Primo obiettore
Ha speso la vita per la causa nonviolenta e per il disarmo. In rifiuto del servizio militare gli è costato anni di carcere. Così lo ricorda il Movimento Nonviolento.

Pietro Pinna (Finale Ligure 1927- Firenze 2016) ha concluso ieri il suo cammino. Nella storia della nonviolenza italiana grande rilievo ha la storia di Pietro Pinna, che insieme ad Aldo Capitini fu il fondatore del Movimento Nonviolento. Ricordato come il primo obiettore di coscienza “politico” italiano – la sua storia e` raccolta nel libro autobiografico La mia obiezione di coscienza – ha speso la sua vita per la costruzione della nonviolenza organizzata nel nostro paese, a partire dalla sua obiezione a vent’anni, proseguita in un’azione coerente e decisa volta al disarmo unilaterale, rifiuto assoluto della guerra e cioe` della «carneficina di massa» in cui consiste.

Dopo gli anni di carcere militare a cui fu sottoposto per il suo rifiuto del servizio militare obbligatorio, si impegno` attivamente per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza. La sua presenza accanto a Capitini ha consentito la nascita e il caratterizzarsi del piccolo tenace Movimento del quale e` stato per decenni il principale responsabile e animatore e nel 1964 la nascita della rivista Azione nonviolenta, della quale e` stato fino ad oggi direttore responsabile.

Non si nascondeva le difficolta`: gia` contenere le spese militari e proporre un diverso modello di difesa gli sembravano obiettivi importanti da perseguire, senza tacere pero` un fine piu` alto e risolutivo e per quello lavorare. Fino all’ultimo non ci ha fatto mancare la sua attenzione e il suo consiglio.

Nel libro, Nonviolenza in cammino, ha narrato la storia del Movimento nel primo trentennio, dal 1962 al 1992, che sono stati gli anni del suo maggiore impegno diretto. L’elaborazione delle posizioni del Movimento attraverso i congressi, la rivista, il gruppo di azione nonviolenta, le marce antimilitariste, le riprese non rituali della Perugia Assisi, le marce che chiamavamo “specifiche” perche´ caratterizzate da una precisa scelta nonviolenta, i campi internazionali di lavoro, studio, addestramento alla nonviolenza, le vacanze studio per famiglie e altro ancora, sono stati possibili in quegli anni principalmente per la sua iniziativa.

Dopo di allora abbiamo cercato di proseguire il cammino della nonviolenza. Da lui costante ci e` giunta la richiesta, che era anche di Capitini, di far si` che il presente sia meglio del passato. Ci proviamo, spesso non ci riusciamo. Ci ammoniva: «Non dobbiamo essere i ripetitori di noi stessi. La realta` vive nel presente, e il tuo essere e` qui, null’altro che con le tue forze attuali, impegnato a soddisfare le esigenze col tuo modesto ma rigoroso contributo, e riconoscente che altri vi siano a darne uno piu` rilevante e meritevole».

Pietro Pinna – Piero, per tutti – ha avuto sempre chiaro che non si puo` sconfiggere la guerra senza eliminarne lo strumento che la rende possibile, gli eserciti. E in questo impegno per la nonviolenza specifica – fatto di disobbedienze civili, marce antimilitariste, azioni dirette nonviolente per il disarmo unilaterale – ha speso ogni momento della sua esistenza, coerente e rigoroso soprattutto con se stesso, sempre aperto all’incontro con l’altro nella tensione e familiarita` della ricerca della verita`.

La vita lo ha sottoposto a prove terribili, il suo corpo e` stato colpito duramente, ma il suo animo non si e` mai piegato, sempre rivolto alla ricerca della bellezza nelle persone come nell’arte, nella musica, nella letteratura e nella poesia.

 Movimento Nonviolento – Verona, 14 aprile 2016

 

Due momenti per salutarlo

Veglia di incontro nonviolento
Sabato 16 aprile 2016, ore 14.00 – 15.30, Centro Comunitario Valdese, via Manzoni 19 – Firenze

Funerale religioso aperto
Sabato 16 aprile 2016, ore 16.30, Chiesa di San Francesco, Piazza Savonarola – Firenze