Gli affari sporchi dietro le criptovalute in Repubblica Centrafricana
Economia Politica e Società Rep. Centrafricana
L’analisi dell’ultimo report del Central Africa Observatory on Organized Crime
Gli affari sporchi dietro le criptovalute in Repubblica Centrafricana
Negli ultimi anni sia Sango Coin che $CAR si sono rivelate dei fiaschi, portando a una svendita di parte del patrimonio pubblico del paese. Un sistema fallimentare che arricchisce esclusivamente l’élite al potere
24 Dicembre 2025
Articolo di Rocco Bellantone
Tempo di lettura 7 minuti
Il presidente Faustin-Archange Touadéra

È il 2022 l’anno in cui la Repubblica Centrafricana diventa il secondo paese al mondo, dopo El Salvador, ad adottare i Bitcoin come moneta ufficiale insieme al Franco Cfa. Una mossa considerata quantomeno azzardata dalla comunità internazionale considerato lo stato di diffusa povertà e insicurezza in cui versa da decenni il paese.

Il piano del presidente Faustin-Archange Touadéra – in carica dal 2016 e candidato per un nuovo mandato alle elezioni del 28 dicembre – appare da subito piuttosto chiaro: usare le criptovalute non per stimolare la crescita economica e lo sviluppo infrastrutturale del paese, cosa che infatti a distanza di anni non è avvenuta, ma per svendere terreni agricoli, foreste da cui ricavare legname e risorse minerarie a una ristretta cerchia di suoi fedelissimi e a chi, dall’estero, tiene in piedi il suo governo.

A cominciare dalla compagnia paramilitare Wagner, oggi in larga parte transitata sotto il nuovo brand Africa Corps dopo la dipartita del suo fondatore Evgenij Prigožin nell’agosto del 2023.

Un paese sull’orlo del fallimento

A ricostruire rotte e obiettivi degli investimenti nelle criptovalute nella Repubblica Centrafricana di Touadéra è il report “Behind the blockchain. Cryptocurrency and criminal capture in the Central African Republic, pubblicato il 17 dicembre dal Central Africa Observatory on Organized Crime (CA-Obs) con il supporto della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) e dell’Institute for Security Studies.

Nel 2022 la Repubblica Centrafricana è uno stato sostanzialmente isolato e sull’orlo del fallimento. I partner occidentali che per decenni hanno inondato di finanziamenti e aiuti umanitari Bangui, con in testa la Francia, sono in ritirata. Le casse statali sono vuote, il paese è attraversato da conflitti armati e violenze e gli unici soggetti a cui il presidente Touadéra può rivolgersi per non sprofondare, oltre a Wagner, sono il Rwanda di Paul Kagame e una serie di reti criminali che tengono in pugno le risorse naturali, minerarie ed energetiche della nazione.   

Nell’aprile di quell’anno la Repubblica Centrafricana riconosce i Bitcoin come valuta ufficiale accanto al Franco Cfa. La mossa innesca l’alert prima della Banca degli Stati dell’Africa Centrale poi della Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, preoccupate per l’inevitabile aumento della volatilità dei prezzi e dell’evasione fiscale nel paese e per le conseguenze sulla stabilità finanziaria dell’intera regione.

Il piano di appoggiare l’economia centrafricana sui Bitcoin appare da subito irrealizzabile. In Repubblica Centrafricana solo il 15,7% della popolazione ha accesso alla corrente elettrica, meno del 40% possiede uno smartphone attraverso cui si collega a Internet e il PIL pro capite è di soli 467,22 dollari. Come può una popolazione così povera convertire i pochi pagamenti e transazioni che effettua in scambi di valuta digitale? 

L’abbaglio di Sango Coin

L’obiettivo di Touadéra è dunque un altro: sganciare gradualmente attraverso le criptovalute l’economia del paese dal Franco Cfa e, in questo modo, spalancare le porte a investitori stranieri non convenzionali che operano al di là dei canali bancari tradizionali, come per l’appunto il Gruppo Wagner.

I timori della comunità internazionale – aggiramento dei vincoli finanziari imposti dalle istituzioni finanziarie regionali e globali, elusione delle sanzioni, aumento della criminalità informatica, del riciclaggio di denaro, delle frodi, dei traffici illeciti e del finanziamento a gruppi criminali e terroristi – iniziano a prendere forma.

Nel luglio del 2022 il governo centrafricano emette la propria criptovaluta nazionale: si chiama Sango Coin e opera sulla rete blockchain dei Bitcoin. Sango Coin viene utilizzata soprattutto per incentivare transazioni con soggetti esteri. Agli stranieri viene offerto il passaporto del paese in cambio di 60mila dollari americani in Sango Coin possedute per almeno cinque anni, la residenza digitale per 6mila dollari e una garanzia di almeno tre anni, appezzamenti di terreno a partire da 10mila dollari e una garanzia di dieci anni.

Con Sango Coin il governo lancia anche il progetto di tokenizzazione delle risorse naturali del paese: in pratica attraverso l’emissione di token gli investitori si accaparrano il diritto di proprietà o utilizzo di giacimenti di petrolio, oro, pezzi di foreste o terreni agricoli.

Un mese dopo, ad agosto, la Corte Costituzionale stabilisce però l’illegittimità dell’acquisto del passaporto, della residenza digitale e di terreni attraverso le criptovalute. Uno stop che però non frena le ambizioni di Touadéra che continua a insistere sulle criptovalute.

Tre anni dopo il suo lancio, Sango Coin si è però rivelata un fallimento. Entro un anno attraverso la criptovaluta il governo puntava a vendere token pari a 210 milioni di euro e invece è arrivato a meno di 2 milioni. Progetti ambiziosi come l’apertura di una Crypto City a Bangui non sono mai partiti, sono dilagate azioni di speculazione e transazioni poco trasparenti e il 29 aprile del 2025 il sito della criptovaluta è andato offline.

Touadéra ci riprova

Qualche mese prima, il 9 febbraio 2025, dal suo account X il presidente Touadéra aveva annunciato il lancio di un’altra moneta virtuale chiamata $CAR, una moneta “meme” che a differenza delle criptovalute tradizionali aumenta o diminuisce di valore in base al successo riscontrato su Internet e sui social. Il modello a cui si ispira Touadéra è $TRUMP, moneta meme che opera sulla piattaforma blockchain Solana lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo la sua rielezione alla Casa Bianca nel gennaio 2025. 

Ospitata da Solana su pump.fun, $CAR ha mostrato da subito un’estrema volatilità. Al momento del suo lancio, sostenuto attraverso il coinvolgimento dell’ente pubblico Comptoir des Minéraux et des Gemmes (COMIGEM) e di un soggetto privato chiamato Barn$ley, la criptovaluta ha registrato una capitalizzazione di mercato di oltre 900 milioni di dollari in un solo week end, perdendo poi rapidamente oltre il 75% del suo valore.

La situazione è precipitata pochi mesi dopo, a maggio 2025, quando Touadéra ha firmato un decreto presidenziale per tokenizzare 1.700 ettari di terreno nella prefettura di Lobaye, a circa 50 chilometri da Bangui, con concessioni di 99 anni pagabili in $CAR direttamente su Solana.

Nel novembre successivo 122 appezzamenti di terreno di varie dimensioni sono stati venduti a un prezzo fisso ciascuno di circa 314 dollari per un totale di circa 38mila dollari: in pratica una svendita totale. 

Gli uomini attorno al presidente

Tra gli uomini d’affari più interessati al lancio delle criptovalute in Repubblica Centraficana negli ultimi anni due in particolare vengono segnalati nel report del Central Africa Observatory on Organized Crime. Uno è l’imprenditore con doppia cittadinanza svizzera e rumena Nicolae Bogdan Buzaianu, tra gli ideatori della criptovaluta Sango Coin.

Nel giugno 2019 Buzaianu era stato segnalato alla procura svizzera dalla ONG con sede a Ginevra Trial International per aver trafficato legname proveniente da zone di conflitto tra il Senegal e il Gambia con l’ex presidente gambiano Yahya Jammeh. Ad oggi, però, non risulta formalmente incriminato.

L’altra figura su cui punta i riflettori il report è quella di Émile Parfait Simb, accusato di aver frodato quasi 300mila persone tra Burkina Faso, Camerun, Benin, Stati Uniti, Canada e Francia. Non a caso Simb è stato soprannominato il “Madoff africano”, in “onore” del newyorkese Bernie Madoff, ideatore del più grande schema Ponzi di tutti tempi, del valore di circa 64,8 miliardi di dollari. Simb, residente a Mosca dal settembre 2023, è molto vicino al governo russo.

Nonostante i fiaschi delle criptovalute lanciate negli ultimi anni, nell’ottobre del 2025 Touadéra ha annunciato una nuova fase di tokenizzazione delle risorse del paese che interesserà le concessioni minerarie.

Alla luce dei disastri generati da Sango Coin che $CAR, e dell’aumento esponenziale dei movimenti illeciti che vi sono gravitati attorno, è inevitabile attendersi che questa nuova mossa del presidente non farà che continuare a erodere il patrimonio pubblico del paese, cedendolo a prezzi stracciati ad alleati e protettori e arricchendo esclusivamente l’élite al potere.

La Repubblica Centrafricana rimane uno degli ambienti più difficili al mondo in cui fare affari e investire, classificandosi quasi in fondo all’indice Business Ready della Banca Mondiale. Il dossier del Central Africa Observatory on Organized Crime dimostra chiaramente che non saranno le criptovalute a salvare questo paese dal baratro. 

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it
Abbonamento doppio Nigrizia e Africa