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Il progetto interessa cinque paesi dell'Area di conservazione Kavango-Zambesi
Africa meridionale: avviato il primo censimento di elefanti su larga scala
09 Agosto 2022
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

Cinque paesi dell’Africa australe, che raggruppano insieme più della metà degli elefanti di savana del continente, hanno avviato il primo censimento aereo su vasta scala, che durerà circa quattro mesi, ed è previsto si conclusa il 20 ottobre.

Gli aerei leggeri voleranno simultaneamente attraverso le pianure di Angola, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe, che fanno parte dell’Area di conservazione transfrontaliera Kavango-Zambesi (Kavango-Zambezi Trans-frontier Conservation Area – Kaza), la più vasta area protetta al mondo, per determinare la popolazione di elefanti e come proteggerla.

La Kaza copre 520mila chilometri quadrati – le dimensioni di Francia e Regno Unito insieme –, in cui coabitano con circa due milioni di persone e un numero stimato di 220mila elefanti di savana, raggruppati per lo più in Botswana, che ne ospita all’incirca 130mila.

Il progetto, del costo stimato di quasi 3 milioni di dollari, si propone di rilevare i modelli di migrazione degli elefanti, che fanno parte di un’unica popolazione contigua, attraverso i confini dei cinque paesi. Uno studio fondamentale, secondo il direttore esecutivo di Kaza, Nyambe Nyambe, per la protezione e la gestione a lungo termine della più grande popolazione di elefanti transfrontalieri dell’Africa.

«Ѐ altamente previsto che genererà informazioni scientifiche sulla distribuzione della popolazione e altri fattori ed è una riaffermazione dell’impegno degli stati partner di Kaza nel perseguimento congiunto della conservazione guidata dalla scienza supportata da dati accurati e affidabili»

I dati preliminari si prevede siano disponibili nel primo trimestre del 2023.

La vasta regione del Kaza registra una crescita delle popolazioni di elefanti africani, mentre altrove nel continente il numero sta diminuendo a causa della progressiva perdita di habitat e del bracconaggio.

Ma anche in lì i pachidermi sono sempre più minacciati dall’espansione di progetti di estrazione petrolifera. Lo scorso luglio associazioni ambientaliste e comunitarie nella regione del Kavango, nel nord-est della Namibia, hanno fatto ricorso alle autorità giudiziarie per bloccare le nuove attività di ricerca di gas e petrolio della compagnia canadese ReconAfrica.

Quest’ultima è criticata per aver operato sul territorio senza consultare le parti locali, colpite dall’impatto ambientale dell’esplorazione.

La ReconAfrica ha ottenuto licenze dai governi della Namibia e del Botswana, che le hanno concesso circa 35mila km² per esplorare petrolio e gas nel bacino del Kawango. Le ricerche sarebbero finalizzate all’apertura di un campo petrolifero tra i più vasti degli ultimi anni. 

Non è migliore la situazione tra Zambia e Zimbabwe nei pressi delle spettacolari cascate Vittoria – sempre all’interno della Kaza – minacciate da fumosi progetti di sviluppo di una diga idroelettrica sul fiume Zambesi, di alberghi e di un campo da golf che potrebbe interrompere un consolidato e vitale corridoio per gli elefanti.

 

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