Sementi ai pesticidi tossici: il neocolonialismo “verde” in Africa
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Al via alla FAO la 6a Conferenza ministeriale Unione Europea – Unione Africana sull’agricoltura
Sementi ai pesticidi tossici: il neocolonialismo “verde” in Africa
La società civile e la Chiesa africana denunciano un sistema che penalizza i contadini locali. Le multinazionali monopolizzano il mercato dei semi, imponendo varietà brevettate, mentre l'UE esporta in Africa sostanze chimiche proibite sul proprio territorio. Una doppia strategia che mina l'autosufficienza alimentare del continente e arricchisce le corporation a danno delle comunità rurali
27 Giugno 2025
Articolo di Luciano Ardesi
Tempo di lettura 4 minuti
Credito: Cimmyt

Si tiene oggi a Roma, presso la FAO, la 6a Conferenza ministeriale Unione Europea – Unione Africana sull’agricoltura, un appuntamento che si ripete a intervalli irregolari dal 2016 nel quadro del partenariato UE-UA.

Il vertice dei ministri dell’agricoltura è dedicato quest’anno all’avvenire durevole per i sistemi agroalimentari, ed è preceduto da alcune sessioni tematiche che riguardano gli investimenti e il finanziamento del settore agroalimentare, la resilienza climatica, l’innovazione e le tecnologie, l’accesso ai mercati e le agevolazioni degli scambi commerciali.  

L’UE è il primo partner dell’Africa nel commercio agricolo

Dal punto di vista africano il partenariato con l’Europa se offre delle opportunità è anche fonte di rischi, soprattutto per i contadini e non solo africani.

Proprio in vista di questo appuntamento si sono mobilitate la società civile e la Chiesa africana con il Simposio delle Conferenze episcopali dell’Africa e del Madagascar (SECAM).

Ieri, giovedì 26 giugno, organizzazioni partner del SECAM, come il Cisde, o la Focsiv per la parte italiana hanno co-promosso a Roma un evento presso Campagna amica. L’incontro ha visto due sessioni dedicate rispettivamente a due temi cruciali: le sementi e i pesticidi.

I punti della dichiarazione congiunta

Aprendo la prima sessione dedicata alle sementi, il vescovo di Djougou (Benin), Bernard de Clairvaux Toha Wontacien, ha ripreso i principali punti della dichiarazione congiunta che il SECAM e la Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (COMECE) avevano indirizzato ai ministri degli esteri europei e africani in vista del loro summit del 21 maggio scorso, per un partenariato che orienti le politiche alla protezione degli ecosistemi e delle comunità africane.

Promuovere l’agroecologia

In particolare ha ricordato la promozione dell’agroecologia, la difesa del sistema delle sementi gestito dai contadini e che garantisce la biodiversità in agricoltura ma che è anche un elemento essenziale della sovranità alimentare, poiché assicura la stragrande maggioranza delle sementi utilizzate in Africa.

In questo settore, invece, si assiste a una forte concentrazione dell’offerta da parte delle multinazionali che condiziona i prezzi delle sementi e impone un’agricoltura industriale vorace poi di prodotti chimici.

Messa al bando dei pesticidi

In questa ottica è cruciale anche la messa al bando dei pesticidi, i due aspetti sono infatti strettamente connessi.

Il partenariato deve essere ispirato dalla giustizia e dal mutuo rispetto, come del resto già sostenuto con forza anche dalla Laudato si’ che è stata evocata più volte nel corso delle sessioni. L’Africa non può più essere un campo di battaglia per gli interessi stranieri.

La gestione del sistema delle sementi tradizionali è tuttavia messa in crisi da diverse politiche e da legislazioni specifiche.

In vari protocolli e intese internazionali la difesa dei sistemi delle sementi gestite dagli agricoltori non viene contemplata e le organizzazioni di base non vengono considerate come interlocutrici. La questione delle sementi tocca altri aspetti, come l’accesso alla terra, il land grabbing, il sostegno ai piccoli agricoltori.

Il tema dei pesticidi è forse ancora più drammatico perché l’Africa conosce una rapida crescita delle importazioni di pesticidi sia di loro componenti da utilizzare per la produzione locale di pesticidi industriali.

La quantità di pesticidi in uso è aumentata sia in volume sia in valore, passando da 1,6 miliardi di dollari nel 2020 a 3,8 miliardi nel 2022.

Importati pesticidi altamente pericolosi

Ma la denuncia più ferma è stata rivolta alla pratica dell’esportazione dai paesi europei di pesticidi classificati come altamente pericolosi e la cui vendita, proprio per questo motivo, è vietata in Europa ma che vengono venduti ai paesi africani.

È stata ricordata a questo proposito la Convenzione di Bamako sul divieto di importare in Africa rifiuti pericolosi che possono danneggiare l’ecosistema, sul controllo dei passaggi attraverso le frontiere e sulla necessità di gestire in maniera appropriata quelli prodotti in Africa.

La mobilitazione della società civile continua oggi nel quadro della Conferenza ufficiale con un evento focalizzato sulla sovranità alimentare e che porta una serie di raccomandazioni per porre l’agricoltura e l’alimentazione al centro del partenariato euro-africano.

Tutelare a garantire i diritti dei contadini africani

Si tratta di adottare una politica coerente che consenta il diritto all’alimentazione, alla terra e alla sovranità sui sistemi delle sementi.

In contemporanea si devono spostare le politiche dal sostegno all’agricoltura industriale orientata all’esportazione al rinforzo dell’agroecologia e della sovranità alimentare.

In questo contesto diventa centrale il sistema delle sementi gestito dai contadini che fa parte della vita e della cultura locali, e per questo è necessario rafforzare l’agricoltura famigliare e ridurre la dipendenza dalle importazioni alimentari e il sostegno alle coltivazioni orientate al mercato estero.

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