Incontrerà le istituzioni e visiterà luoghi simbolo della schiavitù
Il Ghana è il primo paese africano visitato dal primo presidente degli Usa di origini africane. La scelta di Obama vuole premiare la solidità delle istituzioni e della democrazia nel paese.

Per la sua prima visita in Africa da presidente degli Stati Uniti, Obama ha scelto il Ghana, modello di democrazia e stabilità per tutto il continente. Una visita per incontrare presidente e parlamento, e sottolineare che la nuova amministrazione della Casa Bianca vuole interlocutori seri e credibili. Le recenti elezioni presidenziali in Ghana hanno confermato la maturità delle istituzioni di Accra: dopo due mandati, John Kufuor ha deciso di rispettare la Costituzione e di non ripresentarsi alle elezioni, vinte dal candidato del partito opposto, John Atta Mills. Alternanza anche in parlamento, con la vittoria per soli 7 seggi al partito del nuovo presidente. Una situazione che in Africa è raro si realizzi, basti pensare a quanto successo in Zimbabwe, Mauritania, Guinea Conacry e in Kenya nel solo 2008.

La tanto declamata visita di due giorni durerà in realtà meno di 24 ore, ma Accra, che ha già ospitato George Bush nel 2008 e Bill Clinton nel 1998, ha comunque mobilitato imponenti misure di sicurezza per ricevere la famiglia presidenziale statunitense: oltre 10mila poliziotti, dispiegati nella capitale e nella città di Cape Coast. Ma le pesante piogge che stanno colpendo il paese in questi giorni hanno già imposto delle modifiche al programma della visita: annullata l’accoglienza del presidente nella centrale piazza dell’Indipendenza, dove ad attendere Obama ci sarebbe stata una folla danzante ed entusiasta. Da giorni ormai i ghaneani si preparano al suo arrivo con gadgets e magliette, e per domani è previsto un afflusso nella capitale da tutte le parti del paese. Ma a seguire il presidente degli Stati Uniti saranno probabilmente solo i giornalisti e le telecamere.

E forse non sarà solo la pioggia a frenare l’entusiasmo della popolazione: la fatiscenza delle infrastrutture (sono già centinaia i danni provocati dalle precipitazioni, tra inondazioni e sfollati) ricorda al paese che c’è ancora tanta strada da fare; c’è delusione inoltre per il continuo aumento del costo della vita. I viaggi dei predecessori di Obama hanno lasciato una scia di cinismo, in particolare la recente visita di Bush e le sue promesse non mantenute. Infine, le imponenti misure di sicurezza convinceranno molti a stare a casa.

Particolarmente significativa sarà la visita di Obama a Cape Coast, antica capitale e scalo delle navi negriere, da dove migliaia di schiavi africani sono stati portati nelle Americhe. Una visita che ha un alto valore simbolico, dato che Obama è il primo presidente americano di origini africane.

Da Nigrizia di aprile 2008:

Casa Bianca, prospettive nere , di Riccardo Barlaam