Perché prospera la protesta

L’aumento del biglietto dei mezzi pubblici ha innescato negli ultimi mesi una rivolta (studenti in prima fila) che mette pressione alla politica. Nel mirino anche corruzione, grandi opere, storture nella sanità e nella scuola. Un bel biglietto da visita per i Mondiali di calcio…

17 di giugno 2013: 300mila persone protestano in più di 20 città.

20 giugno: 300mila manifestanti solo a Rio de Janeiro, 100mila a San Paulo, altrettante a Vitória e a Manaus, e 35mila persone a Brasilia, capitale della Confederazione. In tutto il Brasile, quasi tre milioni di persone in più di 140 città.

22 giugno: cortei di protesta in 100 città, 125mila solo a Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais.

E poi altri cortei il 26 giugno, lo sciopero nazionale l’11 luglio, grandi e piccole manifestazioni in tutto il Brasile, fino ad un nuovo appuntamento nazionale il 7 settembre, festa dell’Indipendenza, con una protesta che ha coinvolto nuovamente tutte le capitali brasiliane.

«Un terremoto che ha perturbato l’ordine di un paese che sembrava vivere una specie di vertigine benefica di prosperità e pace, e che ha fatto emergere non una, ma una infinità di questioni sociali mai risolte», con queste parole Raquel Rolnik, docente di architettura all’Università di San Paolo Usp, e membro del Consiglio dei diritti umani dell’Onu per il diritto alla casa, ha descritto quelle che sono già passate alla storia come Jornadas de Junho (giornate di giugno), innescate dal movimento Passe Livre.

Iniziate per protesta contro l’aumento di 20 centesimi di real (la moneta nazionale: R$) del biglietto dei mezzi pubblici, le manifestazioni sono velocemente diventate un aggregatore di temi sociali: dalle carenze del sistema sanitario a quelle della scuola, dalle spese eccessive per le grandi opere in vista dei Mondiali di calcio 2014, alla corruzione endemica su cui si basa il sistema politico brasiliano. È anche per questo che le proteste non sono rientrate con il ritiro dell’aumento delle tariffe degli autobus, ma continuano ancora in tutte le città, meno partecipate, concentrate su temi locali, in attesa che i riflettori dei grandi network mediatici internazionali tornino a fare luce sul palcoscenico Brasile.

 

Caro trasporto

In Brasile il costo di un viaggio in autobus varia da città a città, si va per esempio dai 2,20 R$ di Fortaleza, ai 3 di San Paolo. Quello che non varia è che ad ogni nuova corsa si deve nuovamente pagare il passaggio, perché al biglietto non corrisponde una durata oraria del viaggio. Non sono previste, inoltre, forme di abbonamento che riducano la spesa settimanale, mensile o annuale: un aumento di 20 centesimi corrisponde quindi ad una spesa effettiva di circa 15 R$ al mese, cifra considerevole per giovani, studenti, abitanti dei quartieri periferici, per i quali l’uso dei mezzi pubblici è l’unica soluzione per spostarsi.

La crescita economica degli ultimi 20 anni ha determinato, tra le altre cose, un vertiginoso e rapido aumento di auto in circolazione, con conseguenze drammatiche sul traffico cittadino. Coi suoi 12 milioni di abitanti San Paolo (che ha un’estensione di 1500 km2) è la massima espressione di questa crescita incontrollata: il 23 settembre scorso si è registrato l’ennesimo record, con 157 chilometri di veicoli in coda per uscire dalla città dopo il lavoro. (…)

 

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