Come cambia l’Africa / Il business delle assicurazioni

Polizze adeguate ad ogni rischio: dalla violenza politica post-elettorale, al terrorismo fino agli investimenti finanziari.

Quanto l’Africa sia diventata un continente interessante per i grandi investitori globali lo si vede anche attraverso la lente rovesciata delle assicurazioni.

Per molto tempo – ma certamente non gli ultimi anni – i paesi africani faticavano moltissimo ad attrarre investimenti stranieri perché i capitalisti globali vedevano il continente come un grande grumo di instabilità politica e sociale. A quanto pare hanno cambiato idea negli ultimi anni. Che sia una percezione o una realtà – non è poi così certo che l’Africa di oggi sia meno instabile di quella di vent’anni fa – resta il fatto che il continente è diventato di moda sui mercati globali e in Africa arrivano oggi i soldi di molti investitori professionali.

Su questa scia anche il mondo delle assicurazioni si è ridestato e, da qualche anno, le compagnie preparano polizze adeguate ad ogni tipo di rischio: dalla violenza politica post-elettorale fino al terrorismo. Generando una dinamica in cui l’effetto diventa la causa: potersi garantire con un’assicurazione, infatti, spinge ad investire in zone e settori che solo fino a due o tre anni fa erano considerati off-limits perché decisamente troppo “movimentate”.

Anche in questo caso, come per le assicurazioni agricole, c’è una manina occidentale che ha innescato il meccanismo. La Overseas Private Investment Company, istituto di sviluppo finanziario del governo americano, ha partorito pochi anni fa la struttura base di una assicurazione politica per quelli che ormai vengono definiti “mercati emergenti”. Una griglia matematico-finanziaria che è servita a delineare polizze di ogni genere: contro il terrorismo, ma anche contro il rischio di espropri, nazionalizzazioni, inconvertibilità della moneta.

Quando la rete di sicurezza è stata pronta, è arrivata la finanza pura. Da qualche tempo ci sono polizze di assicurazione che garantiscono le operazioni dei grandi – e meno grandi – fondi d’investimento.