In un comunicato del Consiglio sui Rifugiati norvegese si legge che il numero di persone sfollate all’interno dei propri Paesi è stato lo scorso anno il peggiore degli ultimi decenni, ma non è arrivato dai governi uno sforzo sufficiente per contrastare il fenomeno.

“Ogni singolo giorno dello scorso anno 30.000 uomini, donne e bambini sono stati costretti a lasciare le loro case per fuggire da violenze e conflitti”, ha detto in una conferenza a Ginevra il Segretario Generale dell’agenzia, Jan Egeland. Il numero complessivo di sfollati è salito da 11 milioni a una cifra record di 38 milioni. Tra questi non sono incluse le persone che hanno lasciato il proprio Paese per diventare rifugiati all’estero, anche se “molti dei rifugiati di oggi diventano gli sfollati di domani”, ha detto Egeland.

Precedentemente Alto Funzionario delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, Egeland ha elaborato un rapporto sul fenomeno degli sfollati in 60 Paesi. 6 persone su 10 sfollate nel 2014 provenivano da soli 5 Paesi: Iraq, Sud Sudan, Siria, Repubblica Democratica del Congo e Nigeria. Per contrastare questa situazione è necessario uno sforzo politico, economico, diplomatico e sociale da parte dei governi, e in particolare da parte dei maggiori centri di potere al mondo, ha detto Egeland. (Reuters.com)