Campagna contro le mine antipersona
Il Trattato che ha messo al bando le mine antipersona compie 10 anni. 15 mila sono ancora le persone che muoiono o rimangono mutilate dall’esplosione degli ordigni. E se Cina, Russia e Stati Uniti non hanno ancora firmato il trattato l’ultima finanziaria in Italia ha azzerato il fondo per lo sminamento umanitario.

Sono passati 10 anni dal Trattato di Ottawa – il documento, entrato in vigore il 1 marzo del 1999, che ha messo al bando l’uso delle mine antipersona – eppure ogni anno sono ancora circa 15mila le persone, tra cui tra gli 8 mila e i 10 mila bambini, che vengono uccise o mutilate dall’ esplosione di queste armi.

Ad oggi l’80% dei paesi ha aderito al Trattato ma sono ancora 39 gli Stati che ne restano fuori, tra i quali tre grandi come Cina, Russia e Stati Uniti. Negli ultimi anni però, solo Myanmar e Russia, a cui si vanno ad aggiungere alcuni gruppi armati indipendenti, hanno fatto uso di mine per scopi bellici e solo 13, degli oltre 54 paesi che le fabbricavano, ne sono ancora produttori.

Fino ai primi anni novanta l’Italia, tra i firmatari del Trattato, è stata uno dei maggiori produttori ed esportatori di mine, e tuttora queste armi “made in italy” mietono vittime in diverse parti del mondo. Le mine antipersona, infatti, sono presenti e colpiscono ancora in 70 paesi: l’Africa sub-sahariana – in particolare Eritrea, Repubblica Democratica del Congo, Angola, Somalia, Sudan e Etiopia – è la regione con più mine in uso ma è in Afghanistan che si registra il maggior numero di morti e mutilati.

Nel dicembre scorso, l’Italia è stata tra i firmatari della Convenzione contro le bombe a grappolo, eppure, nonostante questo ulteriore impegno a livello internazionale, con l’ultima legge finanziaria il governo italiano ha azzerato il fondo 58/2001 sullo sminamento dedicato alle operazioni di Mine action.
La Campagna italiana contro le mine ha invitato il parlamento e il governo italiano ad un ripensamento a riguardo e Jody Williams, premio nobel per la pace e portavoce della campagna internazionale, ha lanciato un appello direttamente al presidente Berlusconi. Richieste queste, per ora, totalmente ignorate.

E in Italia, sabato 4 marzo, si è concluso, con la IV Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sul problema delle mine indetta dalla Nazioni Unite, un mese di approfondimento sul tema organizzato dalla stessa Campagna italiana. In oltre 50 paesi sono presenti campagne e iniziative che lavorano affinché il problema delle mine antipersona non venga ignorato e per sollecitare i potenti ad impegnarsi “per la realizzazione di un mondo libero dalle mine”.

 

Per approfondire (usando il motore di ricerca in alto):
Cluster addio!
, 10/12/2008