique de Menezes, esportatore di cacao, vince le elezioni presidenziali; ai primi di settembre presta giuramento. 2002, marzo: l’Mlstp vince di poco le elezioni parlamentari; de Menezes nomina Gabriel Costa primo ministro, e tutti i partiti si accordano su un governo di colazione; agosto: il presidente De Menezes annuncia il piano per una base navale Usa nel paese, che dovrebbe difendere gli interessi petroliferi del paese; settembre: De Menezes dimissiona Costa; ottobre: il presidente nomina un nuovo governo presieduto da Maria das Neves.

 

2003, 16 luglio: mentre il presidente è in Nigeria, alcuni militari assumono il potere; nove giorni De Menezes torna in patria, dopo aver raggiunto un accordo con la giunta, grazie a una mediazione internazionale; in cambio dell’amnistia, i golpisti si arrendono; ottobre: compagnie internazionali partecipano a un’asta per la costruzione di piattaforme petrolifere off-shore controllate da São Tomé e Nigeria. 2004, marzo: crisi governativa caratterizzata da un braccio di ferro tra il presidente e il primo ministro per il controllo degli accordi petroliferi; quattro ministri sono sostituiti; maggio: la Banca mondiale concede un prestito di 6,5 milioni di dollari per finanziare programmi educativi e sanitari; settembre: De Menezes licenzia il primo ministro e l’intero governo per una serie di scandali; il nuovo governo è guidato da Damião Vaz d’Almeida; dicembre: il parlamento approva una nuova legge per proteggere le entrare petrolifere dalla corruzione.

 

2005, febbraio: São Tomé e Nigeria firmano con compagnie internazionali i primi contratti per le esplorazioni petrolifere; giugno: il primo ministro e il governo danno le dimissioni; la signora Maria do Carmo Silveria, già direttrice della Banca centrale, è il nuovo primo ministro.

2006, marzo: alle elezioni parlamentari (disturbate da proteste popolari per le povere qualità della vita), il partito del presidente, il Movimento democratico delle forze per il cambiamento (Mdfc), ottiene 23 dei 55 seggi; aprile: Tomé Soares da Vera Cruz è nominato primo ministro; 30 luglio: Fredique de Menezes è rieletto presidente.

 

2007, marzo: la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale cancellano 360 milioni di dollari di debito estero (90%); Nigeria e São Tomé creano una commissione militare congiunta per proteggere i comuni interessi petroliferi nel Golfo di Guinea.

 

2008, febbraio: il leader dell’opposizione, Patrice Trovoada, è primo ministro di un governo di coalizione; maggio: il parlamento sfiducia il nuovo governo e Trovoada è licenziato; giugno: Joachim Rafael Branco, capo del maggiore partito di São Tomé, è primo ministro di un governo di coalizione; dicembre: numerosi alti ufficiali di governo, tra cui due ex primi ministri, sono portati in tribunale per rispondere del più grande scandalo di corruzione nella storia del paese.

 

2009, febbraio: il governo dichiara di aver sventato un colpo di stato; dicembre: Nigeria e São Tomé varano la commissione militare marittima congiunta per proteggere i comuni interessi petroliferi.

 

2010, gennaio: il leader dell’opposizione, Arlecio Costa, imprigionato con l’accusa di aver orchestrato il golpe del febbraio 2009, è perdonato; marzo: São Tomé apre una gara di appalt per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio; agosto: il partito di opposizione, Azione democratica indipendente (Adi), vince le elezioni amministrative e Patrice Trovoada diventa primo ministro.

 

2011, agosto: il leader dell’indipendenza, Manuel Pinto da Costa, vince le elezioni presidenziali. 2012, dicembre: dopo un voto di sfiducia in parlamento, il presidente Pinto da Costa licenzia il primo ministro Patrice Trovoada, e lo rimpiazza con Gabriel Arcanjo Ferreira da Costa.

 

2014, ottobre: l’Adi, partito di opposizione, vince le elezioni parlamentari con una grandissima maggioranza.

 

2016, agosto: Evaristo Carvalho vince le elezioni presidenziali; 3 settembre: Carvalho presta giuramento come presidente; dicembre: São Tomé rompe le relazioni diplomatiche con Taiwan a le riannoda con la Cina.

 

(Aggiornato al 22 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica democratica di São Tomé e Príncipe
Superficie
: 964 km2
Capitale
: São Tomé
Lingua
: portoghese (ufficiali); forro )36,2%, Cabo Verdiano (8,5%), francese (6,8%), angolar (6,6%), inglese (4,9), linguie (1%), altre (2,4%)
Sistema politico
: repubblica semi-presidenziale (dal 2006)
Indipendenza
: 12 luglio 1975 (dal Portogallo)
Capo di stato
: Evaristo Carvalho (dal 3 settembre 2016)
Primo ministro
: Patrice Emery Trovoada (dal 29 novembre 2014)
Religioni
: cattolici (65,7%), avventisti (4,1%), evangelici (Assemblea di Dio) (3,4%), Nuovi Apostolici (2,3%), Regno Universale di Dio (2%), Testimoni di Jehovah (1,2%), altri (21,3%)

 


Popolazione

Abitanti: 201.000 (stime luglio 2018)
Gruppi etnici
: meticci, angolares (discendenti di schiavi angolani), forros (discendenti di schiavi liberati), servicais (lavoratori contrattuali da Angola, Mozambico e Capo Verde), tongas (figli di servicais nati sulle isole) portoghesi
Crescita demografica annua
: 1,72% (2017)
Tasso di fertilità
: 4,25 figli per donna (2017)
Popolazione urbana
: 66,2% (2017)
Mortalità infantile
(sotto i 5 anni): 47,3/1.000
Speranza di vita
: 65,3 anni
Analfabetismo
: 25,1%
Accesso a servizi sanitari adeguati
: 34,7%
Accesso all’acqua potabile
: 97,1%

 


Economia

Il 61,7% della popolazione vive sotto la soglia nazionale di povertà
Indice di sviluppo umano
: 0,574 (142° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo
: 372 milioni di dollari (682 milioni di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo
: 1.850 dollari (3,200 dollari a parità di potere d’acquisto 2017)
Crescita economica annua
: 5% (2017)
Inflazione
: 4,5% (2017)

Disoccupazione: 12,2% (2017)
Risorse naturali
: pesce, risorse idriche, petrolio (prospezioni)
Prodotti agricoli
: cacao, noci di cocco, semi di palma, copra, cannella, pepe, caffè, banane, papaie, fagioli; pollame; pesce
Esportazioni
: cacao, copra, caffè, olio di palma (11,3 milioni di dollari nel 2017)
Importazioni
: macchinari ed equipaggiamento elettrico; cibo; prodotti petroliferi (125,4 milioni di dollari nel 2017)
Debito estero
: 343,4 milioni di dollari (fine 2017)

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