Festivaletteratura
Per la sua ventesima edizione, il prestigioso festival letterario di Mantova ha dedicato lo spazio “una città in libri” al centro nordafricano che rappresentò il cuore della cultura letteraria e scientifica mediterranea e uno straordinario centro d’incontro di popoli e religioni.

Le città che si affacciano sul Mediterraneo – come Tangeri, Algeri, Beirut – sono state spesso meta e rifugio di poeti, scrittori e artisti. Alessandria d’Egitto è stata la prima capitale culturale del “mare nostrum”: sede della famosa biblioteca fatta costruire dai Tolomei nel III secolo avanti Cristo, ha mantenuto nel tempo la caratteristica di centro cosmopolita.

Ed è per questo motivo che il Festivaletteratura di Mantova – l’11 settembre si è conclusa la ventesima edizione – le ha dedicato lo spazio “una città in libri” proseguendo l’iniziativa partita lo scorso anno con San Pietroburgo.

«In questo momento storico è sembrato importante scegliere una città che fosse espressione di vita multiculturale: nella prima metà del ‘900 ad Alessandria vivevano armeni, siro-libanesi, greci, anche 18 mila italiani. Si parlavano cinque lingue in un clima di convivenza culturale e religiosa» spiega Elisabetta Bartuli, nata a Il Cairo, traduttrice dall’arabo e esperta di dialogo transculturale, che con Luca Scarlini ha curato la realizzazione.

L’obiettivo è stato quello di raccontare Alessandria attraverso le opere degli autori che vi sono nati, come il poeta Giuseppe Ungaretti, il fondatore del futurismo Filippo Tommaso Marinetti, o che vi hanno vissuto come gli scrittori Fausta Cialente ed Enrico Pea.

I libri presenti nell’essenziale biblioteca spaziavano dall’antichità ai giorni nostri, dagli antichi greci Plutarco, Callimaco, Teocrito al poeta moderno Konstantinos Kavafis. Da Lawrence Durrell (autore di The Alexandria Quartet), a Georges Moustaki. E naturalmente erano ben rappresentati gli scrittori egiziani che hanno raccontato la città nei loro romanzi: Edwar al-Kharrat, Ibrahim Abdelmeguid, Naguib Mahfuz, Youssef Ziedan, Radwa Ashour.

I visitatori dello spazio “una città in libri” sono stati guidati alla scoperta dei testi da giovani studiosi di letteratura araba: nella veste di “bibliotecari” Enrica Battista (esperta di letteratura per l’infanzia), Chiara Comito (creatrice del blog editoriaraba), Dario Miccoli, Andrea Cerica, Anna Gabai (esperta in fumetti e graphic novels), Cristina Dozio, Roberto Capel Badino hanno trasmesso al pubblico la loro passione per il mondo arabo e la cultura mediorientale .

La foto è tratta dal film “Agora” di Alejandro Amenàbar (2010)