Terrorismi
Sta sbandando l’organizzazione jihadista somala che fa capo al leader Abu-Ubayda ed è affiliata ad al-Qaida. Uno dei capi spirituali si è unito allo Stato Islamico. Scontro interno.

Alla fine di ottobre, dopo che la propaganda del gruppo Stato Islamico (Is) in poche settimane aveva postato sette video su Internet per indurre i miliziani somali di Al Shabaab ad abbracciare la causa del Califfato, Abdul Qadir Mumin, uno dei leader spirituali del gruppo jihadista ha giurato fedeltà al gruppo Stato Islamico, insieme ad altri venti membri dell’organizzazione.

Come era prevedibile, la decisione dello sceicco Mumin sta producendo ulteriori fratture all’interno dell’organizzazione, i cui vertici rimangono sempre fortemente legati ad al-Qaida. Primo tra tutti, l’attuale leader supremo di Al Shabaab, Ahmed Dirie, alias Abu-Ubayda, che insieme al capo delle milizie Mahad Karatay, ha giurato di eliminare fisicamente tutti coloro che contribuiranno a creare divisioni all’interno degli estremisti somali.

Il portavoce del gruppo, Ali Mohamoud Raghe, la scorsa settimana aveva annunciato che “i militanti accusati di voler dividere l’organizzazione sarebbero stati bloccati con ogni mezzo”. Tuttavia, gli osservatori sono concordi nel ritenere che al-Qaida, al contrario dell’Is, abbia sempre meno risorse per sostenere i gruppi affiliati sparsi in tutto il mondo.

In ogni caso anche l’adesione, in realtà più simbolica che pratica, di Al Shabaab al network qaidista, aveva dato luogo a pesanti contrasti interni che, nel giugno 2013, indussero Abdulaziz Abu Musab, il portavoce del gruppo per le operazioni militari, ad annunciare l’esecuzione di alti esponenti del movimento islamista per ordine del defunto leader Ahmed Abdi Godane.

La situazione odierna è praticamente analoga, come dimostra l’operato dell’Amniyat, una sorta di servizio segreto semi-indipendente dalla leadership militare del gruppo, che nelle settimane precedenti al bayah di Mumin al Califfato, aveva arrestato altri shabaab rei di aver giurato fedeltà ad al-Baghdadi.

Per sfuggire all’Amniyat, Mumin e suoi seguaci avrebbero riparato in una località segreta nella zona montuosa di Galgala nel Puntland, regione semi-autonoma nella Somalia nord-orientale.

Nell’ambito della divisione interna che sta interessando i jihadisti somali, mercoledì scorso sono stati registrati intensi combattimenti a Gambare, vicino alla città di Sakow, circa 480 chilometri a sud di Mogadiscio, dove i sostenitori di al-Qaida hanno attaccato alcuni militanti dell’organizzazione ritenuti vicini all’Is. Le fonti indicano che sarebbero morti almeno nove militanti, mentre altri otto sono rimasti feriti. E siamo solo all’inizio della nuova faida.

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