Nigeria
Aumentano gli attacchi delle milizie islamiche come aumentano le sconfitte delle forze si sicurezza nigeriane. Migliaia di civili scappano oltre confine mentre il governo di Abuja sembra impotente. Grande preoccupazione internazionale. Gli Usa lanciano richiami e il Regno Unito manda i Tornado.

Sale la tensione internazionale, e non solo, per ciò che sta accadendo in Nigeria. Centinaia di cittadini nigeriani stanno lasciando la capitale del Borno, Maiduguri, per sfuggire all’invasione delle milizie di Boko Haram che hanno di recente proclamato il califfato nella città di Bama, a circa 70 chilometri dalla capitale del Borno, dove vivono circa 250mila persone.

Lo scorso mese il leder del gruppo terrorista, Abubakar Shekau aveva dichiarato il nord-est del paese “territorio musulmano” e aveva preso il controllo della città di Gwoza, al confine con il Camerun. «Stanno creando il proprio territorio – ha detto l’attivista per i diritti umani Musa Sumail – potrebbero attaccare Maiduguri in tempi molto brevi». Andrew Noakes, coordinatore della rete nigeriana degli analisti per la sicurezza ha avvertito che il governo sta perdendo il controllo di zone sempre più ampie del nord-est: «Se Borno cade nelle mani di Boko Haram – ha sottolineato – ci dovremmo aspettare che accada anche per parte dei vicini stati di Yobe e Adamawa. Anche zone del Camerun lungo la frontiera probabilmente saranno invase».
Negli ultimi giorni, infatti, si sono intensificati attacchi e incursioni di Boko Haram lungo il confine camerunense, spingendo migliaia di civili, ma anche militari nigeriani a trovare rifugio nel paese confinante.

Intanto, i ministri degli Esteri di Benin, Camerun, Nigeria, Chad e Niger, oltre che a esponenti dell’Unione Africana, delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Canada, si sono riuniti ad Abuja per discutere ed esaminare «l’estensione dell’assistenza esterna, compresi gli sforzi da parte del governo nigeriano, nella lotta continua per sconfiggere l’insurrezione di Boko Haram», come fa sapere una nota del ministero degli Esteri.

Gli Usa, dal canto loro, hanno espresso tutta la loro preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Nigeria. Il sottosegretario di Stato incaricato dell’Africa, Linfa Thoma-Greenfield, ha lanciato il suo appello ad Abuja sollecitando il governo nigeriano a intensificare i suoi sforzi per far fronte al terrorismo nel paese. «Nonostante i nostri sforzi collettivi – ha detto – la situazione del nord-est della Nigeria sta peggiorando e il conflitto ha ormai coinvolto centinaia di migliaia, se non milioni di cittadini nella regione del lago Chad».

Si fa sempre più incerta la sorte delle 200 ragazze rapite dal gruppo islamista e da molte fonti arriva la notizia che potrebbero essere state trasferite, insieme ad altri ostaggi, dalla foresta di Sambisa nella nuova base di Boko Haram nella foresta di Balmo, al confine degli stati di Borno e Bauchi. Notizia riferita, inoltre, dalla comunità locale di Sambisa che ha visto un gran numero di miliziani del gruppo jihadista lasciare con una colonna di automezzi la zona della giungla per dirigersi verso la frontiera con Bauchi.

L’aeronautica britannica (Raf) intende inviare caccia-bombardieri Tornado in Nigeria per aiutare le autorità nelle ricerche delle oltre 200 studentesse rapite dai miliziani islamici di Boko Haram lo scorso 15 aprile. I jet di sua Maestà, equipaggiati con sistemi di sorveglianza, parteciperanno a missioni di ricognizione sulla foresta di Sambisa, dove si ritiene che le ragazze siano trattenute, e nelle zone limitrofe. Il piano, riferito da una fonte britannica e citata dai media inglesi, dipende però da un Paese vicino (non è stato specificato quale) che deve dare il via libera alle autorità di Londra per l’utilizzo delle sue piste. La notizia non è stata smentita dal portavoce del ministero della Difesa nigeriano, che si è limitato a ricordare l’impegno della Gran Bretagna, insieme ad altri paesi, per “fornire assistenza al governo nigeriano” nella ricerca delle ragazze rapite. L’incaricato britannico per l’Africa, James Duddrige, aveva condannato il nuovo sequestro di oltre 100 persone nel nord-est della Nigeria, ribadendo l’impegno di Londra a fianco di Abuja nella lotta contro Boko Haram.