Attentati in Egitto e in Nigeria / Coinvolti cristiani
Continuano le indagini per identificare i responsabili degli attentati, non rivendicati, che, nella notte di capodanno, sono costati la vita a 4 persone ad Abuja (Nigeria), e a decine di cristiani copti in Alessandria (Egitto). La condanna di Benedetto XVI. L’Italia ha chiesto una discussione in sede Ue.

Sia in Nigeria che in Egitto, sono ancora in corso le indagini per identificare i responsabili degli attentati che, nella notte di capodanno, hanno ucciso 21 cristiani copti ad Alessandria d’Egitto e 4 persone ad Abuja (Nigeria).

 

In Nigeria, dove, secondo il quotidiano locale The Vanguard, sarebbe arrivata ieri la Fbi americana per aiutare le forze di sicurezza locali nelle inchieste sui responsabili dell’esplosione del 31 dicembre, avvenuta in un mercato situato all’interno della caserma “Mogadishu Barracks” di Abuja, non c’è ancora nessuna pista chiara. La mancanza di rivendicazioni complica le indagini.

 

 

Infatti, il Mend, gruppo ribelle del Delta del Niger, che lo scorso primo ottobre è stato autore di attacchi dinamitardi proprio durante la celebrazione dei 50 anni dell’indipendenza della Nigeria, ha negato il proprio coinvolgimento negli attentati di venerdì scorso. Sembra anche difficile attribuire al fondamentalismo religioso gli attentati del 31 dicembre. Mentre lo scorso 25 dicembre, è stato proprio l’estremismo islamico di Boko Haram alla base dell’uccisione di ben 80 cristiani nella città di Jos.

 

Anche l’attacco avvenuto ad Alessandria d’Egitto, non è stato rivendicato. Tuttavia, non c’è dubbio che l’intolleranza religiosa sia alla base dell’esplosione che, il primo gennaio, ha coinvolto la minoranza cristiana copta. Nelle ultime ore si sono registrati scontri tra la polizia e i membri della chiesa copta. Secondo le forze di sicurezza, le prime indagini sull’attentato puntano su individui provenienti dall’estero ed entrati in Egitto durante il mese di dicembre.

 

 

Il fenomeno della violenza contro i cristiani copti d’Egitto (prima comunità religiosa del paese) suscita, da ieri, la condanna di autorità sia civili che religiose. Anche papa Benedetto XVI, durante l’Angelus della scorsa domenica, ha condannato l’accaduto, denunciando l’esistenza di una «strategia della violenza che ha nel mirino i cristiani».

 

In una dichiarazione rilasciata sempre ieri, il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha chiesto che la questione delle violenze e delle discriminazioni contro i cristiani nel mondo sia oggetto di una discussione politica al prossimo Consiglio dei ministri degli esteri dell’Unione europea, che si terrà il 31 gennaio.