L’Italia autorizza il budget di spesa della Difesa
Crisi economica, calamità naturali e rivalità politiche, non fermano il fatturato delle più importanti società armiere d’Italia, per lo più sostenute da fondi pubblici. Dopo il via libera del Parlamento al budget di spesa, parte il progetto F-35 Lighting. Insorgono le organizzazioni pacifiste.

Ammonta a quasi 15 miliardi di euro la spesa che il governo italiano si impegna a sostenere, per partecipare al programma Joint Strike Fighter, per l’acquisto e l’assemblaggio di 131 caccia-bombardieri F-35. Il progetto, ribattezzato F-35 Lighting sarà condotto dalla multinazionale statunitense Lockeed Martin, in associazione con una ventina di industrie italiane, tra cui: Alenia Aeronautica, Galileo Avionica e Selex Comunications, tutte del gruppo Finmeccanica. Si tratta di un perfetto esempio di politica bipartisan. Il progetto è stato sostenuto infatti dal governo D’Alema, nel 1998, da quello Berlusconi del 2002 e dal governo Prodi nel 2007, per poi approdare, definitivamente, oggi, in Parlamento.

Il mese scorso, le commissioni Difesa di Camera e Senato hanno dato il via libera al budget previsto per il ministero della difesa, che suddividerà la quota di partecipazione italiana in un miliardo circa all’anno da qui al 2026. A detta dei governi che hanno via via sostenuto il progetto, la collaborazione dell’Italia avrebbe dovuto avere ricadute sull’occupazione in termini di sostegno a 10 mila posti di lavoro. Una cifra che diminuisce col tempo: «Le stesse persone che parlavano di migliaia di posti di lavoro, oggi si smentiscono» dice Renato Sacco, redattore di Mosaico di pace, mensile di Pax Christi che proprio a questo tema ha dedicato l’editoriale di maggio. «La ricaduta occupazione sarà bassissima. Il lavoro sarà garantito forse ad un migliaio di persone, per lo più ingegneri già in servizio».
La notizia ha avuto un immediato seguito sul web. Comitati, petizioni, raccolte di firme: è nata una Campagna promossa dalla Rete Italiana per il Disarmo e dalla campagna Sbilanciamoci! sostenuta da una nutrita rete di organizzazioni pacifiste, laiche e cattoliche. Martedì 2 giugno manifesteranno a Novara alle ore 15.

(L’intervista, realizzata da Michela Trevisan, è tratta dal programma radiofonico Focus)