È il catalogo di una mostra singolare, nato dalla passione per l’Africa. Gli autori, due medici e un appassionato di storia, tutti e tre di Torino, sono prima di tutto dei viaggiatori che da oltre trent’anni frequentano il mondo africano. Pescando dalla loro collezione di poggiatesta – «oggetti d’uso che diventano veri e propri oggetti d’arte» – propongono «un’immersione nella creatività artistica, nella bellezza, nei valori magico-religiosi e nell’etnografia dell’Africa dell’est e del sud».

Il poggiatesta è un utensile in legno usato generalmente dai pastori, che dormono per terra, per appoggiarvi la nuca durante il sonno. Bruno Albertino ricorda che «i poggiatesta più antichi conosciuti appartengono alla cultura dell’antico Egitto circa nel 2600 a.C. (…) e si sono conservati perché in alabastro o perché, pur essendo in legno sono stati favoriti dal clima secco del deserto».

Le regioni e le etnie prese in considerazione sono: Lago Turkana – Triangolo di Ilema, area geografica al confine tra Etiopia, Kenya e Sud Sudan (turkana, toposa, nyangatom e dasanech); valle del Kunene che traccia il confine tra Namibia e Angola (himba); Etiopa sudoccidentale (surma, mursi, me’en, erbore, gurage, kambatta …); Somalia (boni, somali); bassopiano nilotico sudanese (denka); Africa meridionale a sud del fiume Zambesi (zulu, shona, tsonga); depressione dancala tra Gibuti, Eritrea ed Etiopia (afar). Le foto di sono di Anna Alberghina.