Le elezioni presidenziali e politiche in Ghana

Le elezioni presidenziali e legislative del 7 dicembre 2012 hanno visto l’introduzione di un innovativo strumento per la registrazione biometrica degli elettori in Ghana. Si tratta di un sofisticato strumento basato sul riconoscimento tramite la rilevazione delle impronte digitali.

Il sistema di registrazione biometrica degli elettori non costituisce una novità assoluta, ma quello predisposto dalla Commissione Elettorale in Ghana presenta molteplici peculiarità che, nel complesso, ne fanno un sistema particolarmente affidabile e tale da scongiurare frodi tramite il ricorso alla pratica delle doppie registrazioni. Con questa soluzione, infatti, ogni elettore si è dovuto tassativamente sottoporre alla procedura di registrazione per ottenere la nuova carta elettorale, presentandosi personalmente con quest’ultima per poter esercitare il diritto di voto.  In altre parole, i cittadini che non hanno provveduto entro i termini stabiliti a registrarsi non sono stati ammessi ai seggi per votare.

Il capo della Commissione Elettorale, Kwado Afari-Gyan, ha illustrato le caratteristiche del nuovo sistema già a febbraio 2012 in occasione dell’International Press Center of Ghana Journalist Association (GJA). In questa sede Afari-Gyan ha annunciato che la procedura di registrazione biometrica degli elettori sarebbe iniziata alla fine di marzo 2012 per concludersi entro la fine del mese successivo. Per ottenere la carta elettorale ogni elettore doveva recarsi in appositi uffici in cui, con l’ausilio di  sistemi informatici dotati di scanner e fotocamere, sono stati rilevati i dati biometrici. Il computer centrale permetteva una sola registrazione per ogni nominativo, convalidando, così, il voto corrispondente. Nessuno sarebbe stato in grado di registrarsi in più circoscrizioni ed effettuare un voto multiplo. 

Questi accorgimenti sono stati apprezzati dalla stragrande maggioranza degli esponenti politici in lizza. Sia il partito di maggioranza, il National Democratic Congress, sia i partiti di opposizione si sono confrontati con la Commissione Elettorale per mettere a punto soluzioni migliorative, senza mai interferire o esercitare pressioni su quest’ultima.    

Kwado Afari-Gyan, non ha esitato a definire l’introduzione di questo sistema un ulteriore passo in avanti per consolidare la tradizione del paese in fatto di libere e pacifiche elezioni. In questo senso il Ghana rappresenta un’eccezione regionale. Con la fine della dittatura militare di Rawlings, nel 1992, e l’entrata in vigore della costituzione dello stesso anno, il paese sembra essersi lasciato alle spalle l’instabilità che ha caratterizzato la sua storia dall’indipendenza del 1957.

Da vent’anni ad oggi il Ghana è uno dei pochissimi paesi africani in cui l’avvicendamento al potere si realizza pacificamente e senza particolari problemi di sicurezza. Dopo cinque tornate elettorali generalmente prive di scontri, ad eccezione di quelli scoppiati nelle regioni del nord nel 2008, il Ghana è da considerarsi una vera e propria eccezione nel panorama politico regionale o, per usare le parole del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, un “modello di democrazia in Africa”. 

Alla fine degli scrutini è prematuro esprimere un giudizio circa l’efficienza ed efficacia del sistema biometrico. In alcune circoscrizioni si sono verificati notevoli disagi a causa dei ritardi nella consegna dei materiali elettorali e malfunzionamenti delle apparecchiature che hanno costretto le autorità a prorogare il voto anche a sabato 8 dicembre. Non è ancora chiaro tuttavia se e in che misura le lunghe code che si sono formate siano da attribuire all’introduzione del nuovo dispositivo elettronico.