Rapporto Onu
La Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite prevede quest’anno un netto miglioramento rispetto al 2010. Ma si tratta di una crescita ancora insufficiente per creare posti di lavoro.

L’economia africana è destinata a crescere in media del 4,3% nel 2010, rispetto all’1,6% del 2009. Una crescita che tuttavia potrebbe non intaccare povertà e disoccupazione, che anzi sono previste in aumento.

Lo afferma un rapporto della Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite reso pubblico oggi. Il documento prevede che i paesi esportatori di petrolio nella regione sub-sahariana, esclusa quindi l’area del Maghreb, potrebbero crescere del 5,1% nel 2010, mentre quelli che importano petrolio vedrebbero una crescita del 4,9%.

Il documento sottolinea come queste previsioni di crescita siano ben al di sotto del 7% necessario per raggiungere uno degli obiettivi del Millennio dell’Onu, ossia dimezzare la povertà entro il 2015. Inoltre si tratta di tassi di crescita che non consentono di creare un gran numero di posti di lavoro. Ciò significa, continua il rapporto, che la disoccupazione e il lavoro precario sono destinati ad aumentare nel 2010.

La Commissione Onu ha pure sottolineato come siano alti i rischi di inflazione, che in molti paesi potrebbe salire a due cifre a causa degli effetti ritardati dell’aumento del prezzo del petrolio e dei generi alimentari. Il rapporto ha studiato in particolare la situazione di quattro paesi: Malawi, Repubblica democratica del Congo, Zambia e Angola. Ed è emerso che, nonostante siano cresciuti in media del 5% in questi anni, tale crescita è stata accompagnata in tre dei paesi studiati da un aumento della disoccupazione, mentre il quarto ha mostrato un aumento drastico dell’occupazione nel settore informale.

Il rapporto ha ribadito come l’Africa abbia bisogno di mobilitare il proprio capitale per finanziare gli investimenti e la crescita. Infatti l’attuale crisi economica mondiale ha dimostrato la vulnerabilità del continente in balia delle sorti dell’economia mondiale. Ma ha anche dimostrato che l’Africa non può contare su fonti esterne per finanziare il proprio sviluppo in modo sostenibile.