Ripercorrendo due decenni
La struttura terroristica ha condotto operazioni e reclutato nel continente fin dai primi anni ’90. Ha rivendicato attentati in Nord Africa e in Africa Orientale, e sostenuto partiti impegnati in scontri armati in Eritrea e Somalia.

1991: Il Fronte nazionale islamico del Sudan, da poco al potere a Khartoum, invita Osama bin Laden in Sudan, che s’impegna in affari (import-export, progetti agricoli, costruzione di strade, trasporti…) e nella gestione di campi di addestramento per l’uso di armi ed esplosivi; vi rimane fino al 1996.

1991-2: inizio delle attività di al-Qaida (ma questo nome sarà usato “ufficialmente” dal 1989) nel Corno d’Africa; in Somalia, stringe legami con al-Itihaad al-Islamiya; in Eritrea, con il Movimento del jihad eritreo; 29 dicembre 1992: lancio di bombe contro un albergo di Aden (Yemen) che ospita militari americani in transito per la Somalia; bin Laden rivendica l’attentato; un gruppo di militanti sono arrestati al porto della città mentre si preparano a lanciare missili contro aerei americani; durante le missioni Onu in Somalia (1992-94), la presenza del gruppo è limitata ad alcuni istruttori delle milizie di Mohammed Farah Aidid; Osama bin Laden, in un’intervista alla BBC, ammette di aver inviato «personale operativo» in Somalia; 3-4 ottobre 1993: abbattuto un elicottero in Mogadiscio, 18 marines americani uccisi.

1996: Osama è invitato a lasciare il Sudan, dietro pressioni degli Usa, che lo ritengono legato al
tentato assassinio del presidente egiziano Hosni Mubarak in Addis Abeba (Etiopia) il 26 giugno 1995; con oltre 200 luogotenenti e famiglie, Osama si trasferisce a Jalalabad (Aghanistan).

1998, 7 agosto: attentati contro le ambasciate americane di Nairobi (Kenya, nella foto) e Dar es Salaam (Tanzania); 258 i morti e 5mila i feriti; Ayman Al-Zawahiri, leader del jihad egiziano, fonde il suo gruppo con al-Qaida.

2002, 28 novembre: automobile-bomba contro un hotel di Mombasa (Kenya), frequentato da turisti israeliani (15 vittime); 20 minuti prima, è stato lanciato un missile contro un aereo israeliano in decollo dall’aeroporto della città; mancato il bersaglio.
2002: con il declino del Gruppo islamico armato (Gia), attivo durante la guerra civile, cresce il il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc), con circa 300 guerriglieri e con un piano di assassinii di personale della polizia e dell’esercito algerini: 11 aprile: attentato alla sinagoga a Djerba, con 22 vittime (oltre al suicida, 14 turisti tedeschi, 5 tunisini e due francesi); 5 maggio: 15 soldati governativi uccisi in un’imboscata presso Rizi Ouzou (nella Cabilia); 23 giugno: 6 civili uccisi nella stazione degli autobus di Zeralda, presso Algeri; 17 luglio: 7 civili uccisi a Ouled Allal, nella provincia di Bouira, 13 settembre: 11 civili massacrati su una strada nel nord del paese; 19 settembre: 15 persone arrestate nella Cabilia, sospettati di offrire denaro e appoggio logistico al Gspc; 2 ottobre: 13 civili uccisi in un villaggio nell’ovest del paese (provincia di Ain Defla); 1.070 le persone uccise dall’inizio dell’anno.

2003, 22 febbraio: la divisione meridionale del Gspc, guidata da Amarai Saifi (“el-Para”), sequestra 32 turisti tedeschi; maggio: 7 sequestrati sono liberati; 2 militanti del gruppo uccisi in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine; Saif è costretto a riparare in Mali; si parla di 5 milioni di dollari pagati dal governo tedesco per il rilascio dei sequestrati (agosto); 16 maggio: cinque attentati kamikaze contro ristoranti e hotel a Casablanca (Marocco), con 44 vittime (tra cui 12 attentatori); Saifi ripara in Niger e Ciad, dove viene arrestato; settembre: gli succede Nabil Sahrawi, il quale annuncia il suo appoggio ad al-Qaida.

2004: Sahrawi ucciso e rimpiazzato da Abu Musab Adbel Wadoud; alcuni analisti esprimono dubbi sulla reale consistenza e forza del gruppo terrorista e sui suoi rapporti con al-Qaida; 1-2 maggio: 7 soldati, 6 civili e 2 militanti del Gspc uccisi in diverse località; 18 maggio: due bombe dilaniano 2 soldati e feriscono 13 civili in Setif (Algeria orientale); imboscata a un convoglio militare a Béjaia, uccidendo 10 soldati e ferendone 45; 20 settembre: 4 civili uccisi presso Kalous (Bouira); 29 settembre: attacco contro un autobus (16 vittime).

2005: il Gspc si affilia ad al-Qaida, rinominandosi al-Qaida per il Maghreb islamico (Aqim); 9 aprile: 14 civili uccisi a un blocco stradale presso Algeri; 15 maggio: 12 soldati uccisi in un’imboscata nella regione di Khenchela; 4 giugno: attacco contro una pattuglia mobile dell’esercito a Lemgheity (Mauritania), causando 15 morti; nuovi attacchi in giugno, luglio e settembre, con numerose vittime; 23 luglio 2005: attacchi suicidi in un villaggio turistico di Sharm el Sheikh (Egitto) causano 63 vittime.

2006, 17 gennaio: Ahmed Abou al-Baara, guida spirituale del Gspc, è ucciso presso Toudja; imboscata a un convoglio governativo presso Ghardaia (13 vittime); 24 aprile: attacco in un villaggio turistico di Dahab (Egitto), con 20 morti e 90 feriti; aprile-giugno: numerosi islamisti – o ritenuti tali – uccisi dalle forze dell’ordine in Algeria; 20 luglio: 4 guardie municipali uccise a Ain Defla; 29 agosto: 2 poliziotti e 1 civile uccisi a El-Kseur (Béjaia); 2 settembre: 6 militari uccisi a Béjaia e Media; ottobre: serie di attentati in Algeri (3 morti e 24 feriti); 10 dicembre: una bomba scoppia su un autobus che trasporto lavoratori stranieri in Algeri (2 vittime e 8 feriti).

2006-2007: secondo fonti del governo provvisorio somalo, soldati eritrei e guerriglieri di al-Qaida, sono in Somalia per sostenere le Corti islamiche; dopo la cacciata da Mogadiscio delle Corti, gli Usa accusano l’Eritrea di offrire basi ai loro leader in fuga; il gruppo armato al-Shabaab è accusato di avere stretti legami con al-Qaida.

2007, gennaio: il governo tunisino afferma di aver ucciso 12 membri del Gspc, ritenuti responsabili di un piano per attaccare le ambasciate americane e britannica a Tunisi; 5 gennaio: 18 soldati uccisi a Biskra (Algeria); 21 gennaio: una bomba uccide un soldato e ne ferisce otto presso Jijel (Algeria orientale); 30 gennaio: 5 soldati e 10 islamisti uccisi in uno scontro a Batna; 13 febbraio: sette bombe esplodono in altrettanti stazioni di polizia nella regione della Cabilia (2 militari e 4 civili uccisi); 3 marzo: bomba scagliata contro un convoglio di operai russi sulla strada che unisce Medea e Aid Defla: 4 russi e 3 algerini uccisi; tra marzo e aprile: attentati a Casablanca (Marocco), con 8 vittime; 7 aprile: 9 soldati e 10 islamisti uccisi in uno scontro nella provincia di Ain Defla (Algeria); 11 aprile: un kamikaze si fa esplodere all’entrata del palazzo del ministero degli interni ad Algeri: 33 morti e 300 feriti; attentato a Costantina (1 poliziotto ucciso e due feriti); 14 maggio: 14 militanti uccisi presso Algeri; 11 luglio: bomba-suicida presso la caserna di Bourira (10 soldati uccisi e 35 feriti); 15 settembre: bomba esplosa nel cortile della caserma di polizia a Zemmouri (3 morti e 5 feriti); scontri nella Cabilia: 3 militanti, incluso il vice-capo del Cspc, uccisi: 16 novembre: le forze algerine uccidno il tesoriere del Gspc, Abdelhamid Dadaoui, presso Tizi Ouzou; 11 dicembre: due attentati in altrettanti quartieri di Algeri (72 morti e oltre 200 feriti); colpita anche la sede dell’Onu (18 funzionari uccisi); 24 dicembre: uccisi 4 turisti francesi ad Aleg (Mauritania).

2008, 22 febbraio: rapiti 2 turisti austriaci al confine tra Tunisia e Libia; liberati il 31 ottobre 2008 in Mali; 8 giugno: due bombe fatte esplodere nella stazione dei treni a Beni Amrane, 80 km da Algeri: uccisi un lavoratore francese, 8 soldati e 3 vigili del fuoco; 19 agosto: una bomba scoppia presso la caserma dell’accademia di polizia a Les Issers: 43 reclute uccise; 20 agosto: due automobili cariche di esplosivo scagliate contro un hotel a Bouira: 11 civili uccisi; 14 settembre: imboscata a Taurine (Mauritana) a un’unità militare locale; decapitati 11 soldati e una guida; 14 dicembre: rapimento in Niger di 2 diplomatici canadesi e del loro autista; liberati il 22 aprile 2009 in Mali.

2009, 22 gennaio: rapiti 4 cittadini europei (una coppia svizzera, una donna tedesca e un britannico) in Niger; 3 sono liberati tra il 22 aprile e il 12 luglio; il britannico Edwin Dyer è ucciso il 31 maggio; 22 febbraio: attacco all’installazione di un gasdotto a Ziama Mansouriah: 8 guardie uccise; 17 giugno: 18 poliziotti e 1 civile uccisi presso Bordj Bou Arredij, a sud di Algeri; 23 giugno: assassinato a Nouakchott (Mauritania) un dirigente americano di una organizzazione non governativa; 30 luglio: 14 agenti di sicurezza algerini uccisi in un’imboscata; 8 agosto: attentato suicida contro l’ambasciata francese a Nouakchott; feriti 2 gendarmi francesi; settembre: Saleh Ali Saleh Nabhan, membro di al-Qaida, accusato di aver orchestrato l’attentato al hotel di Mombasa del 2002 è in Somalia; 26 novembre: rapito il francese Pierre Camatte a Ménaka (Mali); liberato il 23 febbraio 2010; 29 novembre: rapiti in Mauritania 3 spagnoli, membri della ong Barcelona Acción Solidaria; un ostaggio è liberato in Mali il 10 marzo; gli altri due, il 23 agosto; 18 dicembre: rapiti, al confine tra Mauritania e Mali, i due coniugi italiani, Sergio Cicala e Philomène Kabourée; rilasciati il 17 aprile; 28 dicembre: tre cittadini sauditi uccisi a Djambla (Niger).

2010, 8 marzo: soldati uccisi alla frontiera tra Niger e Mali; 21 marzo: 3 militanti uccisi a El Ma Labiod; 25 e 26 marzo: due soldati uccisi e 6 feriti a Kadiria; 3 aprile: 7 agenti di sicurezza e 3 soldati uccisi da 2 bombe nella regione di Bejaia (Algeria); 20 aprile: rapito l’agente umanitario francese Michel Germaneau, a Inabangaret (Niger); la sua morte è annunciata il 25 luglio; numerosi attentati durante aprile, con numerose vittime; 4 maggio: uccisi 3 militanti, tra cui l’emiro Takhoukht Jamaat Zakaria Abdelkahar; 30 giugno: attacco contro le forze di sicurezza algerine nei pressi di Tinzaoutine, alla frontiera con il Mali (11 soldati uccisi); 11 luglio: 76 i morti di due attentati a Kampala (Uganda), rivendicati da Al Shabaab (“gioventù”), gruppo islamista somalo: 16 settembre: Ad Arlit, nel nord del Niger, rapite 7 persone (5 francesi, 1 togolese e 1 malgascio), impiegate di due compagnie francesi che si occupano di energia nucleare: la Areva e la Satom; 18 settembre: scontro tra soldati mauritani e membri di al-Qaida (6 soldati e 12 militanti uccisi); 3 ottobre: attacco contro un convoglio militare a Zekri (Cabilia): 5 vittime; un capo del dipartimento dei lavori pubblici, 2 suoi collaboratori e 2 contrattori uccisi a Tlidjene.

2011, 4 gennaio: attacco all’ambasciata francese a Bamako (Mali), 2 feriti; 7 gennaio: 2 francesi rapiti a Niamey (Niger) e uccisi nel deserto; 29 gennaio: guardie municipali uccise a Tizi Ouzou; 1° febbraio: uomini armati attaccano l’ambasciata di Israele a Nouakchott, capitale della Mauritania, ferendo alcune persone; 3 febbraio: le autorità mauritane sostengono di aver sventato un attacco terroristico nella capitale Nouakchott; 3 militanti di al-Qaeda muoiono quando la loro macchina, carica di esplosivi, viene colpita dalle forze di sicurezza; si sospetta che l’attentato mirasse all’uccisione del presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Azis; al-Qaida rivendica la paternità dell’attentato; 9 marzo: attentato presso Djelfa, con 5 morti; 17 aprile: 20 soldati algerini uccisi e 22 feriti in tre attacchi rivendicati da al-Qaida; muoiono anche 12 militanti; 28 aprile: una bomba esplode in un bar di Marrakech (Marocco): muoiono 7 francesi, 2 canadesi e un olandese. (Fr. Mo.)