Eventi e manifestazioni in tutto il mondo per parlare di Africa
Il 25 maggio è la giornata internazionale che ricorda la fondazione dell’Unione Africana. Ma diventa anche occasione per sensibilizzare alle problematiche dell’Africa, e per chiedere ai mezzi di comunicazione di informare di più sui problemi e le potenzialità di questo continente.

“Verso un Africa unita, pacifica e prospera” è il tema della Giornata Internazionale dell’Africa di quest’anno. Una ricorrenza nata per ricordare la fondazione nel 1963 dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA), oggi Unione africana (UA). L’organismo riunisce tutti i paesi africani (tranne il Marocco, e attualmente Mauritania e Eritrea sono sospese dell’Unione), e sta avviando un lento processo per rinforzare il peso dell’istituzione sui paesi membri. Considerata da molti analisti e diplomatici una possibile chiave di svolta per la risoluzione dei conflitti africani, attualmente l’UA fatica a far sentire la propria voce, e spesso adotta una politica difensiva nei confronti dei capi di stato africani (per esempio schierandosi dalla parte del presidente sudanese Omar Hassan Al Bashir, contro la decisione della Corte penale Internazionale dell’Aja di incriminarlo per le sue presunte responsabilità in Darfur). Un atteggiamento che da un lato ha lo scopo di mantenere un dialogo aperto con tutti gli stati, in particolare quelli retti da regimi autoritari, ma che dall’altro toglie credibilità all’organismo a livello internazionale. L’UA resta comunque il principale interlocutore dell’ONU per quel che riguarda ogni questione politica nel continente, ed il cammino per attribuire maggiori poteri al parlamento panafricano (sul modello di quello europeo) è ormai avviato.

Ma la celebrazione della giornata dell’Africa diventa anche occasione per riflettere su questioni vitali che interessano il continente. Non solo in Africa, ma in tutto il mondo le varie realtà della società civile organizzano eventi e manifestazioni, per sensibilizzare ad una maggior attenzione sull’Africa.

E proprio per richiamare l’attenzione su questo continente troppe volte lasciato ai margini, la Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) e la Fondazione Missio hanno inviato una lettera ai Presidenti e Direttori Generali delle principali reti televisive italiane, da Rai passando per Mediaset a La7 e Sky, per chiedere “che sia dato uno spazio adeguato a questo anniversario africano”. Le questioni che destano preoccupazione e che i mezzi di informazione sono invitati ad affrontare sono molte: per esempio la drammatica situazione in cui versa il Corno d’Africa, ma anche l’instabilità geopolitica cronica della regione dei Grandi Laghi (nel cuore dell’Africa). Ma i riflettori sono puntati anche sull’incoraggiante portata del recente viaggio di Benedetto XVI in terra africana e sul Sinodo dei vescovi africani che si aprirà in ottobre a Roma.

E di spunti su cui meditare sono offerti anche dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon, che nel suo messaggio in occasione della Giornata ribadisce che “dopo i risultati raggiunti negli ultimi anni in termini di crescita economica e stabilità, l’impatto della crisi globale si sta facendo sentire pesantemente”. Ban Ki-Moon poi sottolinea il problema dei cambiamenti climatici, i cui effetti ricadranno inevitabilmente sulle persone più vulnerabili e povere, e quindi la necessità di impegnarsi seriamente per trovare un accordo in occasione dell’incontro di dicembre a Copenhagen.

Anche il presidente della Commissione dell’Unione Africana Jean Ping ha evidenziato alcuni aspetti di primaria importanza per l’Africa, soprattutto la necessità di riformare le istituzioni internazionali principali come il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale perché l’Africa sia rappresentata meglio in seno a queste organizzazioni, nell’ottica che solo con “un approccio globale si possono affrontare sfide globali”.