Economia / FMI

L’economia africana è in crescita, in particolare grazie all’aumento dei prezzi delle materie prime e del petrolio, ma la sua crescita non genera ancora entrate sufficienti. A fare il punto della situazione è il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo rapporto di previsione semestrale, pubblicato ieri.
Il moneymaker mondiale stima che la crescita raggiungerà il 3,4% nell’Africa sub-sahariana quest’anno e probabilmente il 3,7% nel 2019.

Le due locomotive, Nigeria e Sudafrica, stanno riprendendosi ma con una certa lentezza, così come il gigante petrolifero Angola. Il miglioramento deriva dall’aumento del prezzo del petrolio e delle materie prime, negli ultimi due anni.

Devono invece fare attenzione, avverte il FMI, paesi come Ciad e Zambia, le cui amministrazioni accumulano arretrati di pagamenti nei confronti delle aziende e questo minaccia l’equilibrio sociale.

La diversificazione è ancora la raccomandazione primaria del FMI per l’Africa, i cui Stati devono investire in settori diversi dalle materie prime. Gli economisti avvertono comunque che questa crescita, seppur migliore rispetto al passato, è ancora troppo debole per tradursi in drastici miglioramenti degli standard di vita per la stragrande maggioranza degli africani. (Radio France Internationale)