Sudafrica

4° sec.: gruppi umani provenienti dal nord si stanziano nella regione, mescolandosi con i san e i khoikoi (boscimani). 1487-8: Bartolomeo Diaz raggiunge il Capo di Buona Speranza. 1496: Vasco da Gama approda sulle coste del Natal. 1652: Jan van Riebeeck, a nome della Compagnia olandese delle Indie Orientali, crea a Table Bay il primo scalo di rifornimento per le navi; schiavi dal Madagascar e dall’Asia si mescolano con i khoisan, dando inizio alla popolazione meticcia (coloured). 1687: immigrazione di coloni dall’Europa (i boeri).

 

1795: i britannici occupano la colonia; la restituiscono agli olandesi nel 1803, per tornare a invaderla nel 1806. 1816-1826: Shaka Zulu fonda ed espande l’impero zulu. 1833: emancipazione degli schiavi. 1835-1840: i boeri abbandonano la Colonia del Capo e fondano il Libero stato di Orange e il Transvaal. 1852: il Transvaal ottiene da Londra un parziale auto-governo. 1856: il Natal si separa dalla Colonia del Capo; i boeri proclamano la Repubblica del Transvaal.

 

1860: inizia l’immigrazione indiana, che si protrarrà fino al 1911. 1867: scoperti i diamanti a Kimberley. 1877: i britannici si annettono il Transvaal. 1879: i britannici sconfiggono gli zulu nel Natal. 1880-81: prima guerra anglo-boera, che si conclude con un negoziato di pace, e il Transvaal ritorna a essere repubblica; metà anni 1880: scoperto l’oro nel Transvaal. 1896: la “barriera del colore” entra in vigore nelle città e nelle zone minerarie. 1899: seconda guerra anglo-boera. 1902: con il trattato di Vereeniging, Transvaal e Orange sono colonie autonome nell’Impero britannico.

 

1910: nasce l’Unione Sudafricana (4 colonie: Capo, Natal, Transvaal e Orange); i neri sono privati del diritto di voto. 1912: nasce il Native National Congress (poi African National Congress – Anc). 1913: una legge (Native Land Act) assegna ai neri (75% della popolazione) il 7% del territorio, suddiviso in bantustan (stati neri indipendenti); il restante 93% è assegnato ai bianchi (10% della popolazione). 1914: nasce il Partito nazionalista. 1918: è fondata la Broederbond (“fratellanza”), associazione segreta che mira a promuovere gli interessi della comunità afrikaner. 1919: l’Africa del Sud- Ovest (Namibia) passa sotto l’amministrazione del Sudafrica. 1926: l’Unione sudafricana riceve lo status di Colonia autonoma. 1931: grande crisi economica; viene concesso il diritto di voto alle donne bianche; 1934: il processo d’indipendenza si conclude con la ri-adozione da parte del Parlamento dell’Unione della costituzione del 1909, attraverso lo Status of the Union Act, che dichiara la nazione «stato sovrano indipendente».

 

1948: il Partito nazionalista va al potere e instaura il regime dell’apartheid (separazione tra bianchi e neri). 1950: la popolazione è classificata in base alla “razza”; bandito il Partito comunista; l’Anc, guidato da Nelson Mandela, inizia la disobbedienza civile. 1958: nasce il Congresso panafricano (Pac). 1960: 70 dimostranti sono uccisi a Sharpeville; Pac e Anc sono messi al bando. 1961: il paese diviene una repubblica ed esce dal Commonwealth; Mandela crea il braccio armato dell’Anc, che inaugura le campagne di sabotaggio; anni 1960: inizia la pressione internazionale sul governo razzista; il Sudafrica è escluso dai giochi olimpici.

 

1964: Mandela è condannato all’ergastolo; Oliver Tambo guida l’Anc in esilio. 1966, settembre: il primo ministro Hendrik Verwoerd è assassinato. Anni ’70: 3 milioni di neri costretti a migrare nei bantustan (Transkei, Ciskei, Venda e Bophuthatswana). 1976: ribellione dei giovani neri di Soweto (Johannesburg) repressa con oltre 600 vittime. 1984: l’arcivescovo anglicano Desmond Tutu è Premio Nobel per la pace. 1984-89: rivolte nelle township nere; stato di emergenza; Pieter Botha (primo ministro, 1978-1984; presidente, 1984-1989) promette la graduale soppressione dell’apartheid. 1989: Frederik de Klerk sostituisce Botha come presidente e incontra Mandela; la segregazione è tolta nei servizi pubblici; molti attivisti dell’Anc sono liberati.

1990: l’Anc è legalizzato; 2 novembre: Mandela è scarcerato dopo 27 anni di carcere; la Namibia diventa indipendente. 1991: iniziano i colloqui per il ritorno del multipartitismo; De Klerk pone fine all’apartheid; revocate le sanzioni contro il Sudafrica; scontri violenti tra l’Anc e l’Inkatha (movimento zulu). 1993: accordo sulla costituzione provvisoria.

 

1994, aprile: l’Anc vince le prime elezioni multietniche; Mandela è presidente; formato un governo di unità nazionale; il Sudafrica torna nel Commonwealth; le restanti sanzioni sono eliminate; il Sudafrica riprende il seggio nell’Assemblea generale dell’Onu dopo 20 anni di assenza. 1996: la Commissione per la verità e la riconciliazione, presieduta da Desmond Tutu, raccoglie testimonianze sulle violazioni dei diritti umani commesse nel periodo 1960-1993; il parlamento adotta una nuova costituzione e il Partito nazionalista si ritira dalla coalizione, dicendo di sentirsi ignorato. 1998: la Commissione per la verità e la riconciliazione definisce l’apartheid «crimine contro l’umanità» e riconosce che l’Anc è responsabile di abusi dei diritti civili.

 

1999: l’Anc vince le elezioni generali; Thabo Mbeki è presidente; Jacob Zuma è vicepresidente. 2000, dicembre: l’Anc prevale nelle elezioni locali, ma la nuova Alleanza democratica conquista un quarto dei voti; il Partito zulu dell’Inkatha ne ottiene il 9%. 2001, aprile: 39 compagnie farmaceutiche interrompono un’azione legale contro il governo, accusato di importare medicine generiche per combattere l’aids; maggio: una commissione ufficiale indaga su vendite illegali di armi che coinvolgono Pretoria e alcune ditte europee (britanniche, francesi, tedesche, italiane, svedesi e sudafricane), ma il governo sarà prosciolto da ogni responsabilità in novembre; settembre: Conferenza mondiale contro il razzismo a Durban; dicembre: l’Alta corte decide che le donne incinte devono ricevere gratis medicine che impediscono la trasmissione dell’Aids ai loro figli.

 

2002, aprile: una corte assolve il dr. Wouter Basson – definito “dottor Morte” – dall’accusa di aver gestito un programma di guerra virale per sostenere l’apartheid; l’Anc critica il verdetto di assoluzione; luglio: la Corte costituzionale obbliga il governo a varare un programma per prevenire la diffusione dell’Aids, provvedendo gratis farmaci antiretrovirali (il governo si era giustificato, definendo il programma troppo costoso); viene varata ufficialmente a Durban l’Unione africana (creata ad Addis Abeba il 25 maggio 2001, in sostituzione dell’Organizzazione per l’unità africana) e Mbeki ne è il primo presidente; ottobre: attentati dinamitardi a Soweto e Pretoria, ritenuti opera di estremisti di destra; la polizia accusa 17 persone di aver complottato contro lo stato.

 

2003, maggio: Walter Sisulu, figura chiave della lotta contro l’apartheid, muore all’età di 91 anni; novembre: il governo approva un programma anti-Aids e ordina la libera distribuzione di medicinali antiretrovirali. 2004, aprile: l’Anc vince le elezioni parlamentari (70% dei voti) e il presidente Mbeki inizia il suo secondo mandato; il Partito Inkatha di Mangosuthu Buthelezi è escluso dal governo. 2005, giugno: Mbeki licenzia Jacob Zuma per corruzione; agosto: 100mila minatori scioperano e l’industria estrattiva è paralizzata per mesi.

 

2006, maggio: Zuma è prosciolto da un’accusa di stupro e reintegrato nella carica di vicepresidente dell’Anc; giugno: il premier cinese Wen Jiabao visita il Sudafrica e promette di limitare l’importazione di vestiti dalla Cina per non compromettere l’industria tessile sudafricana; settembre: Zuma è prosciolto anche dall’accusa di corruzione (crescono le sue probabilità di diventare presidente); dicembre, il governo approva le unioni omosessuali (primo stato in Africa; quinto nel mondo).

 

2007, aprile: il presidente Mbeki, spesso accusato di chiudere un occhio sui molti crimini commessi nel paese, invita i sudafricani a impegnarsi a portare stupratori, spacciatori di droga e ufficiali corrotti in tribunale; maggio: il sindaco di Città del Capo, Helen Zille, è eletta leader del principale partito di opposizione, l’Alleanza democratica; giugno: quattro settimane di sciopero generale portano la nazione allo stallo; dicembre: Zuma è eletto presidente dell’Anc, a dispetto di nuove accuse di corruzione contro di lui.

 

2008, maggio-giugno: ondate di violenza contro gli immigrati di Zimbabwe, Malawi e Mozambico; settembre: un giudice dichiara non doversi procedere con l’accusa di corruzione contro il leader dell’Anc, Jacob Zuma, aprendogli così la strada alla presidenza; sospettato di aver interferito nel caso intentato contro Zuma, il presidente Mbeki dà le dimissioni; il parlamento sceglie il vicepresidente dell’Anc, Kgalema Mothanthe, a succedere a Mbeki; dicembre: è creato un nuovo partito, il Congresso del popolo (Cope), composto per lo più da transfughi dell’Anc e guidato dall’ex ministro della difesa, Musiuoa Lekota.

2009, gennaio: la corte d’appello stabilisce che i pubblici ministeri possono riprendere il caso contro Zuma; aprile: i pubblici ministeri lasciano cadere il caso contro Zuma; l’Anc vince le elezioni generali; maggio: il parlamento elegge Zuma presidente; l’economia conosce una recessione per la prima volta in 17 anni; luglio: i residenti delle township nere inscenano violente proteste per protestare contro le povere condizioni di vita in cui sono costretti a vivere.

 

2010, giugno-luglio: il Sudafrica ospita la Coppa del mondo di calcio; agosto: sciopero nazionale dei lavoratori governativi. 2011, maggio: alle elezioni locali l’Alleanza democratica di Helen Zille quasi raddoppia i consensi; il presidente Zuma tenta la mediazione nel conflitto libico; ottobre: il Dalai Lama non ottiene in tempo il visto d’entrata in Sudafrica per partecipare al compleanno dell’arcivescovo anglicano Demond Tutu; il presidente Zuma licenzia due ministri per corruzione; l’Alleanza democratica, all’opposizione, sceglie una donna nera, Lindiwe Mazibuko, come sua leader in parlamento; novembre: l’Anc sospende per 5 anni il controverso leader della sua ala giovanile, Julius Malema, causando scontenti nel partito; l’Assemblea nazionale approva una legge sull’informazione, ma i critici la giudicano “un pericolo alla libertà di parola”; l’Anc dice che la legge è necessaria per salvaguardare la sicurezza nazionale.

 

2012, gennaio: l’Anc celebra il 100° anniversario di fondazione; giugno: un nuovo rimpasto di governo (il terzo in tre anni) viene giudicato da analisti e critici del presidente come chiaro segno di instabilità e caos politico in seno all’Anc, in vista della Conferenza elettiva di dicembre; luglio: un membro di un gruppo estremista bianco è giudicato colpevole di attentato alla vita di Mandela e di tentativo di rovesciare il governo; metà agosto: nel corso di violenti scontri tra minatori e polizia durante una settimana di scioperi alla miniera di platino di Marikana, la Amplats, 100 km da Johannesburg, le forze dell’ordine aprono il fuoco sui dimostranti, uccidendo 34 persone, ferendone 78 e arrestandone oltre 200; settembre: la procura generale lascia cadere le accuse contro 270 minatori; ottobre: il governo crea una commissione di inchiesta sulle violenze dei mesi precedenti; la Amplats licenzia 12. 000 minatori; dicembre: Zuma è rieletto leader dell’Anc.

2013, giugno; ennesimo ricovero ospedaliero di Mandela in ospedale; il presidente americano Obama visita il Sudafrica, ma incontra contestazioni; settembre: Mandela è dimesso dall’ospedale; la protesta sociale, iniziata da oltre un anno dai minatori, si allarga alle altre categorie di lavoratori; più di 100 persone arrestate a Soweto, scese in strada per denunciare la mancanza di servizi pubblici nelle baraccopoli; ottobre: alcuni appartenenti al gruppo estremista bianco accusato di aver disseminato il terrore in Soweto nel 2002 e di aver complottato per assassinare Mandela sono condannati a lunghe pene detentive; dicembre: Nelson Mandela muore, a 95 anni.

2014, marzo: Zuma criticato dalla commissione anti-corruzione per aver speso oltre 20 milioni di soldi pubblici (duemila volte lo stipendio medio nel suo paese) per risistemare la sua casa natale; maggio: l’Anc ottiene la maggioranza alle elezioni generali (62,1%; 65,9% nel 2009); secondo partito è l’Alleanza nazionale di Helen Zille (22,2%; 16.7% nel 2009); 24 maggio: Zuma presta giuramento per un secondo mandato presidenziale di cinque anni; giugno: Albie Sachs (79 anni), giudice sudafricano sopravvissuto a un attentato e divenuto famoso per la sua lotta all’apartheid, ottiene il Premio Tang (la versione asiatica del Premio Nobel) per i suoi notevoli contributi nel campo dei diritti umani e della giustizia; luglio: Nadine Gordimer, 90 anni, Premio Nobel per la letteratura nel 1991, muore a Johannesburg; agosto: la Suprema corte d’appello ordina al procuratore generale di rilasciare i nastri delle conversazioni sulle accuse di corruzione contro il presidente Zuma; settembre: un portavoce del Dalai Lama rivela che il governo sudafricano ha negato al leader spirituale tibetano il visto d’entrata in Sudafrica, dove avrebbe dovuto partecipare a una conferenza dei Premi Nobel della pace a Città del capo (terzo rifiuto in 5 anni); ottobre: il sindaco di Città del Capo, Patricia de Lille, annuncia che il previsto vertice dei Premi Nobel per la pace è stato cancellato, «per l’intransigenza del nostro governo nel concedere al Dalai Lama il visto d’entrata»; il velocista sudafricano Oscar Pistorio è condannato a 5 anni di carcere per l’uccisone della sua fidanzata Reeve Steenkamp nel febbraio 2013; 5 dicembre: grandi celebrazioni a Johannesburg per il primo anniversario della morte di Mandela.

 

2015, febbraio: il presidente Zuma annuncia piani per ridurre di estensione le fattorie ancora in mani bianche e per mettere al bando proprietà agricole straniere, nel tentativo di ridistribuire terre agli agricoltori neri (un antico impegno dell’Anc); la compagnia elettrica statale Eskom decide di razionare di elettricità per evitare eccessive interruzioni di corrente, incolpando una prolungata cattiva manutenzione degli impianti; marzo-aprile: un’ondata di attacchi contro immigrati causa la morte di numerose persone; giugno: dopo l’apertura della maxi inchiesta sulla Fifa da parte dell’FBI, l’organizzatore dei mondiali di calcio in Sudafrica (2010), Danny Jordaan, confessa che l’assegnazione al Sudafrica fu “pagata” 10 milioni di euro; numerose critiche arrivano al governo sudafricano da tutti gli angoli del mondo anche per aver concesso al presidente sudanese Omar El-Bashir di partecipare al summit dell’Unione Africana (UA) in Sudafrica, e di averlo accolto con tutti gli onori di un capo di Stato dalle massime autorità sudafricane, sebbene sia ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio.

 

2016, marzo: la corte suprema sentenzia che il presidente Zuma ha violato la costituzione per non aver restituito i soldi usati per ristrutturare la sua residenza privata; aprile: Zuma decide un rimpasto complessivo del governo (9 ministeri cambiano titolare); tra i ministri licenziati, anche Pravin Gordhan, capo delle Finanze, simbolo dell’anticorruzione, l’unico ad aver contrastato più volte Zuma; la moneta nazionale, il rand, accusa subito una perdita del 7,6%, e gli osservatori finanziari esprimono forti dubbi sulle capacità del Paese di mantenere stabilità economica senza Gordhan.

 

2017, agosto: il presidente Zuma sopravvive all’ottavo voto (segreto) di fiducia in parlamento; per l’ennesima volta, l’opposizione non riesce a convincere un numero sufficienti di parlamentari dell’Anc, che conta 249 deputati su 400, ad abbandonare Zuma, coinvolto in diversi casi di corruzione, di scandali, e condannato in almeno un caso; dicembre: Zuma lascia la presidenza dell’Anc, che passa al suo vice, Cyril Ramaphosa.

 

2018, gennaio: la gente è costretta a fare la coda davanti alle fontane pubbliche o a autocisterne per rifornirsi della razione quotidiana di 25 litri di acqua, per via delle siccità che continua da alcuni anni; il “Day Zero”, fissato per il 22 aprile, è anticipato, per via di un abbassamento nel livello dell’acqua delle dighe che riforniscono l’acquedotto della città: 5 febbraio: il governo approva la richiesta della compagnia elettrica statale Eskom di comperare più energia rinnovabile da produttori indipendenti; 13 febbraio: il vertice straordinario del Copitato esecutivo nazionale dell’Anc, convocato da Ramaphosa, decide di rimuovere il presidente Zuma come capo di stato; il comitato dà a Zuma 48 ore per dimettersi; 14 febbraio: Zuma rassegna le dimissioni da presidente; Zuma lascia un Paese con una grave crisi economica, appena uscito da anni di recessione e il cui credito sovrano è stato declassato dalle agenzie di rating; in crescita anche la disoccupazione e le disuguaglianze sociali nel paese; 15 febbraio: Cyril Ramaphosa, ex sindacalista e uomo d’affari, è eletto nuovo presidente del Sudafrica; essendo l’unico candidato, non è necessario il voto del parlamento, ma solo la proclamazione da parte della presidenza dell'Assemblea; nel suo discorso di accettazione della carica, il neo-presidente dice: «La corruzione è negli schermi dei nostri radar».

 

(Aggiornato al 5 marzo 2018)

Nome ufficiale: Repubblica del Sudafrica
Superficie: 1.219.090 km2
Capitale: Pretoria (2.059.000 milioni di abitanti); Città del Capo (capitale legislativa; 3,66 milioni di abitanti)
Lingue: 11 ufficiali: isiZulu (22,7%), isiXhosa (16%), afrikaans (13,5%), inglese (9,6%), sePedi (9,1%), seTswana (8%), seSotho (7,6%), xi-Tsonga (4,5%), altre [isiNdebele, siSwati, tshiVenda] (7,2%)
Sistema politico: repubblica parlamentare
Indipendenza: 31 maggio 1910: Unione Sudafricana; 31 maggio 1961: repubblica; 27 aprile 1994: governo della maggioranza nera (Giorno della libertà)
Capo dello stato e del governo: Cyril Ramaphosa (dal 15 febbraio 2018)
Religioni: cristiani (79,7%) [chiesa di Zion (11,1%), pentecostali/carismatici 8,2%), cattolici (7,1%); metodisti (6,8%), riformati olandesi (6,7%), anglicani (3,8%), chiese indipendenti e altri (36%)], religioni tradizionali africane (17,5%), musulmani (1,5%), induisti (1,3%)


Popolazione

Abitanti: 54.841.500 (stime 2017)

Gruppi etnici: africani (80,2% – zulu, xhosa, pedi, sotho, tswana, tsonga, swazi, ndebele, venda...), bianchi di origine europea (8,4%), discendenti di bianchi, schiavi e khoisan (colored) (8,8%), asiatici (2,5%), altri (0,1%)
Crescita demografica annua: 0,99% (stime 2017)
Tasso di fertilità: 2,29 figli per donna (2017)
Popolazione urbana: 65,8% (2017)
Mortalità infantile (sotto i 5 anni): 40,5/1.000
Speranza di vita: 63,8 anni
Analfabetismo (sopra i 15 anni): 5,6%
Prevalenza Hiv
: tra il 18,9% (2016)

Accesso a servizi sanitari adeguati: 66,4%
Accesso all’acqua potabile
: 93,2%

 


Economia

53,8% della popolazione vive sotto la soglia di povertà nazionale

Indice di sviluppo umano: 0,666 (119° su 188 paesi)
Prodotto interno lordo: 344,1 miliardi di dollari (757.3 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Pil pro capite annuo: 6.274 (13.400 dollari a parità di potere d’acquisto nel 2017)
Crescita economica: 0,7% (2017)
Inflazione: 5,4% (2017)
Disoccupazione: 27,6% (tra i giovani di 15-24 anni: 50,1%) (2017)
Risorse naturali: oro, cromo, antimonio, carbone, minerali di ferro, manganese, nichel, fosfati, stagno, uranio, terre rare, diamanti (industriali e gemme), platino, rame, vanadio, sale, gas naturale; viti; turismo
Prodotti agricoli: mais, grano, canna da zucchero, frutta, verdure; bestiame, pollame, ovini; lana, latticini
Esportazioni: oro, diamanti, platino, altri metalli e minerali; macchinari e attrezzature, armi (78,25 miliardi di dollari nel 2017)
Importazioni
: macchinari e attrezzature, prodotti chimici e petroliferi, apparecchiature scientifiche, cibo (80,22 miliardi di dollari nel 2017)
Debito estero
: 144 miliardi di dollari (fine 2017)

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