Africa Orientale / Economia

E’ stata recentemente pubblicata una nuova ricerca, Bright Africa 2018, condotta da RisCura – agenzia internazionale di consulenza finanziaria e d’investimento – che individua nei paesi dell’Africa orientale i mercati azionari più costosi dell’intero continente a causa della diminuzione degli scambi e della riduzione degli investimenti, per lo più stranieri.

Il mercato azionario della Tanzania è il più oneroso per le tariffe di commissione, intermediazione, compensazione, per le spese di negoziazione e per altri costi di natura commerciale e legale. La Tanzania è seguita da Uganda, Rwanda, Zimbabwe, BRVM (Borsa dell’Africa occidentale), Botswana, Zambia, Kenya, Nigeria e isole Mauritius.

Il rapporto mostra che la gran parte dei costi sostenuti dagli investitori viene assorbita dagli agenti di cambio che, in questo modo, tentano di supplire a quei costi operativi che non coprono più con le entrate derivanti dai commerci. I paesi africani hanno anche un numero di agenti di cambio limitato, perciò per gli investitori risulta difficile trovare il più conveniente. In Tanzania, ad esempio, il costo delle commissioni copre il 2,2% del costo totale delle transazioni di investimento.

La ricerca mostra anche l’altra faccia della medaglia: in Mozambico i costi di negoziazione e di commissione sono i più bassi, seguito da Sudafrica, Seychelles, Egitto e Tunisia.

Il report indica una forte mancanza di liquidità nei mercati azionari africani – fatta eccezione per la Borsa di Johannesburg – e una scarsa crescita degli stessi tra il 2014 e il 2016, in particolare a causa del calo dei prezzi delle materie prime e della fuga degli investitori. Identifica infine nel Sudafrica il paese africano con la più alta percentuale di investimenti privati tra il 2016 e l’anno corrente. (The East African)