ECONOMIA IN BIANCO E NERO – MARZO 2017
Riccardo Barlaam

Ti presto i soldi. Tu non riesci a restituirli. E vai in fallimento. Il Mozambico dallo scorso 5 febbraio è il primo paese africano a finire in default da diversi anni a questa parte. Non è riuscito a pagare la rata sulle obbligazioni governative da 727 milioni di dollari collocate sui mercati finanziari nel 2013 per finanziare l’ammodernamento della flotta di pescherecci, le tonnare che solcano l’Oceano Indiano. Il titolo scadeva nel 2020. Il termine è stato prorogato al 2013. Ma non è bastato. La rata di interessi da 60 milioni di dollari sui bond per i pescherecci è scaduta il 16 gennaio. Da quella data gli investitori attendevano indicazioni dal governo di Maputo. Il periodo di moratoria non è stato sufficiente per rientrare.

Complice il crollo dei prezzi delle materie prime e il dollaro forte che ha fatto precipitare il valore della valuta locale e aumentare a dismisura gli interessi sul debito, il Mozambico ora dovrà rinegoziare la ristrutturazione del suo debito insoluto con il Fondo monetario internazionale. Una ristrutturazione che si preannuncia lunga e complessa. Con una cura lacrime e sangue simile a quella imposta alla Grecia.

Nonostante la crescita economica degli ultimi anni – aumento del Prodotto interno lordo del 7,5% annuo – la stabilità politica e la scoperta di importanti giacimenti dei gas, il Mozambico si ritrova stretto nella morsa del debito. Non è il solo.

Dopo questo primo default, gli investitori, preoccupati, si chiedono quale sarà il prossimo paese africano a saltare. Bloomberg ha messo a punto una classifica del rischio paese legata ai debiti sovrani che considera il deficit di bilancio, le riserve internazionali, le sofferenze bancarie e l’instabilità politica per calcolare, appunto, le probabilità di default. Le quattro bandiere candidate ad aggiungersi a quella del Mozambico da qui a fine anno per l’incapacità di ripagare i debiti sono: Senegal, Tunisia, Ghana e Zambia. Nel gruppo dei paesi a rischio ci sono anche: Angola, Kenya e Costa d’Avorio.

Negli ultimi anni l’Africa ha conosciuto un boom economico. I paesi africani hanno emesso prestiti obbligazionari per finanziare programmi di sviluppo, incoraggiati dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dai bassi tassi di interesse monetari. Ora il quadro è radicalmente mutato. Diversi analisti parlano di “rischio contagio”. Insomma di una malattia che rischia di trasformarsi in un’epidemia, ma di tipo economico, per tutta l’Africa.