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Nuovo rapporto del Sipri
Le spese militari globali superano i 2.100 miliardi di dollari. Boom in Nigeria
In crescita per il 7° anno consecutivo: 266 dollari pro-capite, infanti e centenari inclusi. In Africa subsahariana la spesa aumenta per la prima volta dal 2014. Abuja raggiunge i 4,5 miliardi di dollari con una crescita del 56%. Nell' Uganda di Museveni l’aumento negli ultimi 10 anni è stato del 203%.
27 Aprile 2022
Articolo di Giba
Tempo di lettura 4 minuti

Per il settimo anno consecutivo, nel corso del 2021 le spese militari hanno registrato un aumento. Il totale stanziato in tutto il mondo per la produzione di armi e, più in generale, per la difesa, è stato pari a 2.113 miliardi di dollari, 266 dollari a testa compresi neonati e centenari.

Mai nella storia si era raggiunta una cifra simile.

È quanto riporta il rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri).

In Africa le spese militari sono aumentate dell’1,2%, per un totale stimato di 39,7 miliardi di dollari.

La spesa è equamente divisa tra il nord del continente (49%) e l’area subsahariana (51%).

Nel corso del decennio 2012-21, la spesa continentale ha seguito tre distinte tendenze. Dal 2012 al 2014 è aumentata con continuità. Nei 4 anni successivi, fino al 2018, c’è stato un declino. Gli ultimi 3 anni, fino al 2021, sono stati anni di crescita per un aumento complessivo del 2,5%.

In riferimento al 2021 il dato più rilevante arriva dalla Nigeria. Abuja ha aumentato la sua spesa militare del 56%, raggiungendo la considerevole cifra di 4,5 miliardi di dollari. Un budget destinato a crescere ulteriormente dopo il recente acquisto di 12 elicotteri d’attacco AH-1Z Cobra dagli Stati uniti per un valore prossimo al miliardo di euro.

L’aumento arriva come risposta alle varie sfide alla sicurezza che deve affrontare Abuja sia con gli attacchi degli estremisti islamisti nel nordest sia con quelli degli insorti separatisti nel sud.

Spesa subsahariana

Nel 2021, la spesa militare nell’Africa subsahariana è salita a 20,1 miliardi di dollari, il 4,1% in più rispetto al 2020, (anche se il 14% in meno rispetto al 2012).

Si tratta del primo aumento nell’Africa subsahariana dal 2014.

Il Sudafrica è il secondo paese più “spendaccione” della subregione con 3,3 miliardi di euro, anche se ha tagliato le sue spese del 13%. Ad avere un forte impatto sul budget militare è stata la prolungata stagnazione economica che vive il paese.

Kenya, Uganda e Angola occupano, rispettivamente, il terzo, quarto e quinto gradino di questa speciale classifica. Nel corso del decennio 2012-21, Nairobi e Kampala hanno dovuto affrontare insurrezioni che hanno influenzato la loro spesa militare.

Il dato più vistoso negli ultimi 10 anni è quello che riguarda l’Uganda, con una crescita della spesa militare del 203%, mentre è calata del 4,5% in Kenya.

Nello stesso periodo l’Angola ha visto scendere del 66% le spese. Tra le ragioni del calo nell’ultimo decennio, il peggioramento dal 2015 delle condizioni economiche – in gran parte causato dai bassi prezzi del petrolio e dal crollo della produzione petrolifera – e una lenta ripresa economica negli anni più recenti.

Nordafrica in altalena

Per quanto riguarda il Nordafrica, invece, nel 2021 la spesa militare si è attestata sui 19,6 miliardi di dollari, l’1,7% in meno rispetto al 2020 anche se superiore del 29% rispetto al 2012. Ma i dati sono destinati ad aumentare, complici anche le tensioni di lunga data tra Algeria e Marocco che sono peggiorate nel 2021. La spesa militare di Algeri è comunque scesa del 6,1% nel 2021, raggiungendo i 9,1 miliardi di dollari, mentre la spesa del Marocco è cresciuta del 3,4%, a 5,4 miliardi di dollari.

Settimo aumento consecutivo

Nonostante le ricadute economiche della pandemia di Covid-19, lo scorso anno la spesa militare globale è cresciuta dello 0,7%. Si tratta del settimo aumento consecutivo.

A trainare, come sempre, sono gli Stati Uniti che hanno staccato nettamente la concorrenza internazionale. Nel 2021 Washington ha toccato gli 801 miliardi di dollari di spesa militare, nonostante un calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente.

Al secondo posto c’è la Cina, con un totale di 293 miliardi, in aumento del 4,7%. Si tratta di una scelta ormai decisamente consolidata da parte di Pechino, che da 27 anni aumenta ininterrottamente le proprie spese militari. Una dinamica che ha spinto anche altri governi dell’area a fare altrettanto. Il Giappone, ad esempio, ha raggiunto i 7 miliardi di dollari, con un aumento del 7,2% (il più alto mai registrato dal 1972).

Al terzo posto della classifica c’è l’India, seguita dal Regno Unito e dalla Russia.

 

I primi 5 paesi rappresentano il 62% della spesa militare mondiale. Stati Uniti e Cina da soli rappresentano il 52%.

L’Italia si piazza all’11° posto con 32 miliardi di dollari, il 4,6% in più rispetto al 2020 e quasi il 10% in più rispetto al 2012.

 

La spesa militare della Russia è cresciuta per il terzo anno consecutivo. Nel 2021 è aumentata del 2,9% raggiungendo 65,9 miliardi di dollari e il 4,1% del Pil. Un livello, secondo il Sipri, «molto superiore alla media mondiale». I ricavi delle esportazioni di petrolio e gas hanno permesso al paese di finanziare queste grandi spese militari. È difficile prevedere se Mosca sarà in grado di mantenere questo livello di spesa, a causa dell’ondata di sanzioni imposte dall’Occidente in risposta all’aggressione in Ucraina.

Nel 2021, la spesa militare mondiale come quota del prodotto interno lordo globale ha raggiunto il 2,2%.

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