Dopo il sostegno ottenuto all’inizio di agosto dal Senato, il 1° settembre anche la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato, con un voto bipartisan di 370 a favore e 48 contrari, la proroga di due anni dell’AGOA (African Growth and Opportunity Act), che consente a 32 paesi dell’Africa subsahariana di esportare oltre 1.800 prodotti esentasse verso il mercato statunitense.
La scadenza è stata dunque fissata per fine dicembre 2028, poco prima che termini il mandato del presidente Trump. La legge attende ora la sua firma per una piena attuazione.
La proroga dell’intesa è stata una decisione che ha offerto grande sollievo agli Stati africani esportatori verso gli USA, dato che l’accordo attuale sarebbe scaduto il 30 settembre prossimo.
L’AGOA, era stato promulgato nel 2000 e consentiva per l’appunto ai paesi firmatari dell’accordo di esportare senza l’aggiunta di alcun dazio prodotti agricoli, calzature, automobili, tessili, manufatti, articoli di abbigliamento e altro.
Il programma era scaduto in realtà il 1° ottobre 2025, per poi essere prorogato di un anno retroattivamente nel febbraio 2026.
Per oltre 25 anni l’AGOA ha giovato grandemente nelle relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e i paesi africani interessati, rappresentando un risparmio di miliardi di dollari negli scambi di mercato e per gli USA uno strumento chiave nella guerra commerciale con la Cina nel continente.
Per Wahington l’accordo rappresenta infatti un veicolo privilegiato per l’accesso alle materie prime e ai minerali strategici africani.
“L’AGOA promuove una maggiore stabilità economica e opportunità in tutta l’Africa, favorendo al contempo gli interessi strategici e di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, tra cui l’accesso a minerali critici e catene di approvvigionamento più sicure, non dipendenti dalla Cina”, ha dichiarato prima del voto Jason Smith, repubblicano, presidente della Commissione Bilancio alla Camera.
I numeri dell’intesa
Secondo l’ufficio del rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, nel 2022 gli USA e i paesi dell’Africa subsahariana hanno scambiato beni per un valore complessivo di circa 50 miliardi di dollari, mentre nel 2023 gli USA avevano importato dagli stessi paesi beni per 9,7 miliardi di dollari.
Nel 2025 le importazioni dall’Africa subsahariana sono salite a 33,7 miliardi di dollari, con una crescita del 12,2% (3,7 miliardi di dollari) rispetto al 2024.
La possibilità di accesso all’AGOA si basava inizialmente su alcune condizioni poste dal governo statunitense: che i paesi dimostrassero progressi verso economie di mercato, stato di diritto, pluralismo politico e tutela dei diritti umani.
Il peso dei dazi
Sul commercio bilaterale continuano però a pesare i dazi imposti da Trump per specifici settori a paesi che non avessero impedito il lavoro forzato nelle proprie catene di approvvigionamento, mentre i dazi generici su tutte le importazioni sono stati annullati dalla Corte Suprema.
Queste politiche protezionistiche hanno spinto molti paesi africani a rafforzare i commerci intercontinentali e con il Sud globale, mentre altri, come il piccolo Lesotho, hanno subito danni rilevanti in settori chiave della loro economia.
Molti legislatori e associazioni imprenditoriali negli USA hanno d’altro lato descritto questa proroga biennale come una misura provvisoria che concede al Congresso il tempo di valutare riforme e modernizzazione del programma. Manifestando, tuttavia, una certa preoccupazione che questo rinnovo dell’AGOA garantisca una certezza a lungo termine nel sostegno a importanti investimenti e decisioni aziendali.