Racconti per l’estate. Racconti per bambine e bambini. Letti nei momenti di pausa dai giochi e dal mare o nelle serate prima di dormire. Ma anche racconti da riprendere magari a scuola. Uno stimolo per genitori, insegnanti, educatori e naturalmente per i bambini. E che hanno non solo uno scopo di intrattenimento ma vogliono essere un ponte per avvicinare alle tradizioni e alle storie africane.
Questo “stimolo” si chiama African Storybook e quest’anno compie dieci anni. Il progetto, nato e implementato dapprima in alcuni paesi africani – Sudafrica, Kenya, Uganda e Lesotho – si è diffuso poi in molti altri incrementando la platea dei lettori ma anche, naturalmente, l’offerta.
Il progetto nacque dall’idea di un’organizzazione educativa sudafricana, la Saide, e grazie ad un primo finanziamento di Comic Relief. Dal sito, o anche dall’app, se lo preferite, è possibile leggere e scaricare gratuitamente migliaia e migliaia di storie in almeno 62 lingue africane.
Ma non spaventatevi se non conoscete neanche una lingua parlata in Africa. La maggior parte dei racconti è tradotta in altre lingue. Questo grazie alla successiva creazione di un progetto parallelo, il Global African Storybook Project. Attualmente sono disponibili 1.829 traduzioni in 57 lingue.
Comunque, nella barra di navigazione si può scegliere in che lingua leggere il racconto. Inoltre, ci sono anche consigli su come usare il progetto, magari a scuola se siete insegnanti e persino la possibilità di creare e pubblicare voi stessi. O le vostre bambine e bambini, naturalmente.
I realizzatori dell’iniziativa hanno pensato a tutto. Comprese le difficoltà legate all’assenza o alla debolezza della connessione Internet. Le storie infatti si possono scaricare o leggere anche off line.
Si tratta di racconti per bambini di tutte le età – si possono scegliere in base al livello di lettura – ma soprattutto per quelli molto piccoli e il loro contenuto ci trasporta all’interno del continente, delle sue tradizioni o dei suoi cambiamenti.
La cosa interessante, a parte l’accessibilità, è l’apertura ai bambini di tutto il mondo. Attraverso, appunto, le traduzioni. Tra queste danese, esperanto, tedesco, hindi, giapponese, mandarino, nepalese. E ancora, norvegese, persiano, russo, spagnolo, svedese… Oltre quaranta i racconti tradotti in italiano.
Questo permette dunque ai bambini, ma anche agli adulti che leggeranno le storie ai loro figli o nipoti, di entrare in contatto con la ricca tradizione orale africana e di farsi un’idea positiva del continente. E di sorridere o riflettere visto che le storie sono spesso divertenti o contengono una morale, come tutte le fiabe.
Il sito contiene anche solo audio o audio illustrati, letti da volontari. C’è poi una parte con storie disponibili in formato bilingue. In particolare, il progetto di traduzione era nato per digitalizzare e rendere liberamente disponibili in open licence oltre 1.000 storie originali nelle maggiori lingue africane ma anche alcune delle meno diffuse, oltre che nelle traduzioni in inglese, francese e portoghese.
Si è poi evoluto in una community globale che ha l’obiettivo di avvicinare chiunque alla lettura e alla conoscenza delle lingue. Persino chi non sa leggere e scrivere. Si è basato, infatti, fin dal principio, su una visione condivisa di alfabetizzazione globale e tecnologia aperta. Oltre che sulla valorizzazione delle culture e delle tradizioni orali di singoli paesi e comunità.
È proprio per questo che in una sorta di effetto a catena, il progetto ha trovato spazio in molte altre realtà. In Canada, per esempio, è nato il portale Indigenous Storybooks, mentre Storybooks Jamaica o Storybooks Haiti presentano storie in creolo giamaicano o in creolo haitiano.
Per tornare alle storie africane, African Storybook non solo mette a disposizione storie e racconti raccolti in tutti questi anni, ma incoraggia la creatività. Molte delle storie presenti sul sito web sono già adattamenti di storie scritte da altri e il database di immagini contiene migliaia di illustrazioni che possono essere utilizzate per creare una nuova storia o aggiunte a una storia già esistente.
Come scrivono i suoi fondatori, “leggere è molto più che imparare a leggere le parole. Significa anche divertirsi, usare l’immaginazione e entrare in contatto con gli altri. Quando i bambini leggono per piacere, spesso diventano più sicuri di sé, curiosi e sviluppano un amore per i libri che dura tutta la vita”.