Si sente dire spesso che l’Africa è un continente pieno di ricchezze ma povero. L’autore di questo libro sostiene piuttosto che «le Afriche non sono povere ma “impoverite”». Padre Giulio Albanese, che sceglie il plurale per riaffermare l’estrema complessità del continente, è un missionario comboniano la cui penna ha descritto l’evolversi dell’Africa in numerose pubblicazioni, conferenze, programmi televisivi e radio.
Ma soprattutto, Albanese ha vissuto anni nel continente come missionario e ha potuto seguire le vicende di questa regione in tanti viaggi. Come quello con cui nel 2023 ha accompagnato papa Francesco in visita in Repubblica democratica del Congo e Sud Sudan.
Non un libro nato a tavolino, pertanto il suo, né scritto – come spesso succede – da turisti da strapazzo convinti di aver compreso l’Africa dopo qualche mese di affrettate corse da un paese all’altro. Il volume è invece frutto dell’incontro diretto con figure di rilievo del panorama politico, economico, culturale e religioso africano. Da qui la grande varietà di temi affrontati dall’autore, in una sorta di zibaldone costituito in gran parte dagli articoli che padre Albanese pubblica da anni sull’Osservatore Romano.
Afriche, inferno e paradiso, è una pubblicazione originale rispetto a tanti altri trattati sul tema che costituisce «una coraggiosa e innovativa riflessione geopolitica», come osservato dal direttore della Caritas romana Giustino Trincia presentando il volume. Un libro, parafrasando ancora il direttore Caritas, in merito ai flussi migratori dall’Africa, che «riflette l’urgenza dell’educazione delle nostre comunità sociali e ecclesiali a decostruire stereotipi e leggere le radici profonde della mobilità umana».
Temi che tornano nel contributo di uno studioso africano come Jean-Léonard Touadi, già parlamentare e oggi docente di Geografia dello sviluppo dell’Africa all’Università di Roma Tor Vergata. Touadi, riprendendo alcuni degli aspetti economici trattati nel testo, si è chiesto: «Chi ripagherà i popoli africani dopo tre decenni in cui hanno dovuto subire i diktat del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, cancellando la possibilità della scuola, le infrastrutture di base e la sanità?».
Perché in effetti il libro, riprendendo anche quanto a suo tempo denunciato da papa Francesco, parla della necessità di una nuova architettura economico-finanziaria a livello globale. Un cambio di paradigma ispirato tra l’altro da quanto suggerisce la Dottrina sociale della Chiesa, un ricco retaggio della riflessione ecclesiale sviluppatasi in secoli di storia che responsabilizza i cristiani in merito all’intrinseca connessione tra fede e vita, tra dimensione spirituale e dimensione sociale dell’esistenza.
In definitiva, quindi, questa pubblicazione costituisce un invito a guardare oltre la superficie per cogliere, accanto alle ferite ancora aperte del colonialismo africano e alle sfide quotidiane, anche i semi di speranza, innovazione e rinascita del continente.