Una profuga siriana e un’ostetrica greca. Due storie femminili che si intrecciano in un graphic novel. Mona è la donna in fuga, che lascia la Siria, attraversa il mare in gommone, arriva Lesbo e poi ad Atene; Monika è la donna che si arrabatta per vivere, barcamenandosi tra lavoro e famiglia, mentre fa l’ostetrica in un centro di accoglienza. È qui che le due si incontrano e danno vita a una storia che ne riassume cinque e che racconta il progetto finanziato dal Consiglio europeo di ricerca: EU Border Care. Sono sempre più numerose le migranti che scoprono di essere in attesa durante il viaggio.

Una gravidanza da affrontare proprio quando sono più fragili, senza documenti, in paesi in cui si parla una lingua diversa e la gestazione e il parto vengono trattati in maniera differente rispetto al loro paese di origine. Di questo fenomeno in crescita, soprattutto tra chi parte dal Nordafrica e Medioriente, racconta il romanzo a fumetti, che nasce da una ricerca etnografica svoltasi ad Atene nel 2017, condotta dall’antropologa Cynthia Malakasis.

Dopo la ricerca, il viaggio della disegnatrice, perché tutto doveva essere vero. Raccontare quel che accade in quei luoghi in cui si è numeri non persone e le scelte di chi opera con questo progetto. La possibilità di essere altro in mezzo al fallimento delle politiche migratorie delle società occidentali e la drammatica esperienza dello sradicamento di chi è costretto alla fuga e non capisce perché non può fare una cosa semplice: partorire il proprio figlio o figlia in un posto dove non si vive sotto le bombe e le sirene che le annunciano

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